Peter Cheyney.
...
.
...
ROBA DA MATTI!
...
.
...
Titolo originale:
 YOUD BE SURPRISED.
1948. Mondadori Editore, MILANO. 
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Testo curato da: Claudio Paganelli per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
...
.
...
PRESENTAZIONE.
...
.
...
Si tratta del sesto romanzo della serie di Lemmy Caution, il detective dellFBI amante delle bevute e delle belle donne, spesso coinvolto in scazzottate, e sempre assistito da un fiuto infallibile per risolvere gli intrighi internazionali pi complessi. Stavolta Lemmy si muove nel Vecchio Continente, prima in Francia e poi in Olanda, in una atmosfera notturna resa ancora pi cupa dalloscuramento vigente in tempo di guerra.
E le belle donne intorno a Lemmy non mancano mai: c Geraldine, ricca ereditiera americana innamorata di un sedicente nobile russo; Juanella, moglie di un falsario ma che ha sempre avuto un debole per Lemmy; la sorella del nobile russo, una travolgente rossa a nome Edvanne, e Ardena, anche lei con frequentazioni nella malavita, molto sveglia e tuttaltro che manipolabile.
Il lieto fine non pu mancare nemmeno questa volta, ma la sorpresa finale  ancor pi sorprendente, e Lemmy, valutato laccaduto con la sua tranquilla filosofia, riesce a ricavarne una bella vacanza inglese.
...
Per la serie di Lemmy Caution, Cheyney ha scritto 10 romanzi gialli:
1. 1936. Pericolo pubblico. Titolo originale: This man is dangerous.
2. 1937. Che tipo quel Caution! Titolo originale: Poison Ivy.
3. 1937.  arrivato Lemmy Caution. Titolo originale: Dames don't care.
4. 1938. Lemmy Caution e il Drago blu. Titolo originale: Can ladies kill?
5. 1939. Intendiamoci bene. Titolo originale: Don't get me wrong.
6. 1940. Roba da matti. Titolo originale: You'd be surprised.
7. 1941. Affare fatto. Titolo originale: Your deal, my lovely.
8. 1942. Mai un momento di quiete. Titolo originale: Never a dull moment.
9. 1943. Si salvi chi pu. Titolo originale: You can always duck.
10. 1945. Come lei ce ne son poche. Titolo originale: I'll say she does.
...
.
...
L'AUTORE.
...
.
...
Reginald Evelyn Cheyney, noto come Peter Cheyney (Londra, 22 febbraio 1896, Londra, 26 giugno 1951),  stato uno scrittore inglese di romanzi gialli. Ebbe la sua massima notoriet fra il 1936 ed il 1951, anno della morte.  ricordato, tra l'altro, per avere creato il personaggio dell'agente federale statunitense Lemuel H. Caution, Lemmy per gli amici. Alcuni dei romanzi con protagonista Lemmy Caution sono stati adattati in film. Altro personaggio creato dalla penna di Cheyney  il detective privato Slim Callaghan.
...
.
...
ROBA DA MATTI!
...
.
...
Indice.
...
.
...
Capitolo 1. LA VECCHIA AMICA.
Capitolo 2. UN ALTRO BICCHIERINO.
Capitolo 3. FUOCHI DARTIFICIO.	
Capitolo 4. OLIO LUBRIFICANTE.
Capitolo 5. T PER TRE.	
Capitolo 6. CAF COSSACK.5
Capitolo 7. CRISANTEMI PER EDVANNE.
Capitolo 8. IL SIGNOR BORG PASSA DI VOLATA.
Capitolo 9. DOLCE INTESA	
Capitolo 10. UN BARLUME.
Capitolo 11. LIDEA DI ARDENA.
Capitolo 12. SI PU TENTARE.
Capitolo 13. CHI NON MUORE SI RIVEDE,
Capitolo 14. TRAME.
Capitolo 15. ROBA DA MATTI.
...
.
...
Fine Indice.
...
.
...
PERSONAGGI PRINCIPALI:
...
LEMMY CAUTION.
JUANELLA RILLWATER.
BUDDY PERRINER. scomparso.
GERALDINE PERRINER. sua sorella.
SERGIO NAKAROVA. russo.
RODNEY WILKS. investigatore.
EROUARD. della Sret.
EDVANNE NAKAROVA. sorella di Sergio.
ALPHONSE ZELDAR. agente daffari.
FREDDY BORG. gangster.
WILLIE LODZ. gangster.
ARDENA VANDELL. sua amica
GLOYDAS. socio di Sergio.
...
.
...
CAPITOLO 1. 
LA VECCHIA AMICA.
...
.
...
Roba da matti, ve lo dico io!
Forse disponete gi di una bella collezione di espressioni, coniate da voi. Forse siete in grado di trovare facilmente limprecazione che vi occorre, al momento buono. Eppure vi assicuro che anche se poteste ascoltare il dottor Goebbels intento a parlare fra s di Winston Churchill, dopo aver pranzato con un surrogato di filet mignon, non comincereste neanche a capire alcune delle imprecazioni che ho coniato durante la traversata!
Io... be, io sono un neutrale. Appunto per questo ogni volta che vedo una immagine del signor Gring che sfoggia qualche nuova sfarzosa uniforme faccio con la bocca un rumore che, pur intendendo manifestare lammirazione, potrebbe essere scambiato per una pernacchia.
Sono un povero innocente. Disposto a credere che fu Winston Churchill ad affondare lAthenia, che la Polonia invase la Prussia, che i cechi si sono dichiarati la guerra a se stessi, solo per fare un dispetto... So tutte queste cose, perch cos ci ha detto il signor Goebbels; e chi sono poi io, da poter dire che egli  un bugiardo patentato?
Questo per spiegarvi che sono un neutrale.
Inoltre voglio un bene dellanima agli svedesi. In modo particolare al capitano svedese di questa nave da carico, che fa pure servizio per i passeggeri, perch ha saputo schivare, manovrando abilmente, il siluro lanciato da un sommergibile germanico. Ad ogni modo mi piacerebbe scambiare quattro parole col comandante di questo sottomarino tanto per sapere come la pensa lui sulla neutralit, quando cerca di silurare un piroscafo svedese. Fa un tale buio dinferno su questa nave che ogni qualvolta si accende un fiammifero, pare una luminaria. Non si vede un accidente, neanche a bestemmiare. Ogni volta che me ne vado in giro sul ponte c una signora che mi butta le braccia al collo e mi chiede se so dove sia la sua cabina. Mi affretto a dire alla cara creatura che non lo so. Mi spiego? Avendole dato una rapida occhiata nella sala da pranzo non lho trovata appetibile. Anche sotto questo aspetto resto rigorosamente neutrale.
Forse anche voi converrete con me che le signore che si sperdono sul ponte, nelle notti pi buie, hanno certe facce tuttaltro che fresche e sono racchie da mettere i brividi. Quelle che piacciono alla luce del sole non si smarriscono tanto facilmente e anche se ci accade, son sempre capaci di trovare la propria cabina senza bisogno del vostro aiuto.
Ma forse voi la sapete lunga sul conto delle donne. Forse avete avuto qualche guaio a causa delle femmes, anche voi. Se cos stanno le cose saprete che le donne sono prive di logica e che fanno sempre ci che non sarebbe ammesso. Anzi arrivo a dire che nessun uomo, che non abbia ottenuto una porzione extra di materia grigia quando  venuto al mondo, riesce mai a capire esattamente a che punto si trova con la sua bella.
Lo crediate oppure no, una sera stavo raccontando la storia della mia vita a una biondina, a Saratoga, mentre lei era tutta intenta a mangiar pasticcini. Repentinamente mi lancia unocchiata che avrebbe fulminato anche Casanova e mi dice:
Lemmy... tu hai un non so che, amore. Non posso proprio resisterti. Per me sei pi bello di Marcantonio. Sei luomo dei miei sogni!
E mi getta le braccia al collo cingendomi con una mezza elson che avrebbe reso geloso lo stesso Hackenschmidt mentre alza la boccuccia verso di me... be, proprio in quel momento trilla il telefono.
Quando la dama ritorna mi guarda storto come se fossi qualcosa di disgustoso. E mi dice con tono gelido:
Vattene via, Lemmy Caution. Vattene prima che ti tiri qualcosa sulla testa!
E quando le domando che cosa le ha preso ad un tratto mi fa:
La telefonata era da parte di mio marito. Mi ha chiamato per dirmi che si sta divertendo un mondo assieme a te mentre assiste allincontro di pugilato al Maybury Ring. Ma insomma non c nulla di sacro per voi uomini?
Dico questo per spiegarvi che tutta la logica di cui pu disporre una bella donna si riduce a meno di zero...
Sospiro profondamente, mi alzo dalla cuccetta, trangugio un sorso di whisky e salgo sul ponte. Il vento s un po calmato ma c un buio infernale e si naviga senza le luci di segnalazione. Passando accanto alla cabina del capitano lo sento che bestemmia in svedese e intuisco che la pensa come me.
Entro nella cabina della radio. Il marconista  un bravo ragazzo, certo Larssen, un tipo coi capelli biondi e due occhi azzurri e grandi da bambino.
Come si va, Larssen? gli faccio.
Non lo so, signor Hickory, mi fa. Il capitano dice che saremo a Le Havre verso le nove di stasera. Dice che ormai siamo al sicuro. Niente pi siluri... capito?
Rifletto rapidamente. Forse sono ancora in tempo. Ad ogni modo voglio tentare subito perch, secondo me, non bisogna mai perdere tempo.
Meglio cos, amico, gli dico. Mandate questi marconigrammi per mio conto, al pi presto. E glieli scrivo.
"Geraldine Perriner, Htel Dieudonn, Parigi Francia stop Arrivo Parigi stasera da Le Havre stop Urge incontrarci stasera dodici e trenta nel vestibolo Siedler Club Rue des Grecs stop Portate tre gardenie onde possa riconoscervi stop Non parlate con nessuno della cosa stop Devo parlarvi per desiderio di vostro padre stop Hickory Agenzia Investigativa Transcontinentale Stop Fine"
"Rodney Wilks, Htel Rondeau Boulevard St. Michel Parigi Francia stop Arrivo Parigi stanotte da Le Havre stop Sono Ciro Hickory dellAgenzia Transcontinentale incaricato da Willis T. Perriner di trovare Buddy stop ho marconigrafato Geraldine di trovarci dodici trenta stanotte Siedler Club Rue des Grecs, trvati l stop Arrivederci stop Caution U.F.I. riconoscimento B 47 stop Fine".
Quello mi dice che trasmetter subito i due messaggi ed io me ne torno in cabina e mi metto a dormire perch, debbo confessarvelo, non mi garba troppo lincarico avuto e quando non sono contento di una cosa, ho labitudine di dormirci su.
Quando mi sveglio immagino che qualcuno mi abbia avvelenato perch mi sento la lingua arida come carta vetrata ma, dopo un po, concludo che ci deve essere causato dai liquori. Salto gi dalla cuccetta, mi vesto e salgo sul ponte. Tuttintorno, appena discernibili alla scarsa luce delle lampade oscurate, ci sono i passeggeri.
In un angolo trovo il mio inserviente fermo presso il mio bagaglio. Mi dice che sbarcheremo fra quindici minuti. Gli do la mancia e accendo una sigaretta. Quindi passeggio e, appoggiandomi al parapetto, guardo nel ponte coperto. Proprio nellangolo, seduta di fianco su una seggiola a sdraio, c una signora. Losservo attentamente e mi domando come mai posso essere stato diversi giorni su questo trabiccolo senza accorgermi che vi fosse una. bambina cos graziosa a bordo.
Indossa un soprabito sportivo con un gran bavero di pelliccia che le carezza il visetto morbido, come se ne fosse innamorato. Proprio sopra di lei c una lampadina che la illumina tutta, ma il viso  adombrato dal cappellino in pelle scamosciata. Ragazzi miei, vedeste che caviglie perfette!
Gi, io ho sempre avuto un debole per le belle gambe.
Un appassionato di storia una volta mi disse che una gran bellezza romana, certa Messalina, aveva le gambe cos belle che taluni si uccidevano, pensandoci. Ebbene, questo  nulla in confronto alle gambe della signora di cui vi parlo.
Mentre sono immerso in questi profondi pensieri la piccola decide di accendere una sigaretta. Appena la fiammella dellaccendisigari le illumina il viso debbo farmi forza per non mettermi a gridare perch questo tesoro non  altri che Juanella Rillwater, una delle pi affascinanti e perverse mogli che mai abbiano aiutato il loro marito nelle sue losche imprese. Poich Larvey Rillwater, grazie al suo concorso, scassin la cassaforte di una banca.
Arretro di un passo e rifletto un poco perch mi sembra ben strano che Juanella debba trovarsi su questa nave svedese assieme a me. Se conosceste Juanella come la conosco io comprendereste perch la sua vista mi ha lasciato turbato. Dovete sapere che ella una volta si mise nella testolina lidea di essere innamorata di Lemmy Caution!
Proprio in quel momento la nave ha una scossa. Stendo una mano verso un mucchio di bagagli e sento, sotto le dita, un ukelele.
Lo prendo. Non so se vi abbia mai detto che sono un tipo molto poetico e che, quando non corro dietro a qualcuno, penso sempre, con immagini stupende, alle belle donne e a soggetti del genere.
Afferro lukelele e ne cavo un paio di note. Mi guardo intorno ma non c nessuno vicino a me. Mi appoggio al parapetto e comincio a cantare. Cos:
Sognano i poeti le profumate rose
e sognano i beoni lo squisito liquore,
i giuocatori sognano le vincite vistose.
Alle belle sospira il mio povero cuore.
Io non ho, lo sapete, che unidea, per la mente:
Amar le belle donne, sempre, perdutamente!
Juanella si guarda intorno cautamente. Poi alza una spalla ed io proseguo:
Ricordati perci, mia diletta,
se mai ti sentissi depressa:
Io non amo che te, bellezza.
Le altre donne vadano a messa!
Juanella si alza. Mi si avvicina e resta a guardarmi. Mi fa:
Ma dico... credete forse di essere Bing Crosby?
Poi mi riconosce. Indietreggia di un passo, come se la sorpresa fosse eccessiva, ed esclama:
Ma guarda! Possa essere fulminata se non sei Lemmy Caution! Oh, Lemmy, questa  lunica cosa buona che mi sia capitata durante la traversata. Io...
Zitta, Juanella, le sussurro, e fammi un favore. Guarda che io attualmente non sono Lemmy Caution ma qualcun altro: sono Ciro T. Hickory, dellAgenzia Investigativa Transcontinentale dAmerica.
Scendo gi dalla scaletta e mi fermo accanto a lei.
Gi, osserva lei con un sorrisetto malizioso, lo credo bene che sei il signor Hickory. E ci scommetto che c qualche povero diavolo che corre il rischio di finire dentro. Oh, unaltra cosa... prosegue...  la prima volta che sento di un agente federale americano che si vuol far passare per un investigatore privato. Deve trattarsi di un caso proprio complicato.
Forse s e forse no, le faccio. Per mi piacerebbe sapere che diavolo fai su questa nave. In primo luogo sai bene che sono stato io a ottenere che venisse sospesa la sentenza della Corte Federale contro il tuo Larvey per il furto della banca, visto che egli mi aveva dato una mano in quellaffare del gas velenoso. Ora, essendo sospesa la sentenza, n tu, n tuo marito siete autorizzati a recarvi fuori della giurisdizione della Corte, ma tu adesso ne sei uscita. In secondo luogo, come membro della Polizia Federale, mi piacerebbe sapere che cosa ti proponi di fare in Francia. Quelli l hanno gi una guerra fra capo e collo, senza bisogno del tuo intervento. In terzo luogo vorrei farti notare che quando ti ho vista, un momento fa, m venuta lidea che tu diventi pi bella con il passare degli anni; e mi sembri talmente desiderabile che se Larvey potesse indovinare quello che penso in questo momento mi romperebbe il muso.
Lei sorride e rimette a posto un ricciolo ribelle. Poi viene un po pi vicina e mi fa:
Ma dimmi un po una cosa, Lemmy: non  proprio possibile che un pezzo duomo che  anche Agente Federale dimentichi per un solo momento se stesso e diventi un essere umano? Credi che se una donna come me cercasse di tutto cuore di mostrarsi buona con lui... Voglio dire che...
Senti, Desdemona, le dico io usando tutti i poteri dinibizione e dimostrando una certa conoscenza di Shakespeare, se tutti gli uomini che hanno abboccato alle tue moine fossero messi qui, in fila, non basterebbe tutta la nave a contenerli. E poi non capisci che, per il momento, non posso stringerti fra le braccia con tutto lardore disponibile perch metterei a repentaglio la vita dei poveri passeggeri? Non vorrei che la mia stretta travolgente facesse capovolgere la nave, capisci?
O. K. fa lei, ho capito. Ci deve essere unaltra donna, nella tua vita. Ma perch mai, prosegue pensosa come parlando a se stessa, perch mai tutti gli uomini che sinnamorano di me sono proprio quelli che non mi vanno? Perch mai? domanda con accento drammatico. E sar sempre cos?
Ed ecco che mi si getta addosso a pesce e prima che io sappia dove mi trovo la cara bellezza mi stringe le braccia al collo e mi bacia come se non dovessimo mai pi rivederci.
Lafferro saldamente e riesco a distenderla sulla sedia a sdraio.
Senti, Juanella, le faccio. Il tuo gesto mi commuove e mi sconvolge ma non ti aiuter affatto a cavartela!
Non importa, dice lei, avr sempre i miei ricordi, per consolarmi. E uno dei pi cari sar il tuo viso tutto macchiato di rossetto, grazie ai miei baci.
Cerco di riflettere rapidamente perch questa Juanella  una dritta che sa il fatto suo. E mi  venuto il sospetto che ella abbia fatto tutta la commedia amorosa perch io non limportuni con troppe domande. Non apro bocca. Tiro fuori il fazzoletto e mi pulisco le guance.
Juanella mi guarda e mi regala un sorriso fotogenico.
Senti, Lemmy, so bene che ti piace scherzare sempre. Me le facevi sul serio quelle domande, poco fa?
E mi guarda con occhi talmente languidi che farebbero fondere il cuore di una statua di bronzo.
Lemmy, continua lei. Io ho sempre un debole per te, Lemmy!
Lo so bene, che diamine, Juanella, ribatto. Ma lascia stare i sentimentalismi, per il momento. Le domande te le ho fatte sul serio. E mi sembra una coincidenza davvero straordinaria che tu ed io ci troviamo sullo stesso piroscafo. Credo che una spiegazione riuscirebbe molto utile.
Juanella scuote il capo.
Non fare lo scemo Lemmy! dice. Mi trovo su questa nave per la stessa ragione per cui ci sei tu, e cio perch c la guerra. Se non ci fosse la guerra non riuscirei a immaginare lunico e impareggiabile Lemmy Caution, oh, scusa, volevo dire Ciro Hickory, che viaggia su un simile trabiccolo. A parte ci, non volevo che Larvey sapesse dove me ne andavo. Perci quando ho saputo che questa nave aveva qualche posto disponibile mi sono decisa alla svelta.
Quindi hai litigato con Larvey? le domando. Che diavolo gli hai combinato, Juanella?
Niente, gli ho combinato. Ma Larvey si interessava un po troppo di una biondina ed io pensai che quando fosse voluto tornare da me gli sarebbe giovata una lezioncina. Egli, in seguito alla mia fuga, non mi avrebbe trovato.
Accenno di s col capo ma non credo un accidente di quanto mi dice perch so che Larvey  innamorato di lei, tanto che non si accorge neanche delle altre donne.
Un po di movimento si propaga sulla nave perch stiamo per entrare in porto. Per conto mio sono lieto di mettere piede fra poco sulla terra ferma.
Immagino che sarei indiscreta se domandassi il motivo per cui il signor Hickory si reca in Francia, no? chiede Juanella.
S, lo saresti, le rispondo. E ora dimmi: dove ti fermerai?
Ella esita un istante. Poi mi dice allegramente:
Non lo so. Ancora non ho deciso. Credo che dar unocchiata in giro, prima di decidermi.
Be, dovrai darla un po di sfuggita questa occhiata in giro perch, se prendi il treno per Parigi stasera, non arriverai prima di mezzanotte e quella non  lora pi adatta per andare in giro a dare occhiate. Ma forse tu lo sai gi, questo.
Ella assente con una mossa del capo.
Mi fermer a Le Havre per stanotte, mi risponde, e proseguir domani.
O. K. Juanella, le faccio. Per lascia che ti dia un avvertimento: tu sai che non hai alcun diritto di uscire dalla giurisdizione della Corte Federale.
Ah, no? ribatte lei. E come fai a saperlo che non ho il permesso regolare?
Losservazione  pungente, perch io non so nulla. Perci ci passo sopra.
Va bene, Juanella, le dico. Fai la brava ragazza e comportati bene.
Lei sorride e si rialza il colletto di pelliccia attorno al viso.
O. K. giovanotto, mi fa. C unaltra cosetta che voglio dirti. Quando sapr dove scender a Parigi ti mander un biglietto allAmerican Express. Forse ti piacer venire a bere un cocktail da me, qualche sera.
Ma dico, parli sul serio? le faccio. E che ne dir Larvey se lo viene a sapere?
Juanella inarca le sopracciglia.
Intanto io non glielo dir. A meno che lui non abbia imparato a leggere nel pensiero, non c da preoccuparsi. Una donna ha pure diritto a un po di distrazione.
Mi d una stretta significativa al braccio ed io me ne torno dove linserviente ha messo il mio bagaglio.
Sia detto tra di noi, questaffare di Juanella non mi quadra troppo. Forse si tratta di una semplice coincidenza ma nella controcassa del mio cervello s insinuato il ricordo che tanto Larvey che la sua cara mogliettina sono stati visti in giro per Nuova York con certi dritti che hanno lavorato ai margini di unorganizzazione che opera i rapimenti in grande stile. Comunque non credo a tutto quello che ella mi ha raccontato, per spiegarmi la sua presenza sul piroscafo.
Ma ora siamo in porto. Hanno gi messo fuori le passerelle e i passeggeri cominciano a sciamare sulla banchina. Mi viene unidea. Afferro una delle valigie, trovo linserviente e gli do dieci dollari per portare il resto del bagaglio sul treno, dopo la visita della dogana. Poi me la filo nella cabina di Larssen. Non c, ma il suo assistente  l seduto, che fuma la pipa.
Sentite, gli dico, voi potreste darmi uninformazione. C una signora a bordo che si chiama Juanella Rillwater. Non sapreste, per caso, se ella abbia mandato qualche marconigramma durante la navigazione o se ne abbia ricevuto?
Quello dice di non sapere, ma aggiunge che ha una mezza idea che il suo superiore, Larssen, abbia ricevuto un marconigramma alcuni minuti prima e che il nome del destinatario fosse Rillwater. Rifilo allamico venti dollari e aggiungo che ci terrei proprio a dare unocchiata alla copia del marconigramma. Quello guarda nel casellario e mi dice che la copia non c, crede che Larssen se la sia infilata in tasca, come  sua abitudine, per metterla nel casellario pi tardi. Dice che Larssen sar di ritorno presto e che mi conviene tornare a chiedere a lui.
Ringrazio e scappo perch ho una mezza idea di vedere che cosa fa Juanella. Scendo dalla passerella e mi guardo in giro fra la folla, ma non vedo neanche lombra della mia dama. Allora torno indietro. Vado nella cabina di Larssen. E lui  l. Gli chiedo il marconigramma ed egli lo cava dalla tasca.
Quando lo leggo sorrido beato. Avevo ragione o no, sul conto di Juanella? Il marconigramma dice:
"Juanella Rillwater S. S. Fels Ronstrom stop Ciro T. Hickory dellAgenzia Transcontinental arriva Parigi mezzanotte stop Mettetevi contatto con Hickory che minteressa stop In bocca al lupo stop LAmico stop Fine"
Avete belle capito! Sembra che qualcuno abbia visto il mio marconigramma diretto a Geraldine Perriner e che costui raccomandi a Juanella di tenermi docchio. Lo dicevo io che la cara bellezza aveva qualche suo scopo particolare!
Ed  pure evidente che chiunque ha mandato questo marconigramma non sa che io conosco Juanella e che lei mi conosce. Dunque essi non sanno che Lemmy Caution  a bordo. Credono che io sia semplicemente Hickory. Invece Juanella, avendomi gi riconosciuto, s tenuta alla larga. Forse  stato un caso fortunato che io labbia scoperta.
Sono le dodici e un quarto quando esco dal mio albergo e mi avvio verso la Rue des Grecs. Ho avvertito Geraldine Perriner di trovarsi l perch penso che quello sia il posto dove nessuno di noi corre il rischio di essere riconosciuto. Per lo stesso motivo ho detto a Rodney Wilks di raggiungermi in quel luogo.
Mentre cammino, rifletto su questo caso e mi domando che cos accaduto a Buddy Perriner e perch mai questa Geraldine si comporta cos. A furia di scervellarmi sulla faccenda, cerco di ricavarne un certo significato logico.
Ecco la situazione: Buddy Perriner  un giovane di ventun anni.  il figlio di Willis T. Perriner, il grande industriale delle acciaierie di Pittsburg. Geraldine Perriner  sua sorella.  maggiore di Buddy di cinque anni.
Tanto Buddy che Geraldine sono un po viziati. Hanno un mucchio di denaro a loro disposizione ed entrambi se la fanno con quella gente che di solito ama stare attorno ai giovani ricchi. Ebbene, Geraldine conosce un certo tipo russo, un sedicente conte Sergio Nakarova, probabilmente un avventuriero. Sinnamora di costui e dice al padre che intende sposarselo. Il vecchio Perriner allora monta in furia e le dice che non soltanto non le passer pi lassegno mensile ma che la far rinchiudere al manicomio, se non manda via il bel cosacco nonch cacciatore di dote.
Buddy Perriner, il fratello di Geraldine, anche lui  rimasto incantato dal Russo.  convinto che questi sia un grande uomo. Geraldine dice a Nakanova che, se si sposano, il vecchio non le dar un soldo. Ma Nakarova dice che non glimporta, che se anche ella lavorasse come commessa lamerebbe sempre appassionatamente.
Per aggiunge che ella dovrebbe cercare di convincere il vecchio in modo che, almeno per ora, possano considerarsi fidanzati ufficialmente.
Mentre avviene tutto ci, Buddy Perriner scompare.
Dapprima il padre crede che si tratti di una delle solite scappatelle, ma stavolta si sbaglia. Il giovane scompare davvero dalla faccia della terra.
Proprio in quel momento, quasi a completare la faccenda, il signor Hitler aggredisce la Polonia e lInghilterra intima allamico di mollare la preda. Appena Nakarova apprende la cosa si mette a cantare i canti russi e a gridare a destra e a manca che la Russia  pronta a combattere al fianco dellInghilterra e della Francia.
Geraldine abbocca in pieno e ammira sempre pi il suo eroico Sergio. Questi, pieno di vodka e di rettorica, proclama che vuol recarsi in Francia per arruolarsi nella Legione Straniera. Ma mentre si accinge a tale passo Peppino Stalin, che finora se n stato cheto, si fa avanti per dire che non ha alcuna intenzione di battersi e che intende anzi appropriarsi una larga fetta della Polonia.
Geraldine comincia a sentirsi infelice. Il suo cosacco  in Francia e Buddy  sempre introvabile. Il vecchio Willis Perriner intanto non si d pace e invoca lintervento dellUfficio Federale di Investigazioni (F. B. I.) perch Buddy venga ritrovato. Il direttore affida le investigazioni a Rodney Wilks, un ragazzo in gamba che sa il fatto suo.
Prima che Wilks abbia il tempo di muoversi, Geraldine fila via da Nuova York e una settimana dopo manda un marconigramma al padre, da Parigi, dicendogli che  andata a raggiungere Nakarova perch non pu stare lontana da lui.
Ci fa venire unidea a Wilks. Egli  persuaso che tutta la faccenda sia una commedia. Suppone che Buddy se la sia svignata a Parigi per darsi alla bella vita, sapendo che ben presto Nakarova e Geraldine lo raggiungeranno. Scopo di tutta la messa in scena  questo: il vecchio sar talmente lieto quando apprender che Buddy  sano e salvo, che non glimporter pi un corno se Geraldine sposa il suo cosacco.
Anzi, per festeggiare il ritrovamento del figlio, dar volentieri il suo consenso alle nozze e per soprammercato regaler due milioni di dollari agli sposi.
E cos Wilks si precipita a Parigi per controllare se la sua ipotesi sia esatta. Ma si accorge ben presto di non averla imbroccata e poco dopo avviene questo: il direttore affida a me le indagini ordinandomi di mettermi in contatto con Wilks a Parigi.
Io, mentre scendo dalla nave, ho gi deciso quello che debbo fare. Avr una spiegazione franca con Geraldine e la far parlare, in modo da verificare se lidea di Wilks  giusta o no.
Per non intendo di figurare come Lemmy Caution del F. B. I. in questa indagine. Nossignori!
Sono venuto qui come Ciro T. Hickory dellAgenzia Investigativa Transcontinentale, cio come investigatore privato e vi dir subito il perch.
Se Geraldine, Sergio e Buddy sono a Parigi per cercar di convincere il vecchio Perriner a dare il consenso al matrimonio, non saranno disposti a confidarsi ad un "G. man" o agente federale. Anzi diventeranno reticenti, appena abbiano il sentore che il F. B. I.  allopera. Perch essi sanno bene che non si scherza con gli agenti federali. Ma se invece mi credono un investigatore privato incaricato dal vecchio di trovare Buddy, pu darsi che si decidano a dirmi la verit e anche a rifilarmi qualche bigliettone perch tenga la bocca chiusa.
Mi sono spiegato?
...
.
...
CAPITOLO 2. UN ALTRO BICCHIERINO.
...
.
...
Sono le dodici e venticinque e procedo lungo Rue des Grecs. Tengo gli occhi bene aperti per non dar di capo contro le colonnette dei lampioni. Credetemi se vi dico che questo oscuramento di guerra  una vera seccatura.
C qualcosa  Parigi che mincanta sempre. Qualcosa che mi piace e che pure mi lascia un po inquieto. E ci succede a me, a un tipo che non soffre di nervi e che, mi dovete credere, non si emoziona facilmente. Ma nello stesso tempo quellatmosfera misteriosa, dove i fanali azzurri ammiccano fra le ombre, ha un che di suggestivo. Non ve lho forse detto che ho un temperamento poetico?
S, do una grande importanza allambiente... specialmente quando centrano le belle donne. Perch ho sempre notato che le donne si lasciano influenzare molto dallambiente, pi che non succeda agli uomini. Una volta, mentre esperivo unindagine ad Agua Caliente (dove le fonti termali non sono le uniche dotate di propriet scottanti) conobbi una spagnola, briosa, ardente e saporita. Una di quelle donne ad alta pressione che posseggono una volont propria e un coltello a serramanico che tengono nella giarrettiera, pronte ad usarlo quando si trovano a corto dargomenti.
Bene, questa ragazza si  attaccata a me. Figuratevi che cosa succede quando unaltra ragazza (che io ho avuto il torto di trascurare, perch non  di mio gusto) le va a raccontare che io, mentre filo il perfetto idillio con lei, me lintendo anche con lartista del variet locale!
Conchita fa roteare gli occhi neri come un alligatore infuriato. Non sopporter mai un simile affronto. Senzaltro afferra un vecchio archibugio, che suo padre aveva usato nella guerra spagnola, e va fuori, in cerca di Lemmy.
Io ho appena finito di fare la doccia fredda nel locale annesso al Casino quando il massaggiatore, che  mio amico, mi avverte che Conchita mi cerca munita di un pezzo dartiglieria. Io rifletto pacatamente sulla situazione, mi avvolgo in un zarap messicano e mi copro il capo col sombrero del massaggiatore. Poi prendo il mio abito di tela bianca e lo regalo a un povero diavolo. Dopo di che mi calco bene il sombrero sugli occhi e mi avvio a passo svelto alla stazione.
Prendo il treno mentre il tizio a cui ho regalato il vestito si busca due fucilate nella schiena in piazza del mercato.
Ora tutto ci  dovuto al massaggiatore, che  dotato di una sensibilit ambientale; perci vi dico che latmosfera ambientale ha per me una grande importanza.
Mentre cammino penso a Geraldine Perriner. Mi han detto che la fanciulla  bella, e che  decisa nelle sue cose. Mi aspetto che il nostro scontro far scintille.
Quando entro nel locale di Siedler, che si trova in una corte in fondo ad una strada, mi accorgo che non  molto mutato dallultima volta che lho visto. Mi aspettavo, piuttosto, di trovare molti militari fra il pubblico. Invece mi sbaglio. Il vestibolo (in stile turco illuminato da luci rosse attenuate),  frequentato dai soliti elegantoni. Alcuni di essi hanno la fedina penale sporca e quelli che lhanno pulita non tarderanno a sporcarsela.
Do cappello e soprabito alla ragazza addetta al guardaroba e vado verso lestremit del vestibolo dove si trovano certe alcove ben riparate con tavolini e sedie. Nellultima, seduta, c una giovane che porta al petto tre gardenie.
Eccomi davanti a Geraldine!
Ebbene, vi assicuro che Sergio Nakarova  un intenditore, in fatto di donne! Geraldine  di altezza media e indossa un abito da sera nero: ha sulle spalle un mantello di pelliccia il cui bavero le incornicia il volto. Ha una pelle che sembra di latte pastorizzato, gli occhi grandi, e i capelli rossi, acconciati da un parrucchiere che sa il fatto suo. Insomma, vi garantisco che se dovessi precipitare in un baratro con questa Geraldine, non risponderei neanche ai richiami dei soccorritori venuti a cercarmi. Me ne resterei zitto!
Entro nello scomparto e le dico:
Buona sera, sono Ciro Hickory. Lieto di conoscervi, signorina Perriner.
Quella mi guarda e sorride. Ha un sorriso lento e sagace che impressiona e fa colpo. Quando parla la voce  bassa e morbida. Una voce che incanta.
Accomodatevi, signor Hickory, mi dice. Sono felice di fare la vostra conoscenza.
Allora propongo di festeggiare lavvenimento prima di ogni altra cosa e ordino al cameriere un whisky per me e un cocktail per lei.
Una volta che lamico ci porta le bibite e se la batte, tiro le tendine sullo scomparto. Poi mi seggo. Le offro una sigaretta e me ne accendo una.
Sentite, signorina, le dico, non occorre che noi due perdiamo del tempo in convenevoli. Esponetemi chiaramente come stanno le cose.
Ma certo, signor Hickory, mi risponde, credo anchio che cos risparmieremo tempo. Credetemi, capisco bene quali siano i sentimenti del babbo a proposito di Sergio e di me. Sergio non gli va a genio. Semplicemente perch  russo ed  conte. Il babbo  un uomo allantica. Non pu vedere uno che non sia americano e odia i titoli nobiliari. Perci, secondo lui, deve essere un avventuriero e un cacciatore di dote.
Scuote la cenere della sigaretta, e i diamanti che le adornano lanello scintillano.
Ebbene, il babbo si sbaglia, prosegue. Ma  certo che non mi crede quando io glielo dico. E non creder neanche a Sergio. Mi abbaglia con un sorriso. Viceversa potrebbe credere a voi.
Ah si? faccio io. Sicch vorreste che conoscessi codesto Russo, che indagassi sul suo conto e, se trovo che egli  ineccepibile, lo riferissi a vostro padre?
Per lappunto. S, credo che sarebbe una splendida cosa se conosceste Sergio al pi presto. E sarebbe ancora meglio se investigaste sul suo conto. Sergio non ha nulla da nascondere.
Pu darsi che le cose stiano cos, signorina Perriner, le faccio. Ma non state commettendo una svista? Vi siete forse scordata di Buddy?
Quella abbassa gli occhi. Qualche lagrima li rende lucidi.
Nen  gentile, da parte vostra, ricordarmelo, dice. Naturalmente sono preoccupatissima per Buddy. Gli voglio un gran bene, eppure ho limpressione che egli debba essere vivo e al sicuro. Dopo tutto non  la prima volta che Buddy scompare. Almeno una dozzina di volte lha fatto, senza dirci dove andava.
Pu darsi che abbiate ragione, ribatto, ma stavolta la cosa  diversa. Anche se Buddy  scomparso in precedenza non  mai stato assente per un periodo cos lungo. Sono pi di quattro mesi che manca, signorina! E nessuno ha pi sentito parlare di lui.  come se fosse scomparso dalla faccia della terra.
Lo so, mi dice, ma mi domandavo...
Che cosa? la interrompo.
Sapete, signor Hickory, non mi stupirebbe se uno di questi giorni me lo vedessi spuntare in divisa.
Volete dire che egli potrebbe arruolarsi qui, in Francia, o in Inghilterra? Be ammettendo che lo abbia gi fatto, perch mai non dovrebbe farsi vivo?
Geraldine si stringe nelle spalle.
Sentite, le dico, credo che sia venuto il momento di parlarci francamente. Vostro padre  quasi fuori di s per la scomparsa di Buddy.  preoccupato anche per voi ed  convinto che non vi potrebbe capitare disgrazia maggiore di quella di sposare codesto Russo. Mi spiego? Ma la faccenda di Buddy  differente. Se aveste visto la faccia di vostro padre quando lasciai Nuova York, non ve la prendereste con tanta filosofia. E poi mi  venuta unaltra idea, proseguo. Forse, quando ve lavr comunicata, sarete meno entusiasta del vostro Sergio.
Ella diventa seria. Dite pure, signor Hickory.
Ecco di che si tratta. Vostro padre mi ha detto che Buddy si stava dedicando al lavoro, nelle officine di Pittsburg quando codesto Nakarova fece la vostra conoscenza a Nuova York. Be, quello sinnamora di voi e voi vinnamorate di lui e lo presentate a Buddy. Le indagini compiute da noi ci dicono che, da quel momento, il Russo fece di tutto per stare in compagnia di Buddy. Si diceva persino che egli trascorresse pi tempo con Buddy che con voi. Ebbene,  facile trarne le deduzioni, no? Vostro padre crede che questamore fra voi e Nakarova fosse tutto una commedia e che il Russo cercasse invece di studiare Buddy per scegliere il momento buono per rapirlo. Cos avrebbe potuto ricattare il vecchio Perriner per un paio di milioni.
Ella si stringe nelle spalle.
 ridicolo, dice. Signor Hickory, vi assicuro che lidea  proprio assurda. Quando avrete conosciuto Sergio, vi accorgerete che sono tutte sciocchezze.
Bene, bene, le dico. Forse sar come dite voi. Ed ora ditemi un poco: Nakarova era stato in America prima di quella volta in cui vi conobbe?
No. Era la prima volta.
Vedo. Rifletto per un poco poi le dico:, Quando avete ricevuto il mio marconigramma stasera, quello che vi ho mandato dal Fels Ronstrom e in cui vi dicevo di trovarvi qui, eravate sola?
No, risponde. E appare sorpesa. Cera Sergio con me. Stavamo pranzando nel mio albergo.
E gli avete mostrato il dispaccio?
S, glielho mostrato. Perch, ho fatto forse male?
Storco la bocca.
Sentite, le dico, avete mai conosciuto una certa Juanella Rillwater, una donna astuta e bellina, che ha per marito un certo Larvey Rillwater?
No, mi risponde. Mai conosciuti, n luna n laltro.
O. K. le dico.
Accendo unaltra sigaretta.
Non avremo da far molto per assumere informazioni sul conto di Nakarova, le dico, perch questo  stato gi fatto. Un mio collega, Rodney Wilks,  venuto a Parigi apposta per tale scopo. Lho avvertito di trovarsi pure qui, stanotte. Lo aspetto da un momento allaltro. Forse lui potr darci le informazioni necessarie.
La signorina fa spallucce nuovamente. Mi sorride. Non vi ho forse detto che costei  qualcosa di prelibato?
Le chiedo scusa, mi alzo ed esco dallalcova riservata. Ritorno nel vestibolo e domando al portiere se un signore bassotto con la faccia simpatica, che risponde al nome di Wilks, sia stato visto. Quello dice che non ricorda esattamente. C un mucchio di persone che sono entrate e uscite, ma gli sembra che un tipo somigliante a quello descritto da me sia venuto circa venti minuti prima.
Ritorno nello scomparto.
Wilks non c, dico. Ma ci fermeremo un po qui. Dovrebbe comparire da un momento allaltro. Forse non gli riesce facile venir qui, a causa delloscuramento.
Ella annuisce. Si appoggia pi comodamente alla spalliera.
Osservandola mi domando se il vecchio Perriner non si sia per caso sbagliato. Geraldine Perriner avr solo venticinque anni ma, credetemi, d limpressione di una donna navigata. Non sembra proprio la signorina romantica che corre dietro a un conte russo pi o meno autentico.
Getto il mozzicone della sigaretta nel portacenere e ficco la mano in tasca per prendere il portasigarette. A un tratto la manica mi si impiglia in qualcosa che  sul bracciolo della poltrona dove mi trovo. Guardo e resto sorpreso perch ci che trattiene la manica  la spilla da cravatta che regalai a Rodney Wilks quattro anni fa.  questa la spilla che Wilks porta sempre. Non dico parola. Libero la manica e prendo una sigaretta.
Mentre laccendo guardo la spilla.  infilata nellimbottitura del bracciolo. Chiunque ve labbia messa, lha fatto di proposito.
Guardo Geraldine. Se ne sta comodamente appoggiata alla spalliera, con gli occhi socchiusi e sembra proprio felice. Le chiedo se gradirebbe un altro bicchierino. Risponde No, grazie. Dico che io ne prender uno lo stesso e mi alzo, scosto la tenda ed esco dallo scomparto come se andassi in cerca di un cameriere.
Attraverso il vestibolo, trovo il cameriere, ordino la bibita e vado in guardaroba. Comincio a far lo spiritoso con la ragazza che sta dietro il banco, dicendole qualche frase in cattivo francese e intanto passo in rivista tutti i cappelli che sono appesi ai pioli dietro di lei.
Ogni uomo porta il cappello a modo suo e Rodney non sfugge alla regola. Egli porta un cappello color ardesia con la falda rialzata sulla fronte. Il che gli conferisce unaria da bamboccione. Lo vedo.  appeso in fondo alla terza fila. Sicch pare che Rodney sia venuto allappuntamento e non si direbbe che fosse andato via dal locale. E poi sono sicuro che  stato lui a infiggere la spilla sul bracciolo, per farmi sapere chera venuto. Ho anche limpressione che egli abbia fatto ci perch sapeva che non sarebbe uscito dal club.
Mi appoggio alla parete, intento a fumare e a riflettere, poi ritorno da Geraldine. La prego di pazientare ancora un minuto perch intendo telefonare a Wilks per sapere se  uscito di casa. Torno in guardaroba e infilo il corridoio che porta alla toletta degli uomini. Fa buio, l in fondo. Scendo alcuni gradini ed apro luscio. Lo richiudo dietro di me e giro linterruttore. Mi trovo in una specie di camerino da bagno. Davanti a me c la porta socchiusa che d in un altro stanzino dove scorgo alcune grosse ceste di asciugamani usati. Vado di l e cerco un altro interruttore. Ma non lo trovo. Cavo di tasca laccendisigari e faccio luce.
Rodney  proprio l. Giace nellangolo con la testa appoggiata alla parete.  tutto contorto, come se si fosse sentito male. Guardando le labbra mi accorgo che c su una macchiolina scura.
Accendo una sigaretta... Credo che Rodney abbia decisamente terminato la sua carriera!
Non mi garba affatto la scena perch  una di quelle che gli scrittori chiamano lugubri. Resto l un minuto circa, a guardare Rodney che se ne sta tranquillo senza pi curarsi di un accidente.
Prendo alcuni asciugamani dalla cesta e li dispongo in modo che, se qualcuno entra nel camerino, non possa vedere il cadavere.
Poi, dopo essermi rinfrescato alquanto il viso, cerco di riflettere.
Prima di tutto  chiaro, per tutto il rhum delle Barbados, che Wilks  stato avvelenato in questo locale.  pure chiaro, lampante, che nessuno sa della cosa, tranne chi lha avvelenato. E per il momento mi sembra che Geraldine Perriner sia la persona che ha propinato a Wilks il veleno, mentre quello se ne stava seduto nella poltrona a parlare con lei dietro i tendaggi abbassati.
Rodney comincia a sentirsi male. Forse il veleno non agisce rapidamente e gli d il tempo di riflettere. Forse suppone di aver ingerito soltanto un sonnifero. Fatto si  che si sente indisposto. Vuole svignarsela. Ma vuole anche farmi sapere che  stato qui, perci ficca la spilla nel bracciolo della poltrona, nella speranza che io la veda e quindi se ne va alla toletta. Barcolla, ma nessuno vi fa gran caso perch ci sono tanti clienti del Siedler che diventano alticci.
Faccio un piccolo ragionamento cos: Geraldine mi ha detto che si trovava assieme a Sergio quando  giunto il marconigramma. Mi ha anche detto che Nakarova lha visto. Dunque egli sapeva che lei sarebbe venuta al mio appuntamento. Ebbene, perch mai Geraldine avrebbe dovuto uccidere Rodney... supponendo che sia stata lei a ucciderlo?
La ragione per cui ella avrebbe potuto ucciderlo mi sembra questa: Rodney ha saputo qualcosa che non va sul conto di Nakarova e, se mi vedr, mi metter al corrente. Allora ella decide che il matrimonio si dovr fare lo stesso e poich sa che se il padre riceve il rapporto di Rodney le taglier i viveri, pensa di far fuori Rodney prima che quello mi veda.
Che ve ne pare? A me pare che non fili troppo. Prima di tutto, Geraldine corre un rischio ben grave, propinando il veleno a Wilks. Non potrebbe darsi che questi avesse ingerito il veleno altrove? E poi come fa lei a sapere che sia esattamente Rodney? Come fa a sapere che si tratta di un agente federale? Wilks non avrebbe mai parlato a Geraldine prima della mia venuta. Avrebbe atteso finch non fossi arrivato.
Perci devessere stata lei la prima a parlargli. Deve avergli raccontato qualche frottola, e chiss? Forse lei sapeva che il veleno che gli propinava non aveva un effetto immediato, ma che gli avrebbe sconvolto le viscere in modo da indurlo ad andarsene prima di morire.
Ma quando cerco di controllare la verosimiglianza della mia ipotesi, mi guardo nello specchio e mi dico che essa non regge. Non mi ha forse detto la signorina che ella non teme la nostra indagine e che Nakarova  una brava persona? Ella sa bene che se anche Rodney  morto, anzi appunto per questo, io sono pi che mai interessato a scoprire vita e miracoli di Nakarova. Perci ella non pu aver fatto una cosa del genere.
No. Rodney deve essere stato fatto fuori perch doveva essere tolto di mezzo al pi presto. Egli doveva scomparire a qualunque costo, prima che io giungessi. E il motivo era che egli sapeva qualcosa che avrebbe causato grandi noie a Geraldine e a Nakarova, qualora Rodney avesse avuto modo di riferirmele. E a costo di qualunque rischio Rodney doveva essere tolto di mezzo.
C una piccola probabilit che Rodney sia stato avvelenato prima che Geraldine si recasse da Siedler; ma  una probabilit talmente lieve che si pu scartarla senzaltro. Il portiere ricorda di avere visto giungere Rodney non molto tempo fa. Dunque Geraldine ha avuto il tempo di individuarlo, di parlargli, di invitarlo nello scomparto e di dargli la sua polverina.
Ora mi viene unidea proprio singolare... unidea che (se si dimostrasse fondata) risolverebbe alla perfezione il mio problema.
Forse il vecchio Perriner non si sbagliava, dopo tutto! Supponiamo che Nakarova corteggi Geraldine, dapprima con lintenzione di far colpo su di lei e di sposarla. Sa che la fanciulla  un po viziata, che il padre farebbe per lei chiss quali cose e pensa che il vecchio, alla fine, dica di s.
Ma saccorge che si  sbagliato. Il vecchio sintestardisce a dire di no. Per il Russo non si preoccupa, perch ha unaltra corda, al suo arco. Se qualcuno rapisce Buddy egli potr ottenere tutto quello che vuole dal vecchio. Se questi acconsente al matrimonio tutto si aggiuster. Se il vecchio nicchia gli si mander una richiesta di un paio di milioni di dollari, a titolo di riscatto. Ma il biglietto non verr da Nakarova. Ci penser qualcun altro a mandarlo, in modo che egli resti il generoso eroe cosacco.
E non sarebbe una cosa buffa se coloro che hanno operato il ratto e che devono mandare la richiesta minatoria fossero Juanella e Larvey Rillwater?
Ci spiegherebbe la presenza di Juanella sul piroscafo e la sua venuta qui; e spiegherebbe anche il marconigramma che ella ha ricevuto, dove veniva incaricata di tenermi docchio.
Geraldine ha detto di aver fatto vedere il dispaccio a Sergio. Suppongo che il messaggio ricevuto da Juanella sia stato spedito da lui.
Benissimo. E ora supponiamo, come semplice ipotesi, che qualcosa sia accaduto a Buddy. Forse Geraldine non sapeva nulla del progetto originale del ratto. Poi, nel momento cruciale, Nakarova scopre che Wilks indaga e che ha scoperto tutto.
Bene... in tal caso Nakarova  nei pasticci. Sa che il ratto di persona viene punito con lergastolo, ad Alcatraz, dalle leggi federali. E lunica persona che pu denunciare Nakarova (eccetto Buddy che si trova al sicuro e quindi non  in condizioni di parlare)  Rodney.
Penso che se Geraldine  davvero innamorata di Nakorova pu aver ucciso Wilks per risparmiare al Russo la condanna a vita. Conosco abbastanza le donne per sapere che, quando sono proprio cotte per qualcheduno, farebbero qualunque cosa pur di restargli vicine.
Ritorno nello scomparto. Lei  ancora l e sul viso ha tuttora lo stesso sorriso affascinante.
La seconda bibita mi aspetta sul tavolo ma non la guardo neanche. Dico alla ragazza:
Non riesco a spiegarmi lassenza di Wilks. Ho telefonato a due o tre posti dove avrebbe potuto trovarsi ma non c. Credo che ormai sia inutile aspettarlo qui.
Ella si avvolge nella cappa.
Ebbene, signor Hickory, che volete fare adesso?
Le sorrido.
 un po tardi, le dico. Tuttavia, dopo quello che mi avete detto, sarei lieto di conoscere il vostro fidanzato.
E perch no? fa lei, Andiamo pure nellappartamento di Sergio. Egli sar lieto di conoscervi. Ora gli telefono.
Si alza e va nella cabina del telefono dallaltra parte del vestibolo. Quando le apro la porta premurosamente mi accorgo che non si tratta di un telefono a gettoni.
Chiudo la porta e filo da un cameriere. Gli mostro un biglietto da cinquanta dollari.
Se c una derivazione della linea telefonica, gli faccio, questi sono vostri.
Venite da questa parte, msieur, mi dice. Anchio talvolta sono curioso di sapere ci che dicono le signore.
Mi fa passare in un corridoio e mi conduce in un ufficio vuoto. Mi indica il telefono sulla tavola. Gli rifilo il biglietto di banca e quello fila via.
Prendo il ricevitore. Ascolto solo per cinque secondi e capisco subito. Non voglio udire altro. Ritorno nel vestibolo e aspetto che Geraldine abbia terminata la telefonata.
Dopo un po ella esce dalla cabina. Vi assicuro che  talmente bella da fare venire lacquolina nella bocca!
Sergio sar felicissimo di riceverci, mi fa. Ci aspetta.
Faccio chiamare un tass e appena viene ci montiamo su. Fa un buio dinferno. Dopo un momento intuisco che ci dirigiamo verso Place de lOpra. Ella si avvolge meglio nel mantello e si spinge un po dalla mia parte. Il suo ginocchio tocca il mio e sento il profumo che ella usa. Uno di quei profumi che vinebriano senza quasi che ve ne accorgiate.
Questa donna  affascinante. E anche intelligente, ve lassicuro.
Nelloscurit che lavvolge mi par di vedere il suo sorriso.
Mi dice:, Devessere una vita meravigliosa quella dellinvestigatore privato! Ne dovete provare di emozioni eh, signor Hickory?
Faccio una smorfia. Le dico di s. Le dico inoltre che talvolta le emozioni sono fin troppo forti.
Quella mi si stringe contro. Percepisco il suo respiro breve.
Eppure non faccio nulla. Certo, ho avuto i miei momenti belli con le donne e spero che ne avr ancora degli altri, ma se baciassi questa donna mi sembrerebbe di fare allamore con una serpe.
...
.
...
CAPITOLO 3. FUOCHI DARTIFICIO.
...
.
...
 quasi luna e mezzo quando ci fermiamo davanti a un bel caseggiato. Pago il tass mentre lei apre lo sportello. Entriamo nella cabina dellascensore, poi percorriamo un corridoio ed ella preme il bottone del campanello sulla porta di fondo.
La casa  lussuosa. Tappeti spessi e arredamento di buon gusto. Immagino che questo Sergio abbia un conto corrente alla banca.
Ella suona due o tre volte ma non accade nulla. Poi mi guarda con un sorrisetto e alza le spalle.
Sergio  un bel tipo, mi fa. Quando gli ho telefonato mi ha detto che sarebbe stato felice della nostra visita. Ora pare che sia uscito. Immagino che non tarder a tornare.
Apre la borsetta e ne tira fuori una chiave. Apre la porta e accende la luce dellanticamera. Chiudo la porta dietro di me e la seguo.
Entriamo in una sala di soggiorno che  uno splendore. Sembra quasi una scena orientale, creata da Sam Goldwyn. Tutto  lussuoso e colorito. Il pavimento, nero,  coperto, nel mezzo, da un tappeto bianco. Quando vi cammino sopra mi pare di camminare sulla neve.
Nel camino arde un bel fuoco e le tendine color oro sono abbassate. Ai lati del camino vi sono due poltrone, bianche e oro, e davanti c un divano comodissimo. Cuscini a profusione. Nella stanza fluttua un profumo squisito.
Mi tolgo il soprabito e lo metto su una sedia. La mia compagna si avvicina al tavolo e mi mesce quattro dita di whisky. Per conto suo, si versa della wodka in un bicchierino. Quindi si leva il mantello di pelliccia e viene accanto a me, presso il camino.
Mi porge la bibita. Fa, guardandomi negli occhi:
Alla vostra salute, signor Hickory!
Sorrido.
Siete ben gentile, signorina, le dico. La guardo ben bene e trangugio un sorso. Tuttavia, proseguo, vorrei che Sergio fosse qui. Perch mai ci fa aspettare proprio quando vorremmo parlargli?
Ella si mette in ginocchio e comincia ad attizzare il fuoco. Osservandola in quella posizione posso vedere che non c alcun appunto da fare sulle sue forme e che i suoi polpacci sono perfetti come le caviglie. Dice, voltandosi dalla mia parte:
Sergio  capriccioso.  un uomo dal carattere strano.  per questo che lo adoro.
Depone lattizzatoio e mi guarda con un sorriso singolare che le vaga sulle labbra.
Anche voi avete un temperamento vivace, Hickory?
No, signorina, le dico. Proprio no. Ma sembra che voi abbiate creduto che Rodney Wilks fosse un tipo spinto! Forse avete pensato che potesse diventare un po troppo vivace, sia nei vostri riguardi che in quelli del vostro amico, eh?...
Ella indietreggia di un passo e si mette a sedere sul divano. Sorride tuttora, di un sorriso stereotipato da bambola.
Che cosa intendete dire?
Prendo una sigaretta e laccendo. Resto l a guardarla. E intanto sorrido anchio.
Prima di tutto, le dico, se voi siete Geraldine Perriner, io sono lamica di Mussolini. Certo avete recitato una splendida parte stasera, da Siedler. Ma il trucco non  riuscito. In secondo luogo avete ucciso Rodney, laggi. Lho trovato nella toletta, disteso fra gli asciugamani sporchi. Si  trascinato l dentro dopo che gli avete propinato qualche veleno nella bibita. Tuttavia egli ha fatto in tempo a segnare un punto a proprio vantaggio. Mi ha lasciato un piccolo messaggio.
Davvero? fa quella con un candore delizioso. E che cosa vi diceva?
Non diceva nulla, le rispondo. Ecco il messaggio che mi ha lasciato: ha puntato la sua spilla nel bracciolo della poltrona dove si era seduto. E quella spilla glielavevo regalata io. Pensava che, se lavessi visto, sarei stato in guardia.
Prendo la spilla dalla tasca e gliela faccio vedere.
La dolce creatura si stringe nelle spalle. Quindi si alza e si avvicina al tavolo dove sono i liquori. Io la tengo docchio sempre. Apre una scatola, prende una sigaretta e laccende. Poi si volge, si appoggia al tavolo e mi guarda.  fredda come un eschimese dinverno.
Mi interessate, dice. A quanto pare siete dotato di unintelligenza superiore a quella di un investigatore privato qualsiasi.
Aspira una boccata di fumo e la rimanda fuori dalle narici. Queste vibrano. Tutto in lei, il viso, landatura, il modo di fumare, tutto d limpressione della calma di chi  perfettamente sicuro di s. Mi pare di trovarmi di fronte ad una tigre.
Mi si avvicina. Si ferma in mezzo al tappeto bianco e resta l con la sigaretta in mano. Un quadro, vi dico!
Perch dite che non sono Geraldine Perriner?
Ma  facile, le spiego. Quando siete andata a telefonare ho potuto controllare parte della vostra conversazione grazie ad un apparecchio collegato col vostro. Parlavate in russo. Forse siete russa. Forse per questo parlate cos lentamente. Per non commettere qualche errore.
Au contraire, fa lei, non sono russa. Non mi piacerebbe del resto. Sono francese. E ne sono orgogliosa.
O. K. dico. Ebbene, spero che tale circostanza vi giovi. Mi piacerebbe vedervi quando cercherete di convincere il giudice che facendo fuori Wilks avete commesso un crimine passionale. Vi condanneranno allergastolo. Anche una bella donna non se la cava con meno quando si tratta di assassinio premeditato... persino in Francia. Forse vi taglieranno la bella testolina...
Forse, fa lei.
Si muove. Gira intorno al divano e si mette davanti al camino. Getta la sigaretta nel fuoco. Resta l con le mani bianche appoggiate alla mensola del camino, a fissare le fiamme. Riflette, mentre io la guardo.
Resta cos per un paio di minuti. Mi sembrano anni. Questa donna comincia a darmi dei brividi.
Indietreggia e si volta a guardarmi. Mi fissa negli occhi.  talmente vicina che sento il suo respiro, sento il profumo che ha addosso.
Comincia a parlare. Ha una voce bassa e dolce che vibra armoniosa, quando vi parla.
Mi dice:, C qualcosa in voi che mi piace tanto. Siete intelligente e capite subito le cose... E poich ho un po di paura di voi e di quello che potete fare, mi riuscite ancor pi interessante.
Le sorrido con aria soddisfatta.
Cos cominciate a ragionare, eh? dico. Bene, vi ascolto.
Ella si volta e torna al tavolo. Prende un bicchiere e vi mesce qualche dito di whisky e un po di soda. Poi mi porta la bibita. E me la porge con un gesto compunto, quasi mi offrisse i gioielli della corona o qualcosa del genere.
Bevete pure tranquillamente, mi dice. Non c nulla di nocivo, in codesto bicchiere.
E sorride.  tornata al posto di poco prima e mi fissa negli occhi, standosene in piedi.
S, amico mio, mi fa. Adesso comincio a ragionare e voglio farvi una proposta. State tranquillo che nessuno verr a interromperci. Sergio non torner per stanotte. Almeno io non laspetto.
Trangugi il liquore.
Che peccato! Se venisse formeremmo una bella compagnia, no?
Vi parlo sul serio, dice lei. Sappiate che qui ho una discreta somma che metto a vostra disposizione, e che io stessa sono a vostra disposizione. Aggiungo questo, perch mi sento attratta in modo particolare verso di voi. Non credevo che ci fosse un uomo capace di farmi vibrare cos.
Non dico una parola. Comincio a sentire un po di caldo attorno al colletto. Intanto cerco di capire se la dolce fanciulla parla cos per guadagnare tempo, in attesa che venga quel Nakarova in suo soccorso, o se spera di corrompermi, oppure se dice la verit.
Le sorrido con dolcezza.
Signorina, la vostra  tutta fatica sprecata. Perch io sono un tipo pignolo, a cui piace portare fino in fondo le cose. Altre belle signore han cercato di sedurmi. Ma io, durante le ore di servizio, sono insensibile o quasi. Forse, se non aveste fatto bere al povero Wilks quella tale medicina, resterei incantato dalle vostre linee. Forse sarei capace di fare qualche pazzia per voi. Ma non adesso, piccola. Non vi han mai detto che i G men sono inesorabili?
Ella annuisce.
I G men, sussurra. Vale a dire, gli uomini dellUfficio Federale dInvestigazione. Era questo che Sergio temeva... che la Polizia Federale si interessasse del caso. E aveva ragione. Sicch voi siete un G man.
Esatto, rispondo.
Non volete riflettere un poco sulla mia offerta?
Niente da fare, amore, le dico. Su, andiamo.
Ella mi fa un bel sorrisetto e si avvia al posto dove ha lasciato il mantello. Si guarda i piedi ed alza un tantino la gonna. Mi dice:
Che disgrazia! Mi si  smagliata la calza. Non si pu arrestare una signora con la calza smagliata. Posso cambiarmi le calze, msieur?
Ma guarda che giochetto ingenuo!
Signorina, le dico, non potete cambiarvi nulla, neanche il reggipetto, ammenoch non lo facciate in mia presenza. Del resto, non credo che guarderanno le vostre calze, l dove andiamo.
Mi dice lei:, Siete un simpaticone ma non capite che non si pu far niente, quando si ha una calza smagliata? Tuttavia... visto che mi costringete ad essere un po indelicata...
Sinumidisce le dita come ho visto gi fare a qualche signora, alle prese con una calza smagliata. Quindi si volta a met e alza la gonna. Sto dicendomi che costei ha una gamba perfetta, capace di vincere il primo premio al concorso di Ziegfeld quando capisco. Infilata in cima alla calza, sotto il reggicalza, c una rivoltella automatica, calibro ventidue.
Allora salto. Vi ho gi detto che in centro alla sala vi  un tappeto bianco, Bene. Ho notato che il tappeto non  fissato al pavimento. Come quella fa per prendere la pistola, salto verso il tappeto ne afferro lorlo e tiro con tutta forza.
Laltra perde lequilibrio ma, mentre cade, fa partire un colpo. Mimpiomba il braccio sinistro, presso la spalla e, sebbene si tratti di un proiettile calibro ventidue, cado. Avrei dovuto capirlo che la piccola non avrebbe perso tempo a far fuoco!
Prima che mi possa alzare quella  presso luscio. Poi le luci si spengono. Mi trovo nei guai perch lamica  in condizioni vantaggiose: pu scorgermi, trovandosi il camino dietro di me. Salto dietro il divano. Lei dice:
Au revoir... cocco mio...
E spara tre volte ancora in direzione del divano. Odo un paio di proiettili che finiscono presso il camino. Poi luscio sbatte. Odo lascensore che scende veloce. Diavolo duna donna, me lha fatta!
Accendo la luce e mi riempio il bicchiere di whisky. Mi tolgo la giacca e do unocchiata al braccio. Mi ha colpito in cima alla spalla, mancando di poco larteria. Considerando che ha sparato mentre perdeva lequilibrio, dovete riconoscere che la ragazza sa servirsi bene della Berta.
Mi fascio il braccio col fazzoletto e intanto formulo la seguente domanda: Sono o non sono un babaleo?
Infilo la giacca e mi verso ancora da bere. Credo di aver il diritto di prendere qualcosa, a titolo risarcimento!
Quindi vado al telefono e mi metto in comunicazione con Erouard, della Sret Nationale.
Dice che verr subito.
Mi siedo davanti al camino e cerco di trovare qualche altro aggettivo per quella figlia di Satana.
Se lo merita o non se lo merita?
Sono circa le tre quando Erouard ed io andiamo al Siedler Club, con la macchina della polizia, Questo Erouard  un tipo simpatico.  ispettore-capo della Sret Nationale e possiede un certo spirito. Mi ha gi detto che questo affare rappresenta un bel diversivo, per lui, dalla solita caccia alle spie intrapresa da quando la guerra  cominciata.
Siamo gi stati dallAmbasciatore degli Stati Uniti dove mi son fatto riconoscere; e ho ottenuto un mandato regolare, da parte della polizia francese, di continuare le mie indagini nella faccenda. Ho chiesto che, per il momento, non venga comunicata la notizia delluccisione di Rodney ai quotidiani. Ci intralcerebbe le mie ricerche.
Erouard  andato anche allarchivio della Sret e ha chiesto di vedere se c qualche precedente a carico della signora che mi ha preso di mira. Dice che non sar difficile scoprire qualcosa perch in Francia gli stranieri sono tenuti docchio. Perci Erouard pensa che, con un po di fortuna, potr riuscire a identificare la graziosa fanciulla.
Resta molto sorpreso quando gli dico che, se riuscissero a trovarla, non voglio che venga prelevata e ora vi spiegher il motivo di ci. Se questa donna  legata in qualche modo con Nakarova e la polizia la ficca dentro, lamico si spaventa e fila. Tutta la trama a cui sto dietro ne uscirebbe sconvolta. Geraldine Perriner (quella vera) diventerebbe uccel di bosco e cos resteremmo al buio.
Erouard  daccordo con me che lunica cosa da fare consiste nel lasciare le cose come stanno e far credere alla finta Geraldine dessere riuscita a passarla liscia.
Intanto il braccio mi fa un male dinferno, ma il medico che ha dato una occhiata alla ferita dice che dovrebbe cicatrizzarsi presto. Tuttavia non mi sento cos ottimista, mentre andiamo da Siedler.
Un furgone della polizia si trova gi l, e c un agente sulluscio del camerino dove si trova Rodney.
Erouard pensa che porteranno via il cadavere in una delle grandi ceste che servono per la biancheria sporca, in modo da non destare la curiosit dei clienti.
Quando giungiamo, le sale sono ancora affollate. Scambiamo qualche parola con Siedler e io gli dico ci che desideriamo. Quindi ritorno da Erouard e parlo con la guardarobiera.
Erouard la interroga. Indica il cappello di Rodnev che  ancora appeso al piolo. Domanda alla ragazza se ricorda di aver visto arrivare Rodney. Le fa la descrizione del tipo. Ebbene, siamo fortunati, quella si ricorda di Rodney. Lo ricorda per quel cappello con la falda davanti rialzata. Le era sembrato buffo e il cappello rendeva pi fanciullesco il viso tondo del mio collega.
Lo ricorda anche perch Rodney le ha dato una mancia di venticinque franchi. Quando Erouard gliene chiede il motivo la ragazza spiega che fu per avergli dato una comunicazione telefonica. Secondo lei, Rodney  venuto nel Club verso le dodici e dieci e quando ha depositato il cappello le ha chiesto di chiamare lHtel Dieudonn con discrezione. Lei ha avuto limpressione che egli non volesse fare sapere alla gente le sue faccende private. Dice che Rodney ha telefonato stando presso il banco che si trova davanti al suo.
Mi domando perch mai Rodney non sia andato a telefonare nella cabina di cui si  servita la falsa Geraldine. Poi capisco. Egli non voleva perdere di vista lingresso principale per non lasciarsi sfuggire la ragazza. Se fosse andato a telefonare nellaltra cabina, quella avrebbe potuto entrare nel locale senza che egli se ne accorgesse.
Erouard domanda alla guardarobiera se abbia udito qualcosa della telefonata. Quella risponde di s. Rodney diceva a qualcuno di non venire. Diceva che dopo glielo avrebbe spiegato, il perch.
La cosa  chiara. Rodney sapeva che questa carognetta che mha sparato sarebbe andata al club alle dodici e venti. Perci desiderava impedire a Geraldine Perriner di andarci a sua volta. E doveva avere le sue buone ragioni, per fare ci.
Ma quali erano queste buone ragioni? Rodney sapeva bene che io desideravo parlare alla signorina Perriner e sapeva che sarei giunto alle dodici e mezzo. Ebbene,  facile capire. Secondo me Rodney aveva scoperto qualcosa sul conto della donna che poi lha ucciso. Forse ella gli aveva promesso qualche informazione importante, al riguardo delle nostre indagini. Rodney avr pensato che era meglio stare ad ascoltarla, prima di parlare con Geraldine. Perci ha creduto bene di telefonare alla ragazza in quel senso. Le avrebbe telefonato pi tardi circa lora del convegno.
O. K. Intanto arriva la distinta dama. Arriva in anticipo con le tre gardenie, gi intenzionata a far fuori Rodney e quindi ad aspettare me, e farsi passare per Geraldine Perriner. Accompagna Rodney in quello scomparto e gli propina il veleno al pi presto, perch intende sbarazzarsi di lui prima del mio arrivo.
E cos avviene infatti.
Bevo qualcosa con Erouard e poi scappo. Siamo rimasti intesi che mi mander un lasciapassare della polizia, lindomani. Potr essermi utile. Esco e monto in tass. Dico allautista di portarmi allHtel Dieudonn.
Intanto riprendo ad almanaccare su Geraldine. Credetemi o no, quanto mi  accaduto stasera mi predispone male verso il sesso debole. Adesso quasi non mi fido di nessuna e finch non avr messo in chiaro questo caso terr gli occhi aperti anche davanti a un angelo munito di ali e del certificato di buona condotta rilasciatogli dallAssociazione Giovani Cristiane.
Ho sempre osservato che non c due senza tre, e posso assicurarvi che Geraldine Perriner non sfugge alla regola. Stanotte mi sono imbattuto in tre donne: Juanella Rillwater che, come vi ho detto,  una bruna stupenda; laltra, che ha cercato di centrarmi nellappartamento di Nakarova, adorabile creatura dai capelli tizianeschi... e ora ecco qua Geraldine. Costei  alta e slanciata come una betulla. Bionda che  un amore, ha la carnagione dorata delle pesche. Naturalmente  un po assonnata e un tantino sorpresa, quando viene svegliata da me, nel cuore della notte.
Se ne sta davanti al camino acceso, nella stanza di soggiorno del suo appartamentino. Mi sono accomodato nella poltrona e sto fumando. Le ho spiegato che tengo il braccio sinistro bendato perch mi  caduto un baule addosso, sulla nave. Insomma, vado molto cauto con la signorina. E non le dico nulla di quanto mi  capitato nelle ultime ore. Per le riferisco che ho parlato per telefono a Rodney, un mio collega, per dirgli di rimandare lappuntamento da Siedler con lei.
Le chiedo se abbia mai conosciuto personalmente Wilks. Mi dice di no, che non lha mai sentito nominare.
Allora comincio a parlare. Le dico su per gi quello che ho detto allaltra. Che sono Ciro Hickory, dellAgenzia Transcontinentale, incaricato da suo padre di fare luce sulla faccenda. Aggiungo, che il vecchio genitore  molto preoccupato, e le faccio notare che potrebbe esserci qualche rapporto fra la sparizione di suo fratello e Nakarova.
Quando termino di parlare, ella tace per qualche minuto. Si avvicina al tavolo e prende le sigarette. Me ne offre una e accende la sua. Poi torna a sedersi e io noto che anche lei ha un bel paio di caviglie ma, prima che possa osservare meglio il resto delle gambe, sento una leggera fitta al braccio sinistro.  come un avvertimento, e mi vien fatto di pensare che sarebbe una fortuna se mimbattessi in qualche donna con le gambe a tubo di stufa, tanto per cambiare.
La ragazza comincia a parlare. Con lentezza, quasi soppesando ogni parola. Mi dice:, Signor Hickory, credo che mio padre abbia frainteso tutto questaffare. Non crediate che io non capisca il suo punto di vista. Lo capisco bene. Ma sono certa di una cosa: il babbo si sbaglia, sul conto di Sergio.
Fra me penso che se le parlassi dellaltra fanciulla che ha la chiave dellappartamento di Nakarova, chiss come resterebbe!
Quindi, volete dire che non c alcun rapporto fra il fatto che questo Russo vuole sposarvi e la scomparsa di vostro fratello? domando.
Ella assent col capo.
 quello che penso. Non credo che ci sia la menoma relazione. Voi lo sapete, signor Hickory, ogni qualvolta una giovane e ricca americana si fidanza con uno straniero, c da noi labitudine, direi nazionale, di pensare che quello straniero debba essere un cacciatore di dote.
E scuote la cenere della sigaretta mentre un sorriso lieve le sfiora le labbra.
S,  cos, le dico. Ma se Nakarova non  un cacciatore di dote e un avventuriero, dovrebbe riuscirgli facile il dimostrarlo. Qualunque uomo che occupi una discreta posizione nel rango sociale e che sia di buoni natali ha sempre una famiglia, dei parenti, un conto in banca, degli affari.
Geraldine inarca le sopracciglia.
Ebbene, mi dice, Sergio ha tutte queste prove. Sapete, signor Hickory, credo che cambierete idea quando conoscerete Sergio. Sorride di nuovo. E certamente cambierete idea quando conoscerete sua sorella.
Stavolta capisco, di botto.
Ah s? le dico. E che tipo  sua sorella?
 una delle donne pi belle che si siano viste, signor Hickory. Non so che cosa darei per avere i capelli di Edvanne Nakarova. Il pi bel rosso tiziano che si sia mai visto, signor Hickory. E per giunta  un tesoro...
Guarda, guarda, penso. Dunque la bella artigliera, colei che ha gi fatto fuori Rodney Wilks e che mi ha impiombato poco fa  la sorellina Edvanne ed  cos cara e bella.
Le dico:, Sar cos, signorina Perriner, ma il fatto che questo Sergio ha una sorella affascinante non vuol dire proprio nulla. Ho conosciuto parecchi delinquenti che hanno delle belle sorelle. Che ve ne pare?
Ella mi sorride.
Sergio non  ricco, mi dice, ma di certo non  povero e vi assicuro, signor Hickory, che se mio padre non acconsentir al matrimonio e mi toglier gli assegni ci non impressioner molto Sergio. Vivremo semplicemente coi suoi mezzi.
Faccio un cenno dassenso col capo.
Bene, ad ogni modo non siete ancora sposati, le dico, e non credo che abbiate lintenzione di sposarlo cos, sui due piedi, no?
No, ammette lei, per tenete presente che ci vogliamo un gran bene e che intendiamo sposarci.
Vedete, signorina, le faccio notare, la mia Agenzia ha avuto istruzioni ben chiare da vostro padre. E credo che voi dovrete aiutarci nellespletare le nostre indagini. Se potr mandare un rapporto favorevole sul vostro amico lo far volentieri.
Geraldine sorride.
Sono sicura della vostra lealt, signor Hickory, mi dice. Poi si alza. Oh, dimenticavo di chiedervi se volevate bere qualcosa...
Le dico di s. Lei si avvicina al tavolo e mi mesce un whisky al selz.
Vorrei chiedervi qualcosa, signorina, le dico. Quando riceveste il mio marconigramma stanotte (quello che vi mandai dal Fels Ronstrom, in cui vi dicevo di trovarvi al Siedler Club alle dodici e mezzo) lo avete forse fatto vedere a qualcuno?
Geraldine spalanca gli occhi.
Ma naturalmente. Lho mostrato a Sergio. Si trovava a pranzo qui quando il marconigramma  giunto.
Adesso ho capito. Dunque il marconigramma ricevuto da Juanella Rillwater le  stato inviato da Nakarova dopo che Geraldine gli ha mostrato il suo messaggio. Quello voleva sapere che razza di tipo fossi. E potr chiamarmi fortunato se riuscir a tenere docchio Juanella prima che gli parli. Perch se arriva a mettersi in comunicazione con lui mi rovina tutto. Guai se gli dice  che io non sono Ciro Hickory ma Lemmy Caution agente federale, cosa, questa, che attualmente deve restare in famiglia.
Finisco di bere il mio whisky e accendo unaltra sigaretta.
Scusate se vi faccio tante domande, signorina, ma ci sono alcuni punti che vorrei chiarire, le dico.
Domandate pure tutto quel che vi pare, mi risponde lei. Io vi aiuter per quanto mi  possibile.
Avete mai conosciuto una certa signora Rillwater? Ve la descrivo, nel caso che quella vi venga presentata sotto un altro nome.
E le faccio una piena descrizione di Juanella.
No, mi dice. Mai conosciuta una donna del genere.
La fisso. Ella mi guarda tranquillamente negli occhi. Credo che sia sincera. Mi alzo.
Ebbene, signorina Perriner, le dico, ora credo che mi convenga andare. (Il braccio mi fa male e inoltre devo ancora fissare la stanza in qualche albergo.), Sentite, aggiungo, facciamo un patto. Promettiamoci di essere franchi e leali lun con laltro.
Mentre parlo cos, penso che sono un bugiardo sfrontato. Lei si alza. Porta una vestaglia finissima e leggera, adorna di pizzi. Vi ho gi detto che Geraldine  una magnifica ragazza...
Mi fa:, Voglio essere sincera il pi possibile con voi, signor Hickory. Mi preme molto che la faccenda venga risolta in modo che io possa sposare Sergio e restare in buoni rapporti col babbo. Naturalmente sono molto preoccupata per Buddy ma ho la sensazione che egli sia al sicuro e che torner.
Le dico che anchio lo spero. Prendo il cappello.
Geraldine dice:, Mi avete fatto tante domande, signor Hickory. Ve lavreste a male se ve ne facessi io una di carattere personale?
Le dico di no. Mi chiedo che cosa mai vorr sapere.
Siete sposato?
E mi guarda. Questa si che  bella! Perch mai la cara fanciulla vorr sapere il mio stato civile? Ad ogni modo sto al gioco.
S, le dico, ho una dolce met e sette pargoletti. Abitano in una masseria del Milwaukee.
Interessante, mi dice. E a vostra moglie non dispiacciono le vostre assenze prolungate? Devessere ben triste per lei e per i figlioli.
Mi stringo nelle spalle.
Non saprei, signorina. Sono un investigatore privato e devo fare il mio lavoro.
Vi piace fare linvestigatore, signor Hickory?
Non saprei, le dico sorridendo. Non ci ho mai riflettuto su. So che mi guadagno da vivere col mio mestiere.
Guadagnate, bene? mi chiede ancora.
Mi stringo nuovamente nelle spalle.
Cos cos. Perch?
Ella mi regala un dolce sorriso.
Noi due dovremmo parlarci, qualche volta, signor Hickory. Credo che potremmo aiutarci, e molto, a vicenda. Non vorrei offendervi, ma ho il sospetto che la vostra agenzia vi paghi poco.
Il sorrisetto le aleggia sempre sulle labbra. Ho capito, adesso. Fra un momento quella mi far scivolare in mano un bigliettone da mille dollari, se mi mostro arrendevole.
Siete molto buona, signorina Perriner, le dico, e molto comprensiva, anche. Ma non ne parli per adesso. Forse verr a trovarvi domani.
S, ve ne prego, signor Hickory, mi dice. Venite a trovarmi qui. Sar lieta di rivedervi e lo sar anche Sergio. Desidero che lo conosciate. Vedrete che  un simpaticone.
Le do la buona notte e me la batto. Fuori trovo un tass e dico allautista di portarmi al Grand Htel, sul Boulevard Montmartre, dove nessuno conosce il signor Lemmy Caution.
Mentre avanziamo cautamente nelloscurit penso a quel Nakarova (lamico che ha una cos cara ed amabile sorella) il quale  riuscito cos bene a infiammare il cuore di Geraldine Perriner.
...
.
...
CAPITOLO 4. 
OLIO LUBRIFICANTE.
...
.
...
 mezzogiorno e il sole brilla luminoso quando mi sveglio. Il braccio sinistro mi fa male da non dirsi, ma avrebbe potuto finire peggio. Inoltre credo che la disinfezione della ferita, eseguita dal medico, giover a farla rimarginare pi presto, senza dire che la pallottola non mi lascer menomato.
Mi siedo sul letto e suono per il caff mentre comincio a riflettere profondamente. Finora non mi sembra dessere riuscito a fare gran che. Rodney Wilks, che sapeva qualcosa  stato fatto fuori. Edvanne Nakarova se l squagliata.
Ecco qua una distinta signorina la quale, dopo aver liquidato un uomo e aver tentato di fare altrettanto con me, si nasconde a Parigi, pronta ad agire con il giocattolino che tiene appeso al reggicalze rinforzato. Ebbene, lunica cosa che posso augurarle  che larma le dia un bel disturbo mentre cammina!
Forse voi penserete che io sia stato uno sciocco accordandomi con Erouard perch ella fosse lasciata in pace. Eppure a me sembra che questa fosse la tattica da adottare.
Edvanne  una donna che non esita davanti a nessun ostacolo. Prima si sbarazza di Rodney e quindi cerca di far fuori me. Due omicidi in una sola notte per lei sono una bazzecola.
Una cosa salta subito allocchio. C del marcio in tutta la faccenda. Pensateci su, voi stessi. Supponiamo che Sergio Nakarova sia un brigante in grande stile che tenta di scroccare diversi milioni di dollari al vecchio Perriner. Supponiamo che la nostra idea, secondo cui egli avrebbe fatto scomparire Buddy per avere unaltra corda al suo arco sia quella buona... E con questo? dite voi.
Guardate: Nakarova sa, e lo sa anche quella maledetta gatta di sua sorella (i due, immagino, agiscono di perfetto accordo) che Geraldine Perriner  innamorata cotta di lui. Questo lo so di sicuro perch me lha detto lei stessa. E allora perch diavolo questi impuniti si mettono ad ammazzare la gente?
Geraldine dice che sposer Nakarova ad ogni costo. Se non sa che i complici di Nakarova hanno rapito Buddy e lhanno nascosto in qualche posto, essi possono dormire tranquilli.
Tutto ci che possono desiderare  di combinare al pi presto il matrimonio. Perch il matrimonio appiana tutto, forzatamente. Appena Buddy sapr che Nakarova ha sposato la sorella sar costretto a tenere chiusa la bocca. Non andr in giro a dire che suo cognato lha rapito. Perci Sergio non ha che da fare una cosa, appena sposato. Dire ai suoi complici di mettere in libert Buddy e quando il giovane torner il Russo gli giurer che non sapeva nulla della faccenda.
Supponiamo che Rodney avesse scoperto che Sergio era responsabile del ratto di Buddy. Supponiamo che avesse le prove del crimine. Ebbene, la situazione restava sempre la stessa. Sergio poteva sempre dire che aveva perduto talmente la testa per amore di Geraldine da ricorrere a un gesto disperato. Geraldine, innamorata come  di lui,  pronta a perdonargli ed  pronta anche a consigliare al fratello di tacere. Ma allora perch mai Edvanne doveva uccidere Wilks? Cerco invano la risposta a questo quesito.
Poi c unaltra cosa. Ricorderete che cosa ha detto Edvanne, nel corso del nostro colloquio, poco prima che iniziasse la sparatoria, apprendendo che ero un G man. Ha detto: I G men, vale a dire gli uomini dellUfficio Federale dInvestigazioni. Era questo che Sergio temeva. E aveva ragione...
Cos ha detto senza preoccuparsi di celare il proprio pensiero per il semplice fatto che aveva gi deciso di recitare la scenetta della calza smagliata e di esercitarsi al bersaglio sul povero Lemmy Caution. Era convinta di farmi fuori, la carogna!
 forse questa la risposta alla famosa domanda? Perch Nakarova si preoccupava tanto dellintervento della Polizia Federale? Scommetto che lamico sapeva bene, fin dal principio, che il ratto di persona  un crimine che interessa direttamente quellemerita organizzazione statale americana.
Ci dimostrerebbe pure che Edvanne aveva compreso come Rodney fosse un agente federale. Eppure la cosa non mi persuade. Lidea che essi non avrebbero cercato di far fuori Wilks e me, se fossimo stati degli investigatori privati, non mi quadra affatto.
Maledizione!
Unaltra cosa: considerandola dal punto di vista di Juanella, come si presenta la faccenda? Eccone unaltra che mi fa scervellare. Come fa Juanella a entrare in questa trama?
Riflettete un po: nessuno, tranne il vecchio Willis Perriner e la polizia, sa che vengo qui con il Fels Ronstrom come Ciro T. Hickory, va bene? Mando quel marconigramma a Geraldine e a Rodney. Juanella  pure sul piroscafo e pu avermi riconosciuto, ma non ha mandato alcun messaggio, altrimenti Larssen me lavrebbe detto. Eppure entro un paio dore dalla partenza dei miei dispacci qualcheduno che si firma LAmico le comunica di tenersi in contatto con me, perch vuol sapere qualcosa sul mio conto. E allora?
Se questo non  un affare complicato, io sono la zia di Guglielmo il Conquistatore.
Lunica spiegazione plausibile  questa: LAmico  Nakarova. Appena Geraldine gli ha mostrato il mio messaggio quello ha spedito immediatamente a Juanella un marconigramma. Ma anche se le cose stessero cos, a che scopo avrebbe dato quellincarico alla dolce Juanella? Se lui ed Edvanne si erano gi messi daccordo per liquidare Rodney e me, che gliene fregava di tenermi docchio perch era curioso sul mio conto?
Certo quando riuscir a rintracciare Juanella le dir due paroline che ella ricorder per un pezzo!
Sto scendendo dal letto, quando qualcuno bussa alluscio. Entra Erouard. Se date unocchiata distratta a costui, non lo prendete davvero per un poliziotto.  magrolino, porta gli occhiali e ha la barbetta a punta. Lo si direbbe un professore. Invece  un competente, nel suo mestiere.
Ho gi lavorato con Erouard in un affare di falsi e cintendemmo bene. Perch Erouard  un tipo dotato di immaginazione e quando si ha limmaginazione si ha tutto.
Si siede ed io suono per unaltra tazza di caff. Gli offro anche una sigaretta.
Mon vieux, mi fa lui, stamane ho parlato a lungo col prefetto di polizia.  disposto ad accontentarmi in tutto. Naturalmente lidea che quella Nakarova venga lasciata tranquilla non gli  garbata, tuttavia sono riuscito a convincerlo che  necessario per il vostro piano dazione.
Una bella cosa, gli dico. Cos tutto si svolge secondo il nostro programma?
Precisamente. Oggi, con molta discrezione, cercher dinvestigare sul passato di Sergio ed Edvanne Nakarova. Ho gi ordinato che un agente della Sret cerchi di scoprire dove  scesa Juanella Rillwater e quindi la tenga docchio. Appena ricever qualche informazione ve la trasmetter senzaltro.
Lo ringrazio calorosamente. Quello prende unaltra sigaretta e un bicchierino, e poi se ne va.
Mi affaccio alla finestra. Vedo qualche donna elegante e bellina che passeggia, sotto il sole, sul marciapiede di fronte. E mi domando perch mai le donne sembrino pi attraenti quando si  in guerra. Immagino che ci debba essere una ragione per questo fenomeno. Un giorno, quando avr tempo, cercher di scoprirlo.
Intanto penso che  sgradevole restarsene chiuso in una stanza dalbergo con una cos bella giornata. Uno come me dovrebbe muoversi, e far lavorare il cervello. Ecco quello che penso.
Dopo di che me ne torno a letto.
Mi alzo alle tre e mezzo, faccio la doccia e aspetto che venga il medico a guardare come va il braccio. Quello dice che tutto va bene e che, fra qualche giorno, sar guarito e in grado di togliermi la benda.
Proprio un momento dopo che il medico se n andato, trilla il telefono.  Erouard. Mi dice che il suo uomo ha scovato Juanella Rillwater. La cara piccina  scesa in un albergo elegante, lHtel St. Anne, in Rue St. Anne. Erouard mi dice inoltre che, sebbene ella si sia notificata sul registro dellalbergo stamattina alle dieci, ha mandato a ritirare il bagaglio alla stazione la notte scorsa. Il che significa che Juanella mi ha raccontato una frottola, quando mi ha detto che si fermava a Le Havre per la notte. Dunque ella deve essere venuta col treno dopo il mio, che parte da Le Havre mezzora pi tardi. Col tass sar andata da qualcuno che conosceva e poi, stamani, si  recata allHtel St. Anne. Ne sono sicuro, perch nelle prime ore del mattino non c alcun treno che parte da Le Havre.
Termino di vestirmi, mi verso un bicchiere di cognac e quindi monto su un tass e mi faccio portare allHtel St. Anne. Chiedo di parlare con la signora Juanella Rillwater presentandomi come Ciro T. Hickory. Limpiegato avverte per telefono la signora la quale risponde che posso andare di sopra. Esco dallascensore al primo piano. Percorro il corridoio e un piccolo mi apre la porta. Entro.
Gli affari di Juanella debbono andare proprio bene. Ha fissato per s un bel salotto, oltre alla stanza da letto. Sta presso la finestra ed  vestita con la solita eleganza. Indossa un abito turchino che le fascia la persona come se fosse incollato alla pelle. Porta anche una stola formata da due volpi e il cappellino le sta divinamente, sebbene le copra quasi un occhio perch messo di traverso.
Gli occhi le brillano.  proprio stupenda. Mi sorride cordialmente.
Come va il signor Hickory? mi dice avvicinandosi. Vuoi bere qualcosa, Lemmy?
Poso il cappello sulla sedia.
Ascoltami bene, piccola, le dico. Prima di tutto, devo dirti che non ammetto certi scherzi da parte tua. Secondo, ti vorrei far notare che, anche se tu e tuo marito mi avete dato una mano per quellaffare del gas venefico e vi siete comportati pi o meno decentemente da allora, per quello che mi risulta, ci non toglie che siete una bella coppia di bricconi patentati. Terzo, nessuno ti ha autorizzato a chiamarmi Lemmy, e infine, accetter la bibita di cui mi parlavi poco fa.
O. K. fa lei. Sai bene che per te farei qualsiasi cosa, tesoro, perch mi attiri irresistibilmente e perch, quando tu mi stai vicino, per me  come se gli altri uomini non esistessero... Per, se non vuoi che ti chiami Lemmy, non lo far pi: Va bene cos, Lemmy?
E quella apre larmadietto. Dentro vedo due o tre bottiglie di cognac, qualcuna di gin e diverse di whisky. Sembra che Juanella si sia premunita per sopportare un lungo assedio. Prepara le bibite e mi porge la mia. Quindi mette in bocca una sigaretta, laccende e me la passa. Questo gesto confidenziale  compiuto con tale soavit, che non so reagire e accetto la sigaretta. Quindi Juanella si sbarazza della stola e del cappellino e resta davanti allo specchio ad aggiustarsi i riccioli.
Basta, basta, le dico. So benissimo che hai una bella figura senza bisogno di tante contorsioni. Ma passiamo allo scopo della mia visita. Credo che sia venuto il momento di una spiegazione leale fra noi.
Ella si volta.
Sono pronta. Per, signore, dovete decidervi ad essere o il signor Hickory oppure Lemmy, affinch io possa regolarmi. Sappiate per, signor Hickory dellAgenzia Transcontinentale, che dovete mostrarvi molto educato con me perch gli investigatori privati non mi garbano troppo.
Si siede e mi fa un sorrisetto.
Se preferisci per essere il vero Lemmy, soggiunge, il G man dal cuore grande, quello che conosco ed apprezzo, allora son disposta ad essere pi accondiscendente.
E va bene, le dico. Prima di tutto voglio sapere che cosa sei venuta a fare qui.
Juanella mi guarda. Con due occhi talmente candidi in un viso di madonnina, che quasi mi si spezza il cuore.
Ti dir qualcosa, Lemmy, mi fa. In confidenza, non so davvero perch mi trovo qui. E proprio ci terrei a saperlo. Ma, aggiunge mentre il sorriso diviene pi evidente, voglio farti notare che laltra sera hai preso un granchio. Hai detto che non avevo alcun diritto di trovarmi fuori dalla giurisdizione della Corte Federale perch ero stata complice del colpo di Larvey e perch entrambi ci troviamo in attesa di giudizio. Ebbene, ti sbagli. Ho avuto lautorizzazione. Capito?
Ah, s? E si potrebbe sapere chi ti ha concesso lautorizzazione, Juanella? le domando.
Ci terresti a saperlo, eh? Ed io ti avverto subito che non te lo dir. In compenso, ti dir unaltra cosa. Anche tu ti trovi fuori della giurisdizione del Governo Federale. Qui siamo a Parigi, in Francia, tesoro. Il mio passaporto  in regola ed io sono autorizzata a stare qui e posso rifiutarmi di rispondere allinterrogatorio di un burbanzoso piedi piatti come te! Ti piacciono le mele?
Io.. be, comincio a seccarmi perch mi sembra che la cara pulzella si prenda gioco di me. E, nello stesso tempo, so che ha ragione. Se volessi mettere alle strette Juanella dovrei ricorrere alla polizia francese e mi occorrerebbero ragioni serie e valide perch la signora non  tipo da lasciarsi mettere i piedi sul collo facilmente. Alla menoma provocazione  capace di mettersi a strillare e di causare uno scandalo, il che non mi piacerebbe troppo. Perci credo opportuno di agire con un certo tatto.
Senti dolcezza, le faccio, io ti considero una donna irresistibile, una creatura per cui gli uomini di temperamento focoso farebbero chiss quali pazzie. Ma io non sono di quelli. A me le belle donne mi lasciano freddo.
Juanella scrolla il capo.
Questa s che  bella. Dunque tu non corri dietro alle donne, eh? E allora come si spiega laffare di Georgette, lanno scorso? E come...?
Lascia stare quelle storie, dolcezza, le faccio. Agivo per ragioni di servizio, capisci? Quando faccio qualche indagine mi pu riuscire utile dar limpressione che sia innamorato di una donna. Ci rientra nelle mie mansioni, insomma.
Vallo a raccontare al portiere, questo! ribatte lei. Perch se le cose stessero come tu dici, allora s che mi piacerebbe essere un poco investigata da te. E poi vorrei sapere che diavolo ci trovi nelle altre donne che io non abbia in abbondanza.
Senti, Juanella, le dico, perch te la prendi cos calda? Tu hai tutte le attrattive. E lo sai. E tuo marito ti ama con tutta lanima.
Va bene, fa lei. Ma che me ne importa? Non pu forse una donna svagarsi una volta tanto con un altro? Non so in che libro ho letto che la donna ha diritto a qualche capriccio, talvolta.
Mi accorgo che Juanella sta ormai dirigendo la conversazione e, con la sua tattica, cerca di evitare le mie domande.
Senti, Juanella, per il momento non parliamo n di te n di me. Non voglio bisticciare per ragioni personali. Ma sai come sono fatto io. Quando minteressa unindagine vado fino in fondo. E attualmente sono intento a investigare. Spengo la sigaretta nel portacenere. Se credi che io non possa darti delle noie ti sbagli di grosso. Perch mi basta andare alla polizia francese a dire che tu sei Juanella Rillwater e a sciorinare i tuoi precedenti perch tutti i tuoi vezzi non ti salvino dallestradizione.
Ah, s? mi fa. E di che cosa mi accuseresti? Ora ride. Avrei una bella storia da raccontare, agli agenti di qui. Direi loro che sei venuto a trovarmi e che hai tentato di prendermi con la forza, costringendomi a lottare per difendere il mio onore, perch amo Larvey. Ci naturalmente ti ha indispettito e cerchi di vendicarti invocando lestradizione. Che te ne pare dellidea, eh?
Mi sfugge un sospiro perch posso assicurarvi, amici, che quella donna non esiterebbe a fare quanto ha detto.
E va bene, le dico, smettiamo di minacciarci a vicenda e cerchiamo di andare avanti con questo benedetto affare. C una domanda che vorrei farti e se tu rispondi lealmente, me ne vado senza seccarti pi.
E quale sarebbe la domanda?
Ascolta. La notte scorsa ho mandato due marconigrammi dal Fels Ronstrom diretti a Parigi. Uno era diretto ad una persona a cui dicevo che mi sarei trovato in un dato posto alle dodici e trenta, laltro ad un amico che pregavo di trovarsi pure l. Ora prima che giungessimo in porto tu hai ricevuto un marconigramma mandato da qualcuno che sapeva della mia presenza a bordo del piroscafo, qualcuno che era alquanto curioso sul mio conto e che, perci, ti chiedeva di metterti in contatto con me. Tu non lo facesti per il semplice fatto che appena cercasti di Ciro Hickory ti accorgesti che si trattava di Lemmy Caution. Ci ti cagion non poca sorpresa e ti consigli di stare alla larga da me. E se io non ti avessi vista e riconosciuta casualmente saresti stata sempre alla larga da me.
Ora continuo ecco qui le domande. Prima: Chi  stato a mandarti quel marconigramma? Seconda: Dove sei andata a cacciarti la notte scorsa? Non sei andata forse a trovare lamico e a riferirgli tutto ci che sapevi? Non gli hai detto che Ciro T. Hickory era un agente della Polizia Federale, di nome Lemmy Caution?
Ella si alza. Si avvicina al mobiletto-bar e si mesce mezzo bicchiere di whisky. Poi accende una sigaretta. Sta riflettendo rapidamente.
Ascolta, Lemmy, dice. Non parler. Per ti dir questo. Rimasi molto sorpresa quando ricevetti il marconigramma sul Fels Ronstrom. Non ti dir se ho fatto o non ho fatto qualche cosa per seguire quelle istruzioni. Ti dir solo che ancora non ho visto colui che me le ha mandate e che non ho comunicato a nessuno che tu sei un G man. E non ti dir neanche una parola in pi. Puoi fare quello che meglio credi. Capito, tesoro mio?
Si avvicina e mi si pianta davanti, fissandomi in viso. Poi comincia a sorridere. Sembra dipinta, tanto  bella.  proprio una donna irresistibile.
Senti, giovanotto, prosegue, puoi fare quel che ti pare, quando ti pare, ma non parler! Inoltre, aggiunge mettendosi a sedere sulle mie ginocchia e passandomi un braccio attorno al collo, voglio dirti questo e, per una volta tanto, devi credermi. Se cerchi di immischiarti nelle mie faccende e di giocarmi te ne pentirai. Capito?
Mi passa laltro braccio attorno al collo e mi da un bacio che mi lascia stordito per un bel po. Quindi si alza, va alla finestra e resta l a guardarmi con laria soddisfatta di un gatto che ha inghiottito due canarini.
Che deve fare un uomo di fronte ad una donna simile? Mi alzo. Fa come vuoi; Juanella, le dico. Sicch non vuoi intendere ragioni. Stai bene in guardia, per, dolcezza mia. Rischi di passare qualche guaio, qualche brutto guaio.
Non mi piace leccessiva prudenza, ribatte lei. Tu mi parli cos perch sai che ho un debole per te, Lemmy. Ma non parler... non ancora, per lo meno.
E va bene, le dico. Fa pure a modo tuo, ma poi non ti lamentare se sar costretto a darti una lezione picchiandoti dove so io, in tal modo che per diversi giorni sarai costretta a mantenere la posizione perpendicolare!
Capisco, mi dice con voce bassa e vibrante. Osi anche minacciarmi! Dunque saresti capace di prendermi a sculaccioni?
Lespressione furente dilegua dal suo viso ed ella comincia a sorridere.
Appare trasognata, estatica.
Come mi piacerebbe! dice. Il giorno che ti decidi a farlo, Lemmy, vieni a trovarmi.
Fa un paio di passi verso di me. Allora prendo il cappello e filo verso la porta.
Preferisco scappare.
Ebbene, ho la sensazione di non averla spuntata, con Juanella. Il suo comportamento mi lascia perplesso perch mi d limpressione che ella sia convinta di avere una buona carta da giocare, carta che tirerebbe fuori se io le forzassi la mano. Juanella ha molto sangue freddo, ma ha abbastanza buon senso per capire che non pu rompere decisamente con me, perch potrei rendere difficile la situazione, tanto per lei che per suo marito, al suo ritorno negli Stati Uniti, ammenoch ella non abbia davvero qualche briscola nascosta.
Ed io devo scoprire questa briscola, in qualche modo.
 una bella giornata e io vado in giro, guardando le belle donne e pensando che la vita sarebbe una gran bella cosa se io non fossi sempre sulle piste di qualcuno immerso nel delitto fino al gozzo.
N posso dire di avere fatto grandi progressi, nelle mie indagini. La situazione  allo stesso punto in cui si trovava quando ero a bordo del Fels Ronstrom eccettuato il fatto che il povero Rodney se ne sta disteso a morgue di Montmartre e che la dolce Edvanne mi ha bucato il braccio.
Comincio a riflettere su Geraldine Perriner. Ecco qua un agnellino che sarebbe disposto a far tutto quello che volete voi.  al corrente della trama, lei?  talmente infatuata del suo Sergio che sarebbe pronta a rendersi sua complice per salvarlo? Non so che cosa darei pur di sapere se ella  al corrente di quello che  accaduto a Buddy.
Mi viene unidea. Monto su un tass e mi faccio portare allAmerican Express. Mostro al direttore il distintivo e mando un cablogramma cifrato. Eccolo qua:
Direttore Ufficio Federale dInvestigazioni.
Ministero della Giustizia, Washington U. S. A.
Prego mandarmi urgentemente informazioni sulla situazione finanziaria di Geraldine Perriner a Parigi stop Quanto denaro o crediti aveva quando lasci Nuova York stop Larvey Rillwater trovasi Nuova York? stop Perch Ufficio Passaporti ha concesso passaporto Francia a Juanella Rillwater attualmente sotto giudizio sospeso Corte Federale? stop Qui situazione fluida stop Rodney Wilks liquidato definitivamente stop Cooperazione polizia francese assicurata attraverso Ambasciata S. U. stop Caution U. F. I. riconoscimento B. 47 stop Fine
Il direttore  un bravuomo. Mi dice che trasmetter per telefono il telegramma e che mi far pervenire la risposta a tutta velocit al mio albergo.
Esco di nuovo a spasso. Accendo una sigaretta e mi sento meglio perch sto facendo qualcosa. Penso che ora agir seguendo la seconda idea che mi  venuta in testa. Fermo un tass e dico allautista di portarmi allHtel Dieudonn.
Credo di aver preparato un bel tiro a Geraldine.
Ecco... mi sembra che io sia destinato a trovarmi sempre seduto davanti a qualche bella donna.
Infatti sono nel salotto di Geraldine, allHtel. Mi sforzo in tutti i moli di assumere laspetto e lo stile di Ciro T. Hickory, per la particolare circostanza.
Comincia a far buio. Geraldine abbassa le tendine delle grandi finestre.  proprio una creatura squisita. Mi piacciono le sue movenze e la grazia dei suoi vestiti. Ma la cosa che pi mi colpisce  la chioma.  bionda autentica e la porta rialzata sulla fronte e ricadente sulle spalle, legata con un nastro nero.
In quanto a me... cerco di dare limpressione di essere intimidito e anche inquieto. Non mi riesce facile, dato il mio temperamento, ma faccio del mio meglio.
E intanto penso alla frottola che ho raccontato alla ragazza ieri, circa la moglie ed i sette bambini e cerco di assumere laspetto di un uomo posato e preoccupato per la prole numerosa. Il che mi riesce tanto pi difficile in quanto non ho mai visto un tipo del genere.
Tengo il cappello in mano e comincio a farlo girare, come ho visto fare a qualche giovane intimidito.
Dico:, Mi ha fatto piacere che voi, signorina, vi siate gentilmente interessata di mia moglie e dei miei figlioli. Ieri sera non ho voluto parlarvene perch ero stanco. Per quello che mi avete detto, circa lo stipendio inadeguato che mi passa lAgenzia Transcontinentale, mi ha fatto riflettere alquanto.
Ella sta con le spalle rivolte alla finestra. Mi sorride benevolmente.
Appunto perch ci tengo tanto a sposarmi, signor Hickory, comprendo la situazione di uno che  sposato. Chiss come sentir la vostra mancanza, vostra moglie!
Annuisco.
Eh, s, credo che la senta, le dico. Ma che ci pu fare? Bisogna pure sottomettersi alle esigenze del lavoro!
Geraldine tace per un poco. Poi:
Suppongo che... se vi fosse possibile... abbandonereste questo mestiere e tornereste a casa volentieri, no? mi dice.
Altrocch, signorina, rispondo. C una drogheria, al mio paese, che vorrei acquistare... se avessi i mezzi. Come mi piacerebbe starmene un po tranquillo in bottega!
Geraldine mi ascolta attentamente. Gli occhi le luccicano.
Sentite, signor Hickory, mi dice. Non vedo alcun motivo per cui non dovreste avere la vostra drogheria... Perch poi?
Faccio una smorfia.
Perch poi! ripeto. E dove li trova un poveraccio come me, i diecimila dollari necessari?
Ve li dar io.
Geraldine aspetta un po affinch le parole facciano il loro effetto, e prosegue:
Signor Hickory, parliamoci francamente. Ho una proposta da farvi. Vi ho gi detto che sono proprio contenta di Sergio: sono sicura del suo carattere, della sua moralit e dei suoi buoni precedenti. Sono anche certa che egli  in condizioni di mantenermi adeguatamente, nel caso che mio padre mi tagliasse i viveri. Bene... ecco qua la mia proposta. Vi dar cinquantamila franchi. Stasera far in modo che vincontriate con Sergio. Cos vi formerete un concetto di lui. Un concetto favorevole, ne sono sicura. Quindi ritornerete immediatamente a Nuova York e riferirete che sono decisa a sposare Sergio. Direte anche a mio padre che, secondo la vostra idea, Sergio  una persona a modo e riuscir un buon marito. Vi va laffare?
Mi alzo.
Altrocch, signorina! Quando potr avere il denaro?
Geraldine mi sorride. Sembra compiaciuta, sebbene tale compiacimento sia superficiale. Mi d laria che, intimamente, sia un po preoccupata.
Mi dice:, Il denaro lho qui. Ora ve lo porto. Aspettate un minuto.
Ed esce dalla stanza. Accendo una sigaretta. A quanto pare il mestiere del signor Ciro T. Hickory rende parecchio. Ma eccola di ritorno. Mi porge un fascio di banconote francesi. Mi fa piacere che i biglietti siano nuovi di zecca. Mi d i cinquantamila franchi.
Tante grazie, signorina Perriner, e dico. Per una somma simile sarei pronto a dare le referenze migliori sul conto di chiunque. Tuttavia, tanto per fare le cose in regola, sar bene che dia unocchiata al vostro fidanzato. Cos potr dire i vostro padre che lho conosciuto e gli ho parlato.
Naturalmente, approva lei. Ditemi dove posso telefonarvi e far in modo che lo vediate questa sera.
Le do il mio indirizzo. Ne prende nota, poi mi porge la manina.
Allora, arrivederci, mi dice. Sono sicura di poter contare su di voi.
State tranquilla, la rassicuro. Com vero che mi chiamo Hickory rispetter scrupolosamente il nostro accordo.
Ci stringiamo la mano e me la batto.
Fuori rido beatamente. Dunque il colpo  riuscito! Monto sul tass e mi faccio portre alla Sret Nationale. Erouard mi riceve nel suo ufficio e sembra pi che mai un professore, con la barbetta che gli sporge in fuori e un sorriso gentile sulle labbra.
Infilo una mano nella tasca e ne cavo il fascio dei bigliettoni da mille franchi.
Sentite, Erouard, gli dico, ho ricevuto or ora questo denaro da Geraldine Perriner. Sono biglietti nuovissimi, usciti freschi dalla banca. Cercate di sapere da quale banca li ha prelevati.
Erouard preme il bottone di un campanello.
Mon vieux, mi dice,  molto semplice.
...
.
...
CAPITOLO 5. T PER TRE.
...
.
...
Lasciato Erouard, vado in un bar e mi offro un vermouth-cassiss. Sono gi le sei. Fermo un tass e mi faccio portare allHtel Rondeau dove era sceso il povero Rodney.  una specie di pensione familiare sul Boulevard St. Michel, e non d nellocchio.
Entro e chiedo del proprietario. Dopo un minuto una signora corpulenta arriva e mi chiede che cosa desidero. Le mostro il lasciapassare della polizia che Erouard mi ha fornito e le dico che sono venuto per ritirare la roba del povero Wilks e per pagarle quanto le spetta, visto che il mio amico non torner pi.
La donna mi dice che sta bene e mi accompagna di sopra. Apre luscio di una stanza al secondo piano. Vedo la valigia di Wilks in un angolo. Lafferro, la metto sul letto e comincio a riempirla con gli indumenti che stanno nel guardaroba. La padrona, dopo essere rimasta un momento a guardarmi, dice che ha da fare e che potr rivederla gi, pi tardi. E se ne va.
Smetto di preparare la valigia e do unocchiata in giro. Apro un paio di cassetti ma mi accorgo ben presto che qualcuno  stato a frugare qua dentro, prima di me. Lo capisco dal disordine che trovo dappertutto. Mentre Rodney era un tipo meticoloso, in fatto di ordine. Perfino un po pignolo, cosa che a volte finiva col darmi sui nervi.
A conferma dei miei sospetti, nel guardaroba trovo un paio di giacche con la fodera scucita e rivoltata, come se chi mi ha preceduto qui avesse voluto accertarsi che Rodney non celasse qualcosa, sotto la fodera.
In un angolo c un piccolo scrittoio. Dal tampone della carta assorbente hanno tolto perfino il foglio esterno. Immagino che qualcuno abbia tentato di leggere ci che Rodney aveva scritto. Spero che il tentativo non sia riuscito.
In totale, ho limpressione che questa faccenda somigli sempre pi ad un cruciverba cinese.
Alla parete c una mensola portacarte. Mi avvicino e trovo due o tre lettere con le rispettive buste indirizzate a Rodney. Una contiene il conto della stireria, e laltra  stata mandata da una libreria di Rue Clichy. Credo che colui che mi ha preceduto nellindagine non le abbia neanche notate, giudicandole carte di nessun valore. Prendo le lettere e le altre carte, accendo la lampada sullo scrittoio e le osservo attentamente. A tergo di una delle buste, con la grafia di Rodney, vi sono alcune parole il cui significato mi sfugge: Before seven. Will you have it straight? And how much?1.
Ora mi domando che cosa diavolo avr voluto significare... ammesso che queste parole abbiano un significato. Perch Rodney non era il tipo da perder tempo a scarabocchiare a tergo delle buste, tanto per trastullarsi.
Mi caccio la busta in tasca e rimetto le altre carte al loro posto. Penso che sia inutile cercare ancora perch, se cera qualcosa dinteressante, quelli che mi hanno preceduto lhanno gi portata via.
Prendo gli abiti di Rodney e li metto nella valigia. Poi scendo gi, pago la padrona e le dico che mander qualcuno a ritirarla. Mentre ritorno a piedi verso il mio albergo continuo a domandarmi perch Rodney ha scritto quelle parole a tergo della busta. Sono sicuro che non le ha scritte perch voleva ricordarsele, perch il mio collega aveva una memoria degna di un elefante. Allora deve averle scritte perch qualcuno le leggesse, e quindi devono avere un significato. Ma quale significato possono avere parole cos incongruenti? Before seven. Will you have it straight? And how much? Non mi pare che significhino un accidente! Se si accettuano le prime due che si riferiscono al tempo, le altre parole mi sembrano quelle che si dicono quando si offre una bibita a qualcuno.
Al mio albergo uno degli agenti di Erouard mi aspetta con un plico. Dentro ci sono i cinquantamila franchi con un biglietto di Erouard, cos concepito:
Caro Lemmy, abbiamo potuto appurare facilmente la provenienza delle banconote. Sono state ritirate stamattina, al Crdit Lyonnais di Rue Henry Martin, dal conto corrente del signor Sergio Nakarova, per mezzo di un suo assegno.
Rimango sempre a vostra disposizione. Saluti cordiali.
Felix Erouard.
Cosicch, eccovi al corrente. Salta agli occhi, per prima cosa, che stamattina Geraldine Perriner si  messa in contatto con Nakarova, dicendogli che io ero un tipo malleabile e che perci le occorreva del denaro. Quello, allora, va a ritirare cinquantamila franchi. Ma se questo denaro sia suo o si tratti di denaro datogli da lei, che lamico ha poi depositato alla banca, ecco una cosa che non sapr finch non avr ricevuto una risposta da Washington.
Ad ogni modo Geraldine e Sergio devono proprio essere amiconi se lei pu chiedergli, come niente, cinquantamila franchi. Ne deduco che Geraldine fila il perfetto idillio col Russo. A me sembra che, se quello lha talmente incantata, la ragazza non indietregger davanti a nulla. La cosa non mi sorprende, perch vi ho gi detto che, quando una donna  proprio innamorata, fa qualsiasi cosa per il suo uomo.
Vado nella mia stanza, mi verso un bicchiere di whisky e mi sdraio sul letto. Il braccio mi dolora un poco, e poi non perder il mio tempo se rifletto pacatamente. Daltra parte, non mi sembra il caso di lasciarmi crescere lerba sotto i piedi. Devo pur fare qualcosa.
 chiaro che dovr recarmi da Geraldine per conoscere Sergio. Se non mi facessi vivo, la fanciulla crederebbe che non rispetto il nostro accordo e si metterebbe in sospetto. S, bisogna fare qualcosa.
Mi alzo e indosso il soprabito. Sto infilando la porta quando trilla il telefono. Limpiegato dellalbergo dice che il colonnello Sergio Nakarova  al telefono. Lo prego di passarmi la comunicazione. Dopo un minuto, una voce robusta e rimbombante mi scuote.  una voce caratteristica, cordiale e ottimista e forte, la voce che hanno di solito gli sportivi.
Parlo col signor Hickory? dice. Benone, desidero presentarmi. Sono il colonnello conte Sergio Alexandrieff Nakarova, per servirvi!
Mi sembra di udirlo che fa sbattere i tacchi.
Prosegue dicendo che vuole scusarsi per avermi telefonato, che avrebbe preferito venire personalmente a trovarmi in albergo. Purtroppo deve andare fuori, ad Auteuil, e non torner prima di sera.
Colonnello, gli dico, suppongo che adesso sappiate perch mi trovo qui.
Dice di s, che sa perch mi trovo a Parigi. Aggiunge che  lieto della mia venuta. Gli rincresce parecchio che Willis Perriner (il padre della fidanzata) diffidi di lui. Dice che conta su di me per rassicurare Willis Perriner che tutto  in regola e che dal matrimonio non pu derivare nulla se non del bene. Si augura inoltre che le nozze possano celebrarsi presto.
Gli rispondo che sono anchio della stessa idea, anche perch immagino che Geraldine gli abbia detto del regalo che mi ha fatto. Lamico sta recitando la commedia con me, tanto per salvare le apparenze, ma  sicuro sul mio conto.
Poi mi dice:, Signor Hickory, stasera voglio dare un ricevimento in vostro onore. Cos avremo loccasione di parlarci. Potrete conoscermi e sapere tutto quello che desiderate sul mio conto e su i miei affari. Non credo che avrete occasione di annoiarvi, durante la serata. Ci saranno alcune signore che, ne sono sicuro, saranno felici di fare la vostra conoscenza.
Dico che lidea mi piace davvero e quello mi prega di trovarmi al Caf Cossack, presso Place Pigalle, per le undici di sera. Aggiunge che ha prenotato una saletta riservata e ha gi ordinato una cena particolare. Si scusa per lora tarda.
Dico che per me va benissimo, ringrazio sentitamente e riaggancio.
Mi concedo una sigaretta e intanto rifletto. Se lamico dice la verit (e non vedo perch non dovrebbe dirla) e sta per recarsi ad Auteuil dove si fermer fino alle undici, be, allora posso approfittare delloccasione per andare a fare una visitina a Geraldine e scambiare quattro chiacchiere con lei, prima che egli la veda.
Scendo e ordino un tass. Appena giunge mi faccio portare allHtel Dieudonn. Domando allimpiegato se la signorina c e quello risponde che saccerter mediante il telefono. Gli mostro il documento rilasciatomi dalla polizia francese e il portiere mi dice che la signorina  di sopra poich ha telefonato pochi minuti prima per avere del t. Gli dico che va bene e che andr di sopra. Preferisco non essere annunciato.
Mi servo dellascensore. Giunto davanti al salotto di Geraldine mi fermo per ascoltare. Dallinterno mi giunge un cicaleccio. Rido fra me perch riconosco la voce di Juanella. Apro la porta ed entro.
Be, come va la vita, care figliole?
Geraldine e Juanella sono sedute accanto a un tavolino. Geraldine sta versando ii t. Appare talmente sorpresa, che per poco la teiera non le sfugge di mano.
Signor Hickory, mi fa, sono lietissima di vedervi, per  strano che il portiere non vi abbia annunciato.
Poso il cappello su una sedia e accendo una sigaretta. Le dico con un bel sorriso:
Non volevo essere annunciato, signorina Perriner. E sono lieto di essere giunto allimprovviso. Perch se mi avessero annunciato credo che la signora Rillwater se la sarebbe svignata dallaltra uscita.
A proposito, continuo, mi pare che mabbiate detto di non conoscere la signora.
Ed era la verit, signor Hickory, mi risponde Geraldine. Non lavevo mai vista. Lho conosciuta solo poco fa. A proposito, continua, non vi pare di prendervela un po calda? Pensavo che io e voi ci fossimo intesi, e che avremmo trattato la cosa con spirito amichevole.
Amichevole un corno! ribatto. Questo lo credevate voi.
E mi seggo.
Sentite, Geraldine, proseguo, a me pare che abbiate pensato un mucchio di cose e che vi siate sbagliata su parecchie. E vorrei anche dirvi che laccordo combinato col signor Ciro T. Hickory dellAgenzia Transcontinentale dAmerica non vale pi. Egli non pu rispettarlo perch  morto.
Morto! Ma che dite?  forse uno scherzo?
Guardo Juanella. Se ne sta seduta e fuma, a gambe incrociate. Sembra beata.
No; non  uno scherzo, spiego. Vedete, il fatto  che il signor Ciro Hickory non  mai esistito. Juanella, qui presente, mi conosce bene. Il mio nome  Lemmy Caution. Sono un G man, un agente federale. Che ne dite eh, signorina?
Geraldine diventa pallida come una morta e guarda Juanella con la bocca aperta. Juanella fa spallucce. Caccio la mano in tasca e tiro fuori il fascio di banconote. Lo metto sul tavolino.
Ecco qua il vostro denaro, Geraldine, le dico. Lavevo preso perch desideravo sapere da che parte veniva. Be, lho saputo.  stato ritirato stamattina alla banca, dal conto corrente del vostro amico Nakarova. Ho immaginato che stamane gli abbiate telefonato, dicendogli che quel Ciro T. Hickory era un tipo con cui ci si poteva intendere. Bastava rifilargli alcuni bigliettoni ed egli avrebbe riferito qualunque cosa gli si volesse far dire.
Geraldine guarda fisso davanti a s.
Dice:, Capisco... capisco...
Mia cara, le dico, cercate di ragionare. Io credo di essere molto comprensivo e certo posso capire che voi, innamorata come siete di quel Russo, non sapete neanche quello che fate. Ma, dopo questo tentativo di corruzione, mi pare che Willis T. Perriner non abbia poi tutti i torti supponendo che ci sia un nesso fra il vostro matrimonio con Nakarova e la scomparsa di Buddy. Forse voi non sapete tutto, della faccenda. Forse se qualcuno vi mettesse al corrente voi non lo credereste, tanto siete infatuata del vostro Russo. E invece dovete procedere con cautela. Vedete, vorrei che nella vostra graziosa testolina riuscisse a penetrare questa verit: Non sposerete lamico finch io non lo giudicher conveniente. Ora non ci sar un Ciro T. Hickory di manica larga; ma un certo Lemmy Caution che  un tipo piuttosto ostinato.
Geraldine scuote il capo.
Non soltanto ostinato, mi dice, ma anche alquanto rozzo!
E mi fissa con gli occhi scintillanti dira.
Dovete sapere, signor Caution, mi dice, che io sono libera e ho pi di ventun anni. Ho diritto di fare quel che mi pare. E sposer al pi presto Sergio Nakarova, senza che voi n lUfficio Federale dInvestigazione n mio padre possiate impedirmelo.
Vi ho gi detto che Geraldine  furente e quando  in tale stato diventa pi bella.  una cosa singolare, ma a me le donne piacciono immensamente, quando sono fuori della grazia di Dio. Acquistano una vivacit, un impeto genuino che le trasforma.
Do unocchiata a Juanella.  ancora seduta e fuma una sigaretta. Sembra che la scena la diverta. E io mi chiedo, ancora una volta, quale sia la carta che tiene in serbo.
Spengo la sigaretta. Mi avvicino al tavolino.
Sentite, Geraldine, debbo dirvi qualcosa. Non mettetevi in testa di sposare Nakarova, perch non lo sposerete. Voi asserite che nessuno potr impedirvelo. Vi sbagliate. Ve lo impedir io!
Davvero? ribatte lei in tono gelido. E posso chiedervi come farete per impedirmelo?
Grazie a quella trascurabile cosetta che  la solidariet fra le varie polizie del mondo, le spiego. Se vado un momento alla Sret Nationale non ci sar nessuno a Parigi che vi sposer. Essi metteranno il veto.
La giovane fa spallucce.
Vedo, dice. Sicch sareste capace di questo. Ebbene, anche se voi riusciste, signor Caution, a non farmi sposare Sergio non riuscirete mai a impedirmi di vivere con lui.
Ma certo che ve lo impedir, ribatto, anche a costo di far chiudere in cella quel signore Russo con qualche pretesto. Che ne dite della trovata, eh?
Ella torna a sedersi. Guarda Juanella.
 terribile, dice. Che cosa faremo, ora?
Juanella la guarda e la conforta con un sorrisetto. Poi spegne la sigaretta nel portacenere. Si alza, infila i guanti e dice:
Non vedo che ci sia molto da fare, Geraldine. Costui  cocciuto.
Apre la borsetta e ne cava il bastoncino per le labbra. Poi si rivolge a me:
Ma forse si pu fare qualcosa, mi dice.
Ripone il bastoncino nella borsetta e quando la mano esce fuori  armata di una pistola.
Senti, Lemmy, tu mi conosci, dice. Sai che so servirmi della Berta. Mettiti a sedere, bel tipo, perch ora dovrai fare quello che ti diremo noi.
Mi accomodo sulla sedia che si trova presso il tavolino, fra le due donne, e le guardo. Geraldine fissa Juanella e negli occhi le brilla un barlume di speranza. Quando guardo Juanella vedo che quella sorride. Ma ci non significa un bel nulla perch ho visto delle donne capaci di tirare il grilletto mentre ridevano di tutto cuore.
Prendo una sigaretta dalla scatola che  sul tavolino e laccendo.
Guarda, Lemmy, riprende Jaanella, anche se la cosa non ti garba devi assecondarci. Non potrai andare in giro a darci grattacapi, almeno per qualche giorno. E non sarebbe neanche igienico per te.
Le regalo un sorriso.
Ascoltami, Juanella, dico. Perch non metti via quello scacciacani e non fai la brava ragazza? Cerca di emendarti finch ne hai il tempo. E ditemi poi una cosa, proseguo. Che significa tutta questa scena? Siete ammattite, forse?
Non tanto quanto credi, dice Juanella. Il fatto  che noi vogliamo un po di tranquillit, per un paio di giorni, e riusciremo a ottenerla, in un modo o nellaltro. Son convinta che se per quarantottore tu non sarai in circolazione potremo fare quello che vogliamo.
Vale a dire far sposare la signorina col suo Russo, dico. Va bene, Juanella, ma ricordati che uno di questi giorni dovrai tornare a Nuova York e che allora ti far mettere in galera.
Quella mi risponde:, Vai allinferno; scimmione della malora! Chiudi il becco e lasciami riflettere un poco.
Me ne sto buono. Mi sembra che Geraldine sia assillata dallidea di sposare il suo cosacco, ma nel contempo non vedo perch mai Juanella dovrebbe minacciarmi con quel gingillo, per il semplice fatto che intendo impedire il matrimonio. Juanella prende una sigaretta con la mano libera. Laccende e manda in aria un paio di boccate di fumo mentre mi dice:
Avremmo tutti i motivi per trattarti coi piedi, Lemmy, dopo il modo con cui hai sorpreso la buona fede di Geraldine raccontandole un sacco di frottole... che eri sposato e avevi sette figlioli nel Milwaukee. Le suggerisci quasi lidea di darti un piccolo aiuto in contanti, promettendole di tenere buono il vecchio Perriner. E invece che cosa hai fatto? Sei venuto qua dentro allimprovviso a minacciarci, con un fare da dittatore ammalato di fegato!
Mi stringo nelle spalle.
Il guaio con voi donne  questo, dico. Non siete capaci di essere sincere. Perch mai tutto questo mistero? Perch non mettete le carte in tavola? Prima di tutto voglio sapere che parte reciti in tutta la faccenda, Juanella, e se non me lo dirai trover il modo di saperlo ugualmente. Poi voglio sapere perch la signorina Geraldine, pur di potere sposare il suo colonnello,  disposta a corrompermi, e non esita a servirsi di te, come di una guardia del corpo. Insomma mi pare che voi due siate proprio tocche nel cervello.
Davvero? fa Juanella. Be, forse lo siamo ma per il momento devi restare con la tua curiosit.
Pazienza, le dico. Per me fa lo stesso. Ma  certo che ormai non potr fidarmi di nessuna di voi due.
Ah, no? esclama Juanella. Ebbene, che cosa conti di fare?
Non dico una parola, per il momento. Ho gi deciso sul da farsi. Sto seduto presso il tavolino che  di quelli leggeri; a tre gambe. Sul tavolino c un grande vassoio dargento con una teiera dacqua bollente perch sotto di essa arde un fornelletto a spirito.
Inoltre comincio a pensare ad Edvanne Nakarova e alla sua trovata della calza smagliata. Sorrido.
Le cose stanno cos, dico a un tratto. Poco fa ho avuto un colloquio con Sergio. Mi  sembrato un tipo simpatico, con un vocione rimbombante. Ebbene, mi ha chiesto di intervenire a una cenetta, stasera, allo scopo di approfondire la nostra conoscenza. Ora  evidente che voi due cercate di evitare questo incontro. E credo di intuire anche la causa di ci. Immagino che Geraldine abbia capito che la nostra idea circa Buddy  giusta. Ella sa che Nakarova ha fatto rapire Buddy e cerca di prolungare tale situazione fino al matrimonio, cos Buddy non le romper le uova nel paniere. Credo di non sbagliarmi nella mia ipotesi.
Juanella mi fa:, Nessuno pu impedirti di pensarla cos. E che altro hai immaginato, signor Sherlock Holmes?
Nientaltro, dico. Poi lancio unocchiata alle gambe di Juanella, e le dico:, Piccola, hai una smagliatura nella calza!
Lo scherzo riesce.
Quella si china a guardare la calza e proprio allora do un calcio al tavolino. La teiera piena dacqua bollente si riversa sulla gonna di Juanella che lancia un urlo da sciacallo. Nel medesimo istante salto su e mimpossesso della Berta.
Juanella, seduta, si contorce come una ballerina delle Haway.
Carogna maledetta! mi fa. Non hai proprio alcun riguardo. Uno di questi giorni ti dar una lezione che ti lascer tramortito!
E guarda Geraldine.
Scusatemi, cara, le fa. Immaginavo che lo scherzo sarebbe riuscito. Ma conosco lamico. C poco da fare, con lui.  pi duro del sasso, accidenti a lui!
Mi alzo. Tolgo il caricatore dallarma di Juanella e glielo getto in grembo.
Eccoti servita, tesoro, le dico. Ora puoi riprendere il giochetto della pistola a tuo piacimento. Inoltre, siccome vedo che ti contorci un po pi del consueto, ti consiglio di fare dei massaggi con olio sulla parte scottata. E anche se ti fa male quando ti siedi, non prendertela tanto. Sorridi e pensa a Lemmy!
Juanella mi lancia una parolaccia.
Ti render la pariglia, anche se dopo dovessero mandarmi allAlcatraz! dice.
Prendo il cappello.
Ascoltatemi bene, voi due, dico io, e tenete presente che parlo sul serio. Questa sera, dopo che mi sar incontrato con Nakarova, metteremo tutto in chiaro. Sono accadute troppe cose da quando mi sono trovato in questa citt, a mio parere. Voglio capirci qualcosa, mie care!
Vedo, dice Juanella. Si tratta di un ultimatum, eh? Poi guarda Geraldine:, Che vi dicevo, io? le fa.
Geraldine si stringe nelle spalle.
Hai proprio ragione, dico a Juanella, questo  un ultimatum. Dopo la cenetta di stasera far una piccola indagine. Per non agir solo stavolta. Mi far accompagnare da un paio di agenti, per misura precauzionale, a scanso che qualcuno abbia voglia di esercitarsi al tiro. E voi due dovrete decidervi a parlare su qualcosa che mi preme di sapere, altrimenti...
Vado alla porta.
Arrivederci, care, dico.
E regalo loro un bel sogghigno.
Sarebbe meglio dirci addio per sempre, fa Juanella. Spero che, appena uscito di qui, tu cada nella tromba dellascensore e ti spezzi le gambe! Mi hai fatto un male!
Lo credo, tesoro, le dico. Certo che lacqua calda scotta. A proposito, amore, quando verr il medico devi dirgli che la scottatura  nella regione lombare inferiore perch cos suona meglio e non offende la tua pudicizia.
E filo via prima che quella mi scaraventi addosso la zuccheriera.
Ritorno allalbergo e riposo. Il braccio mi d meno fastidio e mi sembra che la situazione si presenti meglio, adesso. E il motivo principale del mio ottimismo  questo: lombra di unidea comincia a insinuarsi nel mio cervello e anche se si tratta dellombra di unidea  sempre qualcosa.
Cercate di capirmi: Geraldine mi ha detto che Edvanne Nakarova, la bellezza tizianesca che ha cercato di accopparmi,  la sorella di Sergio. Bene, la cosa  interessante poich, come ricorderete, quando io e lei parlavamo nellappartamento di Sergio la notte scorsa e io le dissi che lavevo udita parlare al telefono in russo e avanzai lipotesi che fosse russa, ella dichiar di essere francese.
In quel momento era convinta che non sarei uscito vivo da quellappartamento, che ben presto sarei andato a raggiungere Rodney. Stando cos le cose non aveva alcun motivo per mentirmi.
Ora, domando e dico, se Edvanne  francese, come pu essere la sorella di Nakarova?
Poi son contento perch ho dato a intendere a Geraldine e a Juanella che questa sera, dopo la cena, andr a trovarle in compagnia di due agenti. Naturalmente non far mai una cosa del genere perch non voglio provocare scandali, dato che ancora non so nulla di preciso.
Ma se Geraldine e Juanella sono complici di Nakarova, allora saran prese dalla tremarella. E quando la gente simpaurisce, fa sempre qualche mossa sbagliata. E cos si tradisce.
Proprio quello che io desidero.
Queste mie riflessioni sono interrotte dallarrivo di un piccolo con una lettera che  stata portata per me circa unora e mezzo fa.
Apro la busta. Dentro c un foglio di carta comune con uno scritto a macchina.
Egregio signor Caution,
nella vostra foga investigativa avete trascurato il fatto che state ficcando il naso negli affari privati degli altri, cosa questa che pu crearvi qualche pericolo.
Vi prego di considerare tale eventualit. Convincetevi che non siete ben visto n desiderato a Parigi. E che potete diventare un vero incomodo.
Vi propongo di tornare agli Stati Uniti al pi presto possibile. E questo nel vostro stesso interesse.
Altrimenti temo che qualche mattina vi pescheranno nella Senna. Perci fatevi furbo e filate. Mi sembra di parlare chiaro.
Metto il biglietto in tasca e accendo una sigaretta. A quanto pare c qualcuno a cui non riesco simpatico!
...
.
...
CAPITOLO 6. CAF COSSACK.
...
.
...
Alle dieci e mezzo mi alzo e mi vesto da sera. Infilo la mia Luger nel fodero celato sotto lascella, caso mai qualcuno volesse scherzare con le armi da fuoco.
Mentre mi vesto, penso al biglietto ricevuto, ma non me la piglio calda. Se dovessi badare a tutte le lettere minatorie che ricevo, a questora sarei ricoverato in un manicomio.
Per mi sto domandando chi pu avere scritto quella missiva. Non  stata Juanella perch non scriverebbe con simile stile, e sono ben sicuro che non  stata Geraldine. La fanciulla sembrava impressionata durante il t, nel pomeriggio. Be, potrebbe essere stato Nakarova ma non la penso cos. Secondo me, la lettera deve essere stata spedita da quella carognetta dal pelo rosso che si chiama Edvanne. Perch ella penser che, avendo arrischiato desser fatto fuori la prima volta, allidea che qualcun altro voglia farmi la pelle dovrei impressionarmi.
Alle undici meno un quarto prendo un tass e vado al Caf Cossack. Il locale, di prima categoria,  in quello stile russo. abbastanza comune nei paraggi di Place Pigalle.
Entro e chiedo del colonnello conte Nakarova; mi conducono di sopra. Nakarova ha preparato un bel ricevimento. La sala  spaziosa e ben arredata. Presso la porta c il bar dove un cameriere in giacca bianca serve le bevande. Allaltro capo della stanza  apparecchiata la tavola per la cena, con fiori e altri ornamenti. Nellangolo, noto una dozzina di bottiglie di sciampagna, messe in ghiaccio in un grosso secchio.
Appena sono entrato nella stanza, Nakarova mi viene incontro e vedo, in verit, che lamico si presenta bene.  alto, coi capelli neri e i baffetti sottili. Indossa un abito da sera che gli sta a pennello. Alla prima occhiata, capisco che il colonnello mi dar del filo da torcere. Sembra deciso e anche sveglio, lamico.
Intanto mi guardo attorno e per poco non mi vien un accidente, perch allaltra estremit del bar, intente a conversare piacevolmente, vedo Juanella, Geraldine e, credetemi oppure no, Edvanne! Per un attimo resto sbalordito davanti allimpudenza della ragazza.
Dice Nakarova:, Signor Hickory, onorato di fare la vostra conoscenza.
E batte i tacchi e mi fa un inchino mentre mi porge la mano. Sento che le sue dita sono lunghe e forti. Lamico ha una stretta dacciaio.
Piacere di conoscervi, colonnello, dico. Per prima intendo mettere in chiaro un punto. Non mi chiamo Ciro Hickory e non sono un investigatore privato. Sono Lemuel H. Caution dellUfficio Federale dInvestigazioni del Ministero della Giustizia degli Stati Uniti. Ho creduto bene di farvi sapere che non sono un investigatore privato.
Quello sorride. E mette in mostra i denti grandi e bianchissimi.
Ma benone! mi fa. Mi sono sempre interessato dei G men. Li ammiro molto, quei tipi coraggiosi.
Non gli credo affatto. Intanto mi guida verso il bar e mi presenta a tutti.  proprio buffa questa commedia! Perch tanto io che le signore ci conosciamo bene, eppure dobbiamo fingere di incontrarci per la prima volta.
Per prima il colonnello mi presenta a Geraldine. Ella mi stringe la mano e mi guarda alquanto imbarazzata. Dopo vengo presentato a Juanella. Questa mi elargisce un sorriso incantevole e dice che  sempre felice quando pu incontrare un americano a Parigi. Le domando se ha fatto una buona traversata e se le piace lacqua. Intanto penso alla teiera con lacqua bollente e sorrido. Lei capisce a volo. Dice che lacqua non le va troppo e mi fulmina con unocchiata di odio mortale. Quindi ritorna al suo Martini.
Dopo di che Nakarova prende Edvanne per il braccio e mi dice che  sua sorella e spera che diventeremo tutti grandi amici. Come vi ho gi detto, sento una grande ammirazione per questa grande bellezza dalla chioma fulva. Ella stende la manina prende la mia e me la stringe delicatamente. Intanto mi guarda con due occhi imploranti e dolci che incantano. Edvanne  una donna che non si smonta facilmente, ve lassicuro.
Proprio in questo momento la porta si apre ed entra un tizio.  un tipo mingherlino e bassotto di circa cinquantanni. Ha un viso scarno dove spicca un naso a uncino. Nakarova lo chiama e mi dice che  il suo agente Alphonse Zeldar, che cura i suoi affari. Gli stringo la mano e quello si dichiara molto lieto di fare la mia conoscenza. Parla in ottimo inglese.
Immagino che Nakarova abbia invitato anche Zeldar per dimostrarmi che ha un amministratore il quale cura i suoi affari e le sue rendite.
Bevo qualche sorso di whisky e cominciamo a parlare. Tutto si svolge nel migliore dei modi, in una atmosfera cordiale. Ma, sotto sotto, sento una tensione particolare.
Dopo qualche tempo andiamo a tavola e si comincia a cenare. Devo riconoscere che lamico Nakarova sa ricevere gli amici e sa ordinare un pranzo.
Mentre gustiamo i piatti si parla parecchio. Juanella sta descrivendo a Edvanne la vita che si conduce a Nuova York. Geraldine e Nakarova si guardano negli occhi come due tortorelle, mentre Zeldar mi racconta che il colonnello  proprietario di una grande azienda di esportazioni e importazioni. Mi far esaminare il bilancio dellanno scorso, uno di questi giorni, in modo che possa accertarmi che Sergio  un uomo facoltoso.
Continuo a dire di s ma non gli bado molto, prima di tutto perch so che  facile impiantare un bilancio facendo risultare utili vistosi, senza che vi sia nulla di concreto. Secondariamente non minteressa gran che il sapere se il conte abbia oppure no degli affari lucrosi. Anche se fosse multimilionario, ci mi lascerebbe impassibile. Sto pensando invece che fra una mezzora dovr mettere le cose in chiaro, con un linguaggio piuttosto rude, e non so quali saranno le conseguenze del mio discorsetto. Nel frattempo, constato che lo sciampagna  ottimo.
Terminata la cena Geraldine d unocchiata in giro per la tavola e le signore si alzano per andare di l, a darsi un po di cipria. Sergio si precipita ad aprire luscio e Zeldar si avvia dalla parte del bar.
Dato che mi trovo a capo-tavola le tre signore devono passarmi vicino. Geraldine procede guardando davanti a s. Dopo viene Juanella che mi lancia unaltra occhiata velenosa. Per ultima passa Edvanne.
Tiene il tovagliolo in mano e proprio quando mi passa accanto lo lascia cadere sul pavimento. Mi chino e glielo porgo. Ella approfitta del momento per farmi scivolare in mano un biglietto. Poi esce.
Nakarova e Zeldar vanno al bar dove si mettono a parlare. Sulla sedia che  presso la parete vedo un giornale piegato. Lo prendo, apro il biglietto datomi da Edvanne e lo leggo mentre fingo di interessarmi delle notizie di cronaca. Dice:
Vi imploro di credermi. Qualunque cosa sia avvenuta e comunque mi abbiate giudicata, vi giuro che ora non desidero altro che di aiutarvi.
Vi prego di non provocare alcuna scenata durante questo ricevimento. Invece vi propongo di allontanarvi con una scusa verso le dodici e mezzo e di recarvi direttamente nel mio appartamento in Place Claremont N. 772. La chiave  unita al presente biglietto. Non solo potr dirvi ci che desiderate sapere ma sar in grado di aiutarvi. Desidero...
Il biglietto termina cos e sono indotto a pensare che Edvanne sia stata interrotta mentre lo scriveva. La trovata  graziosa, non c che dire. Che far? Mi chiedo. E intanto so benissimo quello che far.
Vedete, io sono un tipo che ha fatto sempre a modo suo, seguendo lintuizione del momento, dopo avere naturalmente vagliato i vari elementi. Prima di tutto ho limpressione che ci sia qualcosa di vero, nel biglietto. E non mi preoccupa lidea di trovarmi di nuovo con lei, da solo a sola, perch lamica oramai sa che non la spunta tanto facilmente con me, anche se ricorre alle armi segrete.
Secondariamente, anche se cercassi di avere una spiegazione da tutti costoro, come mi proponevo di fare, non saprei proprio che cosa ne caverei. Perch se quelli decidono di tacere, io non posso costringerli a cantare.
Forse la cara Edvanne ha veramente qualcosa da spifferarmi. Forse, dopo avermi fatto lo scherzetto che sapete, si  intimorita allidea di una mia reazione. Forse teme che io voglia pizzicarla. Forse ha paura della piega che ha preso la situazione e vuole lavarsene le mani. In questo caso potrebbe darmi delle informazioni utili.
Ma anche ammettendo che non sia sincera, anche se intendesse raccontarmi qualche storiella, c sempre da apprendere qualcosa.  sempre meglio che niente.
Faccio scivolare il foglietto in tasca e mi avvicino al bar. Mi verso mezzo bicchiere di whisky. Dico a Nakarova:
Sentite, caro colonnello, credo che noi due dobbiamo parlare circa questo affare e forse sarebbe meglio che al nostro colloquio assistesse il signor Zeldar, in modo che io abbia qualche schiarimento sullimpresa di importazioni ed esportazioni che avete in Svizzera. Desidero mettere in chiaro la cosa ma non credo che questo sia il momento migliore n il luogo pi adatto.
Dice di essere daccordo. Allora gli propongo che tanto lui quanto Zeldar si trovino al Grand Htel alle undici, domattina, perch possiamo parlare tranquillamente. Cos, dopo, io potr fare il mio rapporto sulla faccenda.
Nakarova dice che lidea gli va, ma che non riesce ancora a capire una cosa e cio perch mai la Polizia Federale debba interessarsi del suo progettato matrimonio tanto da incaricare un G man di indagare; potrebbe capire, se mai, che Willis Perriner mandasse un investigatore privato. E intanto guarda Zeldar che ricambia locchiata. Poi entrambi sogghignano e si stringono nelle spalle.
Non so spiegarvelo, gli dico. Il fatto si  che non si tratta solo del matrimonio di Geraldine.
E gli dico della sparizione di Buddy Perriner. Gli dico che Willis Perriner sospetta che le due cose siano collegate in qualche modo. Aggiungo che, secondo me, non ci vedo un nesso, ma questa  la mia opinione privata. Ho ricevuto un ordine e devo indagare in tal senso.
Sergio ride. Dice che Willis deve soffrire di allucinazioni. Ad ogni modo si trover, assieme a Zeldar, al Grand Htel, domattina alle undici e cos potremo parlare.
In quel momento le donne ritornano. Bevo ancora qualche liquore e guardo lorologio. Sono le dodici e venti. Dico a Nakarova che devo andare, perch ho da fare. Lo ringrazio per la bella serata. Sorrido a tutti cordialmente e mi avvio alla porta.
Nakarova mi accompagna. Quando sto per uscire gli dico tranquillamente:
Oh, a proposito, colonnello, domani, venendo col vostro amministratore, portate il libretto di conto corrente della banca. Avete un conto corrente al Crdit Lyonnais di Rue Henry Martin, no?
Sembra un tantino sorpreso. Dice che s, ce lha. Porter senzaltro il libretto. Poi stende la mano e con un bel sorriso mi d la buona notte.
Fuori prendo un tass e dico allautista di portarmi in Place Claremont. Sono ansioso di trovarmi a quattro occhi con Edvanne.
In Place Claremont do unocchiata in giro, in cerca della casa dove abita Edvanne. Fa un tale buio dannato che la cosa non  delle pi facili. Alla fine trovo lo stabile.
Il portone  aperto e in fondo allatrio c lascensore con la luce accesa. Sulla parete c una targa con su scritto: Nakarova, 2ime tage.
Vado su con lascensore e trovo la porta dellappartamento. Entro e accendo la luce dellanticamera.
Depongo cappello e soprabito ed entro nella stanza di fronte.  vasta e bene arredata. Le luci sono accese e un bel fuoco arde nel camino. C un armadio, contro la parete, pieno di bottiglie e bicchieri. Non vedo nulla di strano, ma c qualcosa di opprimente per aria... non so se rendo lidea.
Do unocchiata in giro. Vedo un paio di camere da letto ben messe con mobili pesanti, in bianco e azzurro. Poi stanze per i domestici, la cucina con la dispensa e un magnifico camerino da bagno con le pareti di maiolica verde. Dappertutto regna una quiete sepolcrale.
Ritorno nel salotto e mi servo una bibita; affondo in una poltrona e accendo una sigaretta.
Mi seggo l a fumare e cerco un filo conduttore. Ma pi rifletto e meno ci capisco.
Sto chiedendomi quale altro scherzetto mi prepara la cara Edvanne. Eppure ella sa bene che non mi si gioca tanto facilmente. Inoltre, dopo quello che  successo fra noi, sto bene attento. E infine pu darsi benissimo che ella mi faccia qualche importante dichiarazione.
Ho sempre osservato che quando due si mettono daccordo per condurre a termine qualche affare losco  facile che litighino. E quando litigano cominciano a sospettare luno dellaltro. Da ci deriva che  facile farli cantare. Nove volte su dieci le ricerche della polizia riescono perch qualcuno dei complici parla, temendo che, se non lo fa lui, sar uno degli altri a rivelare le sue malefatte.
E una donna  sempre pi disposta a parlare di un uomo. Si comporta lealmente verso il suo complice finch  convinta che questi non la tradisce. Ma appena le si insinua nella testa il sospetto che lamico si interessi a qualche altra donna corre dal pi vicino agente e vuota il sacco.
Mi ricordo una volta che avevo una donnina nella carcere di Denver City. Lavevo fermata col pretesto che era una testimone. Ma in realt cercavo di farla parlare sul conto di un suo amico, che era un falsario.
Ma quella, muta! La lavorai per quattro giorni. Adoperai tutti i mezzi. Implorai e minacciai, ma inutilmente.
Allora ebbi la grande idea. Presi una foto del suo amico, dallarchivio della polizia. In questa foto lo si vedeva seduto su una sedia. Poi presi unaltra foto di una bella donna e con un abile fotomontaggio ottenni una splendida scena damore.
La bella stava seduta sulle ginocchia dellamico. Allora feci vedere la scenetta alla donna che non voleva aprire bocca. Quella d unocchiata alla foto, emette uno strillo da far tremare perfino il tetto e quindi spiffera tutto quello che sa sul conto dellaltro.
Ci vi dimostra che di una donna ci si pu fidare finch non  gelosa; ma se diventa gelosa  preferibile, piuttosto che avere a che fare con lei, stuzzicare un cane idrofobo con un chiodo arrugginito.
Mentre sono immerso in questi pensieri odo qualcuno alla porta. Mi volto e stendo la destra verso la Luger che tengo contro la giacca, perch ho deciso che, se si dovesse giungere ad unaltra sparatoria, sar io a iniziarla.
Appare Edvanne. Si ferma sulla soglia e mi scorge. Sorride, poi chiude luscio dietro di s, si libera del mantello, e va davanti al camino. Mi guarda con quel sorriso blando che le  caratteristico quando sta pensando se sia meglio impiombarmi o darmi una dose doppia di veleno ed  ancora indecisa.
Getto il mozzicone della sigaretta nel fuoco e tiro fuori il portasigarette. Ella prende una sigaretta e io glielaccendo. Poi ritorno nella mia poltrona.
Dunque, le dico, come sta la moglie del conte Nakarova?
Ella fa spallucce.
Come avete fatto a indovinarlo? mi chiede. Lavete saputo o lavete soltanto immaginato?
Lho dedotto da alcuni particolari, le spiego. Prima voi mi dite che siete francese e non russa. Dopo Geraldine mi racconta che Nakarova ha una bella sorella con una stupenda chioma fulva. Allora ho immaginato che voi foste sua moglie.  stata una mia induzione, semplicemente.
Ella non dice parola.
In secondo luogo, proseguo, durante la mia movimentata carriera, non mi  mai capitato di trovare un fratello che incaricasse la sorella di ammazzare un uomo per amor suo. Invece ho trovato parecchi tipi che incaricavano di simili faccende la moglie, perch una moglie  sempre una specie dalleata mentre la sorella non lo  quasi mai. Mi avete compreso?
Dice di s. Poi si mesce un bicchierino di vodka e, voltandosi improvvisamente, mi fa:
 vero, sono stata io ad uccidere il vostro amico Wilks.
Questo lo sapevo gi. Ora vorrei sapere il motivo. Perch avete propinato un veleno a Rodney? Che vi aveva fatto lui?
Ora vi dir parecchie cose, mi fa lei e si siede davanti a me col bicchierino di vodka in mano.
Dice:, Naturalmente sono desolata che il povero Wilks sia morto. Ma sono una donna che non d troppa importanza alla vita umana... specialmente quando si tratta della vita di un altro.
Mi alzo e ripongo il bicchiere nella credenza. Accendo unaltra sigaretta e resto a guardarla.
Sicch avete deciso di parlare davvero? le chiedo. Forse Sergio comincia a darvi sui nervi. Credo di aver intuito molte cose...
Vi prego di dirmi quel che avete intuito. Minteressa, fa Edvanne.
Eccovi servita, le dico. Suppongo che tanto voi che vostro marito vi siate interessati della fanciulla Perriner con lidea di rapire Buddy. Voi avete assecondato magnificamente Sergio in tutto, ma quando vi siete accorta che egli cominciava a interessarsi seriamente di Geraldine avete sentito il morso della gelosia. Cos dite a Sergio che se egli non la smette con quella ragazza (che non potrebbe mai sposare essendo gi sposato con voi) gli darete delle noie. Sergio vi risponde mandandovi allinferno e voi decidete di dire quattro parole al signor Caution. Ebbene... che ve ne pare?
Forse non siete lontano dalla verit... Amico mio,  certo che voi siete dotato dimmaginazione...
Eppure c qualcosa che non riesco a immaginare. Ad esempio, perch uccideste Wilks?
Quella mi fa candidamente:
Ne sono desolata, ve lo ripeto, vedete, non lo sapevo!
Questa si che  bella. Non lo sapeva!
Mi dispiace, le dico. Ma a me sembra che il risultato del vostro gesto, per Wilks, sia stato lo stesso come se laveste saputo. Torneremo sullargomento fra un minuto. Per il momento vorrei farvi una domanda.
Chiedete, mi fa, sono ai vostri ordini, simpaticone di un Lemmy.
Stasera, le dico, prima di venire al Caf Cossack ho ricevuto un biglietto. Me lavevano portato in albergo. In questa biglietto un tale mi avvertiva che sto ficcando il becco negli affari degli altri e che farei meglio a piantarla se non voglio essere ripescato nella Senna, una di queste mattine.
Edvanne appare sorpresa.
 poco gentile da parte di chi ha scritto il biglietto, mi fa.
Grazie per la simpatia, le dico. Ma, voi non sapete nulla di questo biglietto? Pensate, mera venuta lidea che laveste scritto voi...
Edvanne stende le mani in atto di deprecazione.
Perch mai dovrei mandarvi un simile biglietto? Vi pare logico che io vi mandi un avvertimento del genere e poi vi chieda questo colloquio?
Gi, vedo, le dico. Quindi  stato Sergio.
Lei sorride.
In verit non lo so, mi fa. Dovreste chiederlo a lui. Talvolta  molto sincero.
Aspira una boccata di fumo, poi dice:
Mi domando se posso fidarmi di voi.
Mi vien quasi un accidente. La sfacciataggine di costei  qualcosa di sbalorditivo.
Non saprei dirvelo, le faccio. Ma fino a questo momento non sono stato io a compiere certi gesti... violenti. Sono stato io o siete stata voi a inscenare la commediola della calza smagliata? Dunque parlate, parlate senza reticenze, mia cara.
Sono cos incerta, dice, cos incerta...
E alza gli occhi al cielo con un candore ingenuo e perplesso che  un incanto.
Io aspetto. Di tempo ne ho. Perch una cosa  oramai evidente, ai miei occhi. La dolce signora  sul punto di accordarsi con me.
...
.
...
CAPITOLO 7. CRISANTEMI PER EDVANNE.
...
.
...
Dopo un poco ella mi lancia unocchiata esitante.
Caro Lemmy, dice, la vita alle volte mi diventa difficile. Vorrei restare con voi per sempre. Mi piacerebbe seguirvi in capo al mondo. Siete un uomo cos sano, cos vigoroso, che mi affascinate!
Ah, s? le faccio. Ebbene, siete gentile, mia cara, ma se dovessi andare con voi in capo al mondo preferirei avervi al fianco. Mica per altro, sapete, ma non mi garberebbe troppo avervi alle spalle! Non si sa mai.
C da disperarsi, mi fa lei. Non riesco a convincervi che potete fidarvi di me. E tutto a causa di quel disgraziato episodio di Wilks. Eppure io non ne ho colpa. Vi ho gi detto che ignoravo...
Vedo, le dico. Sicch non sapevate che stavate per ucciderlo, eh? Lo uccideste per caso...
Annuisce.
 vero. Lo uccisi senza saperlo.
Sar, le dico. Comunque, mi pare che mi abbiate invitato allo scopo d metterci daccordo, ma vi trovate in una situazione poco allegra. C stato un delitto, lassassinio di Rodney. Perci, per prima cosa, sarebbe bene che mi diceste com andata. Asserite che non sapevate di ucciderlo. Che cosa significa ci?
Ve lo dico subito. Ricorderete che mandaste un messaggio a Geraldine Perriner dicendole che volevate vederla al Siedler Club per le dodici e trenta. Dicevate anche di essere Hickory, un investigatore privato. Geraldine fece vedere il messaggio a Sergio. Poi egli venne da me. Mi disse che si aspettava di vedersi intralciati i suoi progetti da un certo Wilks. Aggiunse che, quasi certamente, questo Wilks sarebbe stato presente al colloquio fra voi e Geraldine. Secondo lui era indispensabile guadagnare tempo ed evitare che Geraldine parlasse con voi. Mi diede le istruzioni adeguate ed io le eseguii. Obbedii perch ho fatto sempre del mio meglio per aiutare Sergio. Questi mi disse di mettermi in contatto con Rodney. Dovevo telefonargli allalbergo Rondeau, dirgli che avevo una comunicazione importante da fare, tanto a lui che al signor Hickory (il quale sarebbe arrivato durante la notte) prima che Geraldine vedesse Hickory, e che, perci, era meglio che ci trovassimo al Siedler Club alle dodici e quindici. Per farmi riconoscere avrei portato tre gardenie. Sergio mi spieg che quanto avrei fatto sarebbe servito solamente ad impedire che Wilks vi incontrasse. A tale scopo dovevo mettere nella sua bibita qualche goccia di un liquido che lui stesso mi forn in una fialetta. Grazie a quella medicina Rodney si sarebbe sentito male, momentaneamente. Poi io mi sarei presentata a voi come Geraldine Perriner e vi avrei detto che, a mio avviso, Buddy non era stato rapito e che, qualunque cosa accadesse, avrei sposato Sergio. Sergio mi assicur che voi avreste chiesto di parlare con lui. Perci dovevo accompagnarvi nel suo appartamento dove vi avrei lasciato assieme a lui. Qui Edvanne sorride, con un certo cinismo. Non so davvero che cosa vi preparasse, per tutta accoglienza, spiega.
Sicch voi credevate di propinare a Rodney una specie di sonnifero. Sar. Ed ora, volete spiegarmi perch mai mi prendeste a rivoltellate? Forse perch avevo scoperto che avevate ucciso Rodney e non volevate finire in galera? Allora perdeste la testa, nevvero?
Ella fa cenno di s col capo.
Precisamente, mi dice. Tranne lultimo particolare. Perch non ho perduto la testa, ve lassicuro. Pensai soltanto che, se dovevo essere accusata di un delitto, tanto valeva che ne commettessi un altro allo scopo di fuggire.
Gi, ma voi non tentaste neanche di fuggire. Restaste qui. Unaltra cosa, proseguo, quando mi recai con voi nellappartamento di Sergio eravate pronta ad accogliermi degnamente. Avevate quel gingillo celato nel reggicalze. Portate sempre una pistola in quel modo?
Ella assentisce.
Quasi sempre.  una mia abitudine.
Non mi garbano le vostre abitudini, Edvanne. E la vostra versione non mi pare troppo convincente... Ma credo di capire perch me la presentate cos.
Perch? mi chiede.
Voi pensate che se io credessi che avete ucciso Rodney deliberatamente non mi accorderei con voi, le dico. Mentre potrei farlo se credessi che lavete ucciso involontariamente.
Edvanne mi dice:, Siete disposto ad accordarvi con me?
Non far alcun patto con voi, le dico. Vi dir invece quello che potrei fare. Se riuscite a convincermi dellassassinio involontario di Rodney potrei tentare di facilitare la vostra difesa. Non posso fare di pi.  chiaro, no?
Ella mi fa un sorrisetto.
Questo si chiama parlare chiaro, tesoro, mi fa. Permettete che io rifletta un momento?
Potete riflettere anche tutta la notte, cara.
Ella si appoggia al muro e guarda il soffitto. Io mi verso da bere ancora una volta.
Dopo un poco, Edvanne mi domanda:, Lemmy, supponiamo per ipotesi che la vostra idea sia esatta. Supponiamo che Sergio abbia corteggiato Geraldine, animato dallidea di rapire suo fratello. Supponiamo che i complici di Sergio siano riusciti a rapire il giovane e che, per certi motivi particolari che non occorre esporre adesso, io mi sia stancata di tutta la faccenda; che io cominci ad accorgermi che mi sono spinta un po oltre il limite insieme a Sergio. Supponiamo che io possa convincere Sergio a far tornare Buddy a casa immediatamente e che, rivelando a Geraldine che io sono la moglie di Sergio, potessi convincerla a mettere da parte la sua idea di sposare Sergio. In tal caso la situazione verrebbe chiarita ottimamente, dal vostro punto di vista, no?
Mi stringo nelle spalle.
S, chiarireste la situazione da un lato, le dico, ma non dallaltro. Ci chiarirebbe la posizione della coppia Sergio-Geraldine e anche la posizione del giovane rapito. Ma che ne sarebbe dellassassinio di Wilks?
Dice lei:, Vi ho gi spiegato che quello fu un accidente disgraziato.
Certo, le dico, ammettiamo pure che sia stato un accidente per voi. Ma fu un accidente anche per Sergio? Forse voi non sapevate che liquido contenesse la fialetta ma Sergio... lo ignorava anche lui?
Forse no, riconosce lei. Questa  una faccenda che dovete chiarire voi e Sergio.
Vedo. Quindi a voi non importa niente se Sergio viene condannato per assassinio premeditato, semprech venga riconosciuta la vostra innocenza?
Dice lei:, Dovete sapere, caro Lemmy, che comincio a essere un po seccata con Sergio. Ero persuasa che egli fosse un uomo intelligente.. Ora mi accorgo che non lo  poi tanto. Volete darmi una sigaretta, per favore?
Le do la sigaretta.
Avete una bella faccia tosta, Edvanne, ribatto. Credete davvero che possiamo accordarci su tali basi? Per chi mi prendete, infine? Per il momento non posso promettere nulla. Potrei farlo solo quando sapessi la verit completa sulla faccenda e, per saperla, devo prima parlare anche con Sergio.
Ella annuisce.
Lo immaginavo che avreste parlato cos, mi dice. Ora vi dir quello che ho pensato di fare. Sergio, naturalmente, non sa di questo nostro colloquio. Ora gliene parler e gli dar anche qualche consiglio. Gli dir di mettere le carte in tavola, con la speranza che anche lui possa accordarsi con voi. Credo che questa sarebbe la via migliore per tutti e due.
La proposta mi sembra saggia, le dico.
La guardo perplesso poich, come comprenderete, il piano mi sembra alquanto chimerico ma alla fine penso che, per il momento, mi conviene darle un po di corda. In tal modo conto di scoprire qualcosa.
Ed ora dove andiamo? le chiedo.
Andr io sola, mi dice con un sorrisetto. Voi restate qui:, D unocchiata allorologio di brillanti che porta al polso. Vado direttamente da Sergio. Avr un colloquio con lui e cercher di persuaderlo a fare quello che mi sembra pi saggio per tutti e due.
Si alza.
Volete raggiungermi nellappartamento (il luogo del nostro ultimo incontro) per le dodici e mezzo2? Non  lontano da qui. Immagino che mi ci vorr almeno unora per convincere Sergio, il quale  un tipo piuttosto ostinato. E desidero che giungiate non appena gli avr parlato. Se aspettiamo fino a domattina, quello  capace di cambiare idea.
Rifletto per un istante.
Per conto mio va bene, le dico, ma c un piccolo punto da chiarire... do un colpetto sulla fondina che ho celata sotto la giacca. Sappiate, mia cara, le dico, che stavolta tengo una pistola a portata di mano e che so maneggiarla. Se voi o Sergio cercate di farmi qualche brutto scherzo, passerete i guai vostri ed  facile che andiate a finire alla morgue. Capito?
S, mi fa. Ho capito. Posso avere il mio mantello?
Le porgo il mantello e laiuto a indossarlo. Ella si avvia alla porta. Quando vi giunge si volta e mi dice.
Au revoir, amore. Auguratemi buona fortuna.
Ed esce. Dopo un minuto odo chiudersi la porta principale. Vado a sedermi davanti al camino. Sto pensando che questo  il caso pi difficile che mi sia capitato durante la mia carriera.  evidente che qualcosa ha spaventato Edvanne. E poich la cara signora non  un tipo facilmente impressionabile, ne deduco che devessere qualcosa di ben grave.
Rifletto su quanto mi ha detto. Mi chiedo se mi abbia detto la verit asserendo che non sapeva di avere propinato a Rodney un veleno mortale. Pu anche darsi. Ma il suo complice non sapeva? Oppure ha commesso una svista, mentre preparava la polverina?
Guardo la pendola posta sul camino. Luna e mezzo  passata da poco. Ora far un pisolino, ottimo rimedio quando ci si trova indecisi.
Mi sveglio puntualmente. Sono le due e mezzo e il fuoco  quasi spento. Fa freddo, anche. Mi alzo, mi verso mezzo bicchiere di whisky come viatico, metto cappello e soprabito e scendo gi. Perdo dieci minuti per cercare un tass e alla fine ne trovo uno. Dico allautista di portarmi in Place de lOpra. Quando vi giungo mancano dieci minuti alle tre. Pago lautista e vedo che il portone  aperto. Entro e salgo in ascensore. Suono il campanello. Silenzio. Continuo a suonare. Nessuno si muove.
Mentre aspetto, mi balena il dubbio che Edvanne e Sergio mi abbiano giocato e siano fuggiti, ma, dopo un minuto, capisco che lidea  sbagliata. Se quelli volevano filarsela, avevano tutto il tempo per farlo oggi. Non cera bisogno di aspettare fin cos tardi ed Edvanne non sarebbe venuta a raccontarmi tutte quelle storie prima di fuggire.
Cerco di aprire la porta. La serratura  salda, ma antiquata. Provo a dare una spallata. Sembra che, con un buon colpo, debba cedere. Allora mi appoggio contro la parete di fronte, nel corridoio, prendo la rincorsa e mi getto contro luscio con la spalla sana. La serratura salta. Entro.
La luce  accesa nellanticamera e la porta di fronte che immette nella grande stanza di soggiorno,  socchiusa. Mi fermo un momento in ascolto. Silenzio assoluto. Avanzo fino alluscio e lo spalanco. Entro.
Ma guarda!
La prima cosa che vedo  Edvanne. Giace lunga distesa sul divano dorato che si trova davanti al camino. Di fronte a me, curvo in avanti nella poltrona, c Sergio. Se ne sta seduto con la testa penzolante da un lato. Presso la bocca ha una macchia scura, una macchia simile a quella che ho visto sulla bocca di Rodney. Ha il viso sconvolto, come se avesse sofferto al momento del trapasso. La mano destra pende da un lato della poltrona e proprio sotto di essa, ben visibile sul tappeto bianco, c una pistola. Devessergli caduta di mano, allultimo istante.
Mi avanzo e vado davanti al camino. Li osservo bene. Sono morti ambedue. Dal lato sinistro della poltrona di Sergio c un bicchiere in pezzi. Immagino che gli sia caduto di mano. C un altro bicchiere a fianco del divano dove giace Edvanne. Ma questo non  rotto. Mi avvicino alla donna e rovescio il suo labbro inferiore.  macchiato come quello di Sergio.
Accendo una sigaretta. Un bellaffare, vi assicuro! Mi sembra che lopera di persuasione di Edvanne non sia riuscita. Forse questi due hanno discusso alquanto, decidendo alla fine di filarsela definitivamente. Considero lidea per un minuto e poi trovo che  balorda. Perch Sergio doveva tenere la pistola in mano?
Mi chino e raccolgo larma, avendo cura di non toccarla direttamente grazie al fazzoletto che vi metto su. Levo il caricatore e fiuto la bocca dellarma. I proiettili ci sono tutti e larma non ha sparato recentemente.
E allora?
Sono le quattro quando ritorno in albergo. Mi sento talmente stanco che quasi mi addormento in piedi come un cavallo. Comincio anche ad esser preso dallo scoramento. Perch adesso mi sembra che ogni prova sia svanita. Non appena mi vede, il portiere mi consegna un messaggio telefonico cifrato che  pervenuto attraverso lAmbasciata degli Stati Uniti, da Washington, in risposta, al mio cablogramma. Dice:
Risorse finanziarie di Geraldine Perriner zero stop Aveva circa seimila dollari partendo da Nuova York stop Dipende completamente dagli assegni di Willis Perriner stop Larvey Rillwater  a Nuova York e pare che ignori i maneggi della moglie stop LUfficio passaporti ha rilasciato il passaporto a Juanella Rillwater su richiesta e raccomandazione di Willis Perriner stop Il permesso di abbandonare la giurisdizione della Corte Federale, accordato a Juanella Rillwater,  stato rilasciato dietro richiesta e sotto la responsabilit di Maul, Garraway e Laners, avvocati di Perriner stop Continuate indagini stop Per fondi e cooperazione rivolgetevi allAmbasciata degli S. U. stop In bocca al lupo stop Direttore U. F. I. Washington.
Le informazioni mi sembrano di scarsa utilit. So che Geraldine non ha molto denaro e quindi i cinquantamila franchi se li deve esser fatti prestare da Sergio. Pare anche che Larvey Rillwater non sappia dei viaggi della moglie.
Ma ci che pi mi lascia perplesso  questo: Willis Perriner s interessato personalmente perch Juanella ricevesse il passaporto, e sono stati i suoi legali ad ottenerle il permesso di espatrio. La cosa mi sembra madornale e mi piacerebbe molto sapere a che gioco giocano quei signori!
Forse Willis avr dichiarato alle autorit Federali che, secondo lui, Juanella sarebbe stata la compagna ideale per sua figlia, mentre quella stava lontana! Questidea bizzarra me ne fa venire unaltra. Dopo tutto, potrebbe darsi benissimo che le cose stessero allincirca cos. Perriner  molto preoccupato per il figlio Bud. Ma  anche preoccupato per uneventuale colpo di testa della figlia Geraldine, innamorata pazza di Sergio. Perci pensa di proteggerla in qualche modo. Chiss come, viene a sapere di Juanella. Apprende che  una donna navigata e decisa, che non ha paura di niente e la incarica di venire qui, per vegliare su Geraldine.
Faccio una doccia calda e vado a letto. Giaccio l, con gli occhi fissi sul soffitto, cercando di risolvere questo indovinello.
Prima di tutto, rifletto intorno a Sergio e a Edvanne. La loro fine  strabiliante. E non sono daccordo col mio amico Erouard il quale  venuto a dare unocchiata ai due e ha parlato di suicidio. Secondo lui, tanto Sergio che Edvanne, vistisi a mal partito, avrebbero cercato in tal modo di svignarsela. Quando gli ho chiesto il suo pensiero su quel che poteva aver inteso di fare Sergio con quella pistola, Erouard se l cavata facendomi notare che, ad ogni modo, Sergio non se nera servito e che forse la sua idea, in un primo tempo, era stata di far fuori Edvanne per poi farsi saltare le cervella. Ma lipotesi non mi persuade. Del resto ne ho gi una mia circa questa faccenda.
Quando ho trovato i due, Sergio stava seduto sulla poltrona, la pistola era a terra e la mano destra pendeva fuori dal bracciolo. Il bicchiere infranto (quello da cui aveva bevuto il veleno) era sul pavimento; alla sinistra della poltrona. Invece Edvanne se ne stava tranquillamente distesa sul divano e sembrava che fosse morta senza soffrire. Secondo me, Edvanne ha cercato di convincere Sergio come mi aveva promesso. Ma Sergio non ne ha voluto sapere e allora Edvanne si  arrabbiata. Gli ha detto che se lui non intendeva parlare avrebbe parlato lei. Sergio si  infuriato a sua volta e ha tirato fuori la Berta dicendo a Edvanne che, se continuava a parlare cos, lavrebbe riempita di piombo.
Allora Edvanne promette di essere buona e di fare come vuole lui. Quindi gli propone di bere qualcosa. Forse ha tuttora nella borsa la fialetta che le  servita per il povero Rodney, oppure la fialetta si trova nellappartamento. Comunque ella mesce un paio di bibite e vi versa qualche goccia della mistura. Porge il bicchiere a Sergio e quello beve. Prima che egli possa fare un gesto il veleno agisce. Gli cade di mano la pistola e cade anche il bicchiere che si spezza. Fatto ci, Edvanne si sdraia bellamente sul divano e beve la propria bibita.
Una circostanza balza fuori evidente. Ed  questa. Edvanne Nakarova, donna capace di tutto e non facilmente impressionabile, s invece spaventata per qualche motivo. Ella non avrebbe cercato di mettersi daccordo con me se non si fosse allarmata; questo  sicuro. Se la mia ipotesi dellavvelenamento di Sergio e del suicidio di lei  giusta allora ella doveva essersi impaurita. La gente non si toglie la vita a meno che non sia impaurita o amareggiata o del tutto scoraggiata, per qualche motivo. E se la mia ipotesi  giusta, allora Sergio non doveva essere allarmato, tant vero che non era lui quello che stava per mettersi daccordo con me. Sicch, qualunque dissidio ci possa essere stato fra i due, cera anche qualche cosa che non impressionava Sergio mentre sgomentava Edvanne.
Tutto ci mi sarebbe di grande aiuto se io sapessi che cosa significa. Standomene disteso a lanciare anelli di fumo, augurandomi che il braccio sinistro la smetta di dolermi, penso a tutti i particolari pi assurdi di questa faccenda. Penso a tutte le domande a cui vorrei trovare una risposta.
Scendo dal letto, prendo un foglio di carta e scrivo. Ecco qua le domande in questione:
1) Perch mai Edvanne a un tratto si spaventa e vuole accordarsi con me?
2) Se ella trova opportuno accordarsi con me, perch Sergio la pensa differentemente? Questi due hanno avuto il fegato di studiare il ratto e di commetterlo, hanno avuto il fegato di propinare il veleno a Rodney (e sono convinto che Sergio sapesse che il poveretto sarebbe morto). Edvanne ha avuto il fegato di tirarmi tre colpi quando pensava che lavrei arrestata e consegnata alla polizia francese. Dunque  assodato che entrambi erano tipi tuttaltro che impressionabili; eppure qualcosa ha spaventato Edvanne se non Sergio.
3) Qual  il significato delle parole che Rodney Wilks scrisse a tergo della busta:
Before seven. Will you have it straight? And how much?
4) Perch Juanella si allontana da suo marito senza dirgli nulla, e, venuta in Francia, va a trovare Geraldine?
5) Perch i legali di Perriner chiedono e ottengono il permesso, dalla Corte Federale, affinch Juanella (il cui marito  uno dei pi emeriti falsari degli Stati Uniti) possa recarsi in Francia? E perch il vecchio Willis le fa avere il passaporto? Che labbia fatto, come ho pensato prima, per mettere a protezione della figlia una donna energica?
6) Se le cose stanno cos, perch mai  tanto segreta la faccenda e perch Perriner non dice nulla nemmeno alla Polizia Federale? Egli sa dove mi trovo, eppure non ho ricevuto un rigo da lui.
7) Se Nakarova o i suoi complici sono responsabili del ratto di Buddy, perch non hanno ancora chiesto la somma del riscatto?
Poi penso a Zeldar. Ricorderete che Sergio e Zeldar dovevano venire a trovarmi in albergo alle undici del mattino. Zeldar avrebbe dovuto portare le carte e i registri, allo scopo di dimostrare che Nakarova aveva in piedi qualche azienda. Ebbene, sar interessante vedere se lamico si far vivo. Erouard ha dato disposizioni perch la morte di Sergio e di Edvanne non sia conosciuta, cos Zeldar non dovrebbe sapere del dramma. Quindi dovrebbe venire a trovarmi alle undici, come dintesa. Forse potr scoprire qualcosa quando gli dir che Sergio  morto, semprech quello si faccia vedere.
Penso che potrei starmene tutta la notte a guardare il soffitto e a farmi un mucchio di domande senza trovare una risposta, perci, a un certo punto, la pianto. Spengo la luce e mi addormento.
Mi sveglio alle nove e mi alzo. Mi affaccio alla finestra e guardo fuori.  una giornata livida, soffia il vento, e sembra che voglia piovere. Faccio colazione e quindi vado in tass allHtel Dieudonn perch mi  venuta lispirazione di chiedere a Geraldine che cosa  successo al ricevimento di ieri sera, dopo la mia partenza.
Quando do il mio nome al portiere per annunciarmi ricevo una bella sorpresa. Quello mi dice che la signorina  partita. Miss Perriner ha lasciato lalbergo alle tre e mezzo del mattino. Crede che si sia recata a Le Bourget, ma non  sicuro. Gli domando se ci fosse qualcheduno con lei (la signora Rillwater, ad esempio) e lui mi dice di no, che se n andata via sola. Lo ringrazio e me la batto.
Vado nel caff vicino e penso che laffare si complica di minuto in minuto, perch, a quanto pare, ho perduto Geraldine sebbene non debba esser difficile trovare dov scappata. Il fatto che ella si sia recata a Le Bourget mi fa pensare che sia partita in aeroplano. Ma non ci sono molti posti dove uno si possa recare in volo, di questi tempi, e, a parer mio, ella devessere andata in unaltra citt della Francia oppure in Inghilterra.
Terminato il mio caff telefono allHtel St. Anne e chiedo della signora Rillwater. Mi rispondono che la signora  nel suo appartamento, ma che ha dato lordine di non disturbarla fino a mezzogiorno perch  rientrata tardi la notte scorsa. Apprendo con piacere che Juanella si trova in albergo perch ho una mezza idea che ella sappia dove  andata Geraldine. E ho anche lidea di incollarmi talmente a Juanella che, se anche lei dovesse trasformarsi in un coniglio, non me la lascerei fuggire.
Mi sono gi accordato con Erouard di lasciare un agente in borghese davanti allappartamento di Nakarova, in modo di sapere chi ci va. Se Zeldar non sa che Sergio  morto, passer dallappartamento a prenderlo. E se lo sa vorr appurare perch mai  morto.
Telefono ad Erouard e gli parlo di Geraldine. Lo prego di mandare un agente a Le Bourget per sapere da che parte  andata e se  partita sola. Mi risponde che provveder immediatamente.
Allora lo prego di fare qualcosaltro per me... di mandare un agente allHtel St. Anne, con lordine di tener docchio Juanella, di seguirla qualora esca, di farmi sapere dove va. Mi risponde che far anche questo, aggiungendo che laffare gli sembra uno dei pi interessanti. Gli dico che forse ha ragione, ma fino a questo momento non lo si direbbe visto che tutti i criminali che vi sono coinvolti hanno la tendenza a sopprimersi. Egli dice mais oui, per, aggiunge, ci semplifica molto la cosa.
Dal che deduco che Erouard non  privo del senso dellumorismo. Il motivo per cui faccio sorvegliare Juanella  questo: ho una mezza idea che o in un modo o nellaltro, la soluzione dipenda da Juanella e che, se riuscissi a farla parlare, potrei scoprire qualche cosa dinteressante.
Ritorno in albergo in tempo per accogliere lamico Zeldar. Quando entro mi danno un cablogramma che  arrivato dallAmerican Express. Lo apro. Proviene da Willis Perriner e dice:
In merito alle vostre indagini a Parigi spiacente aver disturbato voi e U. F. I. stop Ora sono perfettamente soddisfatto matrimonio fra Geraldine e Sergio stop Situazione di Buddy chiarita stop Ricevute sue notizie sta bene torner presto stop Prego informare vostri superiori stop Willis Perriner.
Ed ora ridete pure, amici miei!
...
.
...
CAPITOLO 8. IL SIGNOR BORG PASSA DI VOLATA.
...
.
...
Vado nella mia stanza e rileggo il cablogramma di Perriner. Penso che mi convenga fare il furbo, collamico.
Telefono allAmerican Express e mando un cablogramma di risposta. Gli dico che ho ricevuto il cablogramma, che sono molto lieto di avere appreso tutte le belle notizie, che abbandono le indagini e che mi metter in contatto con la mia direzione a Washington per segnalare che lindagine  finita.
Quindi mi metto in comunicazione con lAmbasciata degli Stati Uniti e prego qualcuno di telefonare a Washington al capo dellUfficio Federale comunicandogli il testo del cablogramma del vecchio Perriner. Aggiungo che a me sembra poco convincente, motivo per cui proseguo nelle mie indagini.
Forse voi immaginerete che larrivo di un simile messaggio, da parte di Perriner, mi abbia sorpreso. Invece non sono affatto sorpreso perch la tecnica dei ratti di persona  sempre la stessa. Qualcuno viene rapito e i parenti si precipitano alla centrale della polizia. Poi, prima che gli agenti abbiano avuto modo di fare qualcosa, giunge la lettera ricattatoria in cui il rapitore avverte che, se dovesse esservi qualche interferenza da parte della polizia, la persona rapita verrebbe immediatamente fatta fuori. Io penso, insomma, che Perriner abbia ricevuto la sua brava lettera minatoria un paio di giorni fa, col consueto ammonimento. Egli devessersi impressionato, e si  affrettato a comunicarmi di smettere le indagini.
Trovo che la situazione  quanto mai interessante perch, se la richiesta del riscatto  stata mandata da Sergio e se la somma estorta doveva andare a lui, la cosa non sar pi possibile.
Mi concedo una sigaretta e quattro dita di whisky. Mi sento un tantino meglio perch ho una vaga idea, nella controcassa del cervello, che le cose, fra poco, si metteranno in moto.
In quel momento trilla il telefono. Il portiere mi avverte che il signor Alphonse Zeldar desidera parlarmi. Gli rispondo di mandarmelo di sopra.
Un paio di minuti dopo, quello entra lieto e cordiale, come se fosse contento di rivedermi. Sotto il braccio tiene una grossa borsa di cuoio.
Siete puntuale, Zeldar, gli dico. Ma dov Nakarova? Credevo che venisse con voi.
Quello depone la borsa e si toglie il soprabito. Si stringe nelle spalle.
Non so che cosa sia accaduto a Sergio, mi fa;, son passato poco fa dal suo appartamento e ho suonato il campanello diverse volte, ma invano. Anzi, speravo di trovarlo qui...
E invece non c, gli dico. Ascoltatemi, Zeldar, credo che sia meglio parlarci francamente. Perci vi dir che non mi quadra troppo quel signor Nakarova. Di conseguenza son portato a guardar con sospetto anche i suoi amici. Con questo non intendo essere villano, beninteso. Intendo soltanto dirvi qual  la mia impressione.
Gli offro una sigaretta. Quello laccende e si siede. Allarga le braccia.
Dovete capire, signor Caution, mi fa, che tutto questo affare mi riesce ben misterioso. Conosco Sergio da diversi anni e, a dirvi il vero, contavo, alla fine del nostro colloquio, di dimostrarvi che egli  un galantuomo e che non c alcun motivo di sospettare che egli sia implicato nel rapimento a cui avete accennato ieri sera.
Benissimo, caro Zeldar, gli dico. Ed ora vorrei sapere una cosa, da voi. Che ne pensate di Edvanne?
Quello alza le spalle unaltra volta.
Della sorella di Sergio? mi fa. Ebbene, a me sembra che sia una donna affascinante... anche se ha un carattere un tantino vivace e la tendenza a innamorarsi ora di uno e ora di un altro... ma del resto  una donna magnifica.
Faccio un risolino.
Sicch volete dirmi che ignorate che Edvanne Nakarova era la moglie di Sergio? gli chiedo.
Zeldar inarca le sopracciglia.
Ma io ho sempre creduto che fosse sua sorella! esclama.
Sua sorella un corno! Non  neanche russa sebbene parli benissimo quella lingua.  francese. Ed ora ditemi unaltra cosa: quale sarebbe la vostra posizione se Nakarova non fosse qui?
Non vi capisco proprio, ribatte. Che cosa intendete dire?
Nulla dimportante, gli spiego sogghignando, tranne che Sergio non c pi.  morto. La notte scorsa  stato avvelenato. Forse voi potreste mettermi sulla giusta via.
Quello mi guarda a bocca aperta.
Ed ecco spiegato il motivo, aggiungo, per cui non siete potuto entrare nel suo appartamento, stamane!
Zeldar sembra interdetto. Poi prende la borsa e lapre. Mentre la guardo mi accorgo che alcune dita della sua mano sinistra sono rigide e che non pu articolarle. Mi viene lidea che questuomo, non so quando, possa avere ricevuto una pallottola nel polso, pallottola che gli ha leso il nervo.
Dopo un poco egli mi fa:, Ebbene, signor Caution, non vedo lutilit di proseguire la nostra conversazione.
Giungo alla conclusione che lamico non recita la commedia. Mi sembra veramente intontito. Dalle rughe della fronte deduco che riflette rapidamente, come se cercasse di capire qualcosa nella morte improvvisa di Nakarova.
Un momento, gli dico. Se non avete nulla in contrario parleremo lo stesso degli affari di Nakarova, come se non fosse accaduto nulla. Per quanto concerne me (e anche per quanto concerne la polizia francese) Nakarova era un individuo sospetto. Ma cerano altre persone che agivano per suo conto. Il fatto che lui ed Edvanne siano morti non significa che io tronchi le indagini. Perci mi farete un piacere se mi parlerete del passato di Sergio e dei suoi affari, di cui voi e lui eravate tanto orgogliosi.
Con piacere, mi risponde. Incidentalmente, signor Caution, prosegue, desidero dirvi che, per quanto riguarda me, accolgo volentieri ogni indagine nei riguardi del defunto. Prima di tutto vorrei che deste unocchiata a questi documenti.
Tira fuori un fascio di carte dalla borsa e le mette sulla tavola. Comincio a esaminarle e lui mi d qualche spiegazione.
Per farla breve, ho davanti un atto di costituzione della ditta Gloydas, Nakarova e Haal, con sede legale a Zurigo. La ditta, secondo il documento,  stata fondata due anni fa. Ha un capitale in franchi svizzeri equivalente a duecentomila dollari. Poi c un altro certificato olandese che attesta unapertura della filiale della stessa ditta a Delfzyl, Olanda. A questi certificati sono annessi i dati relativi agli affari svolti negli ultimi otto mesi. Da essi risulta che il traffico di esportazione e di importazione  considerevole.
Anche dai rapporti della Rotterdamsche Bank e della Swiss Bank, contenenti la situazione finanziaria della ditta e le varie operazioni, risulta che gli affari della Gloydas, Nakarova e Haal prosperano. Se le cose stanno cos, devo ritenere che Nakarova era un uomo facoltoso. Per il fatto che egli guadagnasse bene con la sua societ non impedisce che possa avere tentato di scroccare un paio di milioni di sterline al vecchio Perriner.
Tiro fuori il taccuino e prendo alcune annotazioni. Dopo di che dico a Zeldar che, per quanto mi riguarda, la sua documentazione  convincente. Quello mi fa:, Certamente, signor Caution, voi controllerete i dati che vi ho portato. Potete farlo facilmente rivolgendovi sia al console francese che a quello americano di entrambe le citt. Io non ho nulla da nascondere e sono sicuro che il mio povero principale e amico non aveva nulla da nascondere.
Gli dico che mi spiace averlo disturbato. Quello si alza e mi porge la destra.
Allora vi saluto, signor Caution. Forse avremo ancora occasione di vederci.
Forse, gli rispondo. Nel frattempo, permettete che vi rivolga una domanda personale? La cosa mi interessa, vedete. Stavo guardando le dita della vostra mano sinistra. Mi sembrano irrigidite.  stata forse una pallottola?
Zeldar sorride.
S, risponde, Ho avuto un incidente durante una gara di tiro a segno, due anni fa. Uno dei nervi fu colpito e cos non posso pi adoperare le dita. Per me la cavo lo stesso.
Gli dico che la cosa  deplorevole. Quindi lo guardo amichevolmente e gli faccio:, Ascoltate, signor Zeldar, non voglio disturbarvi oltre. Credo che la cosa migliore da fare, per voi, sia di passare dal mio amico Erouard della Sret Nationale. Cos gli darete nome e indirizzo delle due imprese di Nakarova, in Svizzera e in Olanda, in modo che egli possa controllare pi presto di me la faccenda. Se le cose sono in regola, voi sarete escluso dalla lista delle persone sospette.
Quello mi dice che ci va subito e mi ringrazia. Ha appena chiuso luscio dietro di s che lagente di fiducia di Erouard, Briquet, entra. Mi riferisce che Juanella ha lasciato lHtel St. Anne circa un quarto dora fa e che si sta facendo fare la permanente in un negozio di Rue de la Paix.
Lo ringrazio sentitamente e gli raccomando di tallonare da vicino Juanella per tutto il giorno, facendomi sapere che cosa fa, e dove va.
Quindi fumo una sigaretta e rifletto pacatamente. Non sono tranquillo circa Geraldine. E mi domando dove diavolo possa essere andata.
Dopo un po prendo il cappello e vado gi, monto su un tass e mi faccio condurre allHtel St. Anne. Mostro allalbergatore il documento rilasciatomi dalla polizia francese e gli dico che voglio vedere lappartamento della signora Rillwater, mentre quella  assente. Lalbergatore mi d la chiave. Salgo con lascensore, apro le porte ed entro nel salotto di Juanella. Guardo in giro, nella speranza che Geraldine le abbia lasciato un biglietto prima di filarsela ma non vedo nulla. Del resto non mi aspettavo di trovarlo perch so che Juanella  troppo dritta per lasciare in giro un documento di tale importanza.
Dalluscio socchiuso do unocchiata in camera da letto. Entro e guardo nella toletta e nel piccolo scrittoio. Sto per tornare nel salotto quando odo un rumore nel camerino da bagno attiguo alla stanza da letto. Luscio del camerino  socchiuso e, per un minuto, suppongo che una delle cameriere stia facendo pulizia.
Avanzo cautamente nella stanza, giro attorno al letto e sto ad osservare dalla fessura delluscio. Nel camerino c un armadietto per sali e medicine. Davanti allarmadietto vedo una signora che fruga.
Mi volta le spalle e quindi non posso vederla in viso ma vi assicuro che ha una figura incantevole.  alta circa un metro e sessantotto e indossa un abito da passeggio che le sta a pennello.
Fruga fra le bottigliette con grande attenzione, come se si trattasse di una cosa molto importante. Le sta togliendo dalla scansia e le posa per terra mentre cerca, quasi si aspettasse di trovare qualche cosa sotto o dietro le boccette. Poi smette le ricerche e comincia a mettere a posto tutto.
Mentre fa questo ella si gira e posso vederla in viso. Ha i capelli neri, il nasetto sottile e una bocca che rivela un certo carattere.  una bella donna e penso che sarebbe un vero peccato disturbarla, ora che ho visto che faccia ha.
Ritorno indietro pian piano, esco dalla stanza da letto, attraverso il salotto e me la batto.
Vedo lalbergatore e gli chiedo se qualcuno  salito nellappartamentino della signora Rillwater, stamani. Mi dice di no, e cos capisco che la bambola vista di sopra  unaltra donna misteriosa che possiede una chiave sua, per entrare nellappartamento di Juanella.
Ritorno al mio albergo e mi concedo una buona bibita. Mi sembra che questaffare diventi sempre pi complicato. Dovunque mi volto ecco che salta fuori una bella donna!
E dire che a me non mi farebbe nulla, anche se qualcuna fosse racchia. Se non altro, per cambiare. Ci sono troppe belle ragazze immischiate nella faccenda. E ci non mi garba. Perch lesperienza mi dice che basta una sola bellezza per creare un mucchio di guai. Figurarsi quello che pu accadere quando le bellezze sono parecchie!
Alle sette e trenta sto pranzando quando arriva Briquet, luomo di Erouard. Prima di tutto mi dice che Geraldine si  recata allaeroporto di Le Bourget dove ha noleggiato un apparecchio privato per lInghilterra. Non si sa con precisione dove fosse diretta.
Poi Briquet mi parla di Juanella. Dopo che la piccola si  fatta aggiustare la chioma, ha visitato qualche negozio. Quindi si  recata a Montmartre, in un albergo di terza categoria, lHtel Mouton. Si tratta di un locale che la polizia francese tiene docchio, perch frequentato da gente equivoca. Briquet vede Juanella entrare l e aspetta finch non esce. Allora lui entra nellalbergo, mostra la propria tessera al proprietario e gli dice di parlare. Questi acconsente a riferire che Juanella  venuta a domandare a lui di un certo tipo che ha soggiornato nellHtel per qualche tempo. Si tratta di un americano, certo Borg; pare che Juanella ci tenesse molto a vederlo. Ma Borg non c e il proprietario le dice che torner probabilmente verso le undici e mezzo di sera. Per quellora ella potr trovarlo.
Briquet consiglia allalbergatore di tenere la bocca chiusa con Borg circa quella breve conversazione.
Il proprietario risponde che va bene e che, per conto suo, non fiater.
Giudico che Briquet abbia fatto un buon lavoro, perch se io scoprissi che cosa desidera Juanella da questo Borg, forse potrei giungere a qualcosa di concreto. Prego Briquet di dire ad Erouard che urge appurare la verit intorno alle asserzioni di Zeldar circa limpresa di Nakarova in Svizzera e in Olanda. Naturalmente mi aspetto che i rapporti dei Consolati siano soddisfacenti. Se c del marcio,  certamente ben nascosto dietro uno schermo di affari legittimi.
Se Zeldar  un briccone e mi scambia per un fesso creder che io mi accontenti di questi rapporti. E cos commetter un grave errore perch io non cerco altro che di tranquillizzarlo sul mio conto, allo scopo di poter proseguire indisturbato le mie indagini.
Perci, dico a Briquet che sar meglio se Erouard non approfondisca troppo circa la consistenza della societ in Svizzera e in Olanda. Invece dovr dire a Zeldar che far i debiti accertamenti, pregandolo di tornare da lui due giorni dopo. Allora gli comunicher che tutto  in regola, secondo quanto hanno riferito i consoli delle due citt.
Sono le undici e un quarto quando faccio fermare il tass in fondo alla via e mi dirigo a piedi allHtel Mouton.
Sono paraggi questi che dnno i brividi. Fa un buio dinferno e si sente un forte odore di pesce fritto andato a male.
Attraverso latrio e procedo nel corridoio di fronte. A met c un uomo che riceve i clienti.  un tipo grassoccio, intento a fumare un sigaro pestifero. Ha un berretto in testa.
Gli faccio vedere il lasciapassare della polizia francese e gli ricordo che Briquet  venuto gi qui stamani. Quello se ne rammenta e mi chiede che cosa voglio. Gli spiego che la signora che desidera vedere Borg non tarder ad arrivare e che mi piacerebbe celarmi in qualche posto da dove possa vedere questo Borg senza che lui se naccorga.
Laltro dice che la cosa  fattibile, purch Borg riceva la signora nella sua stanza; ci sono due buchi nel muro divisorio della stanza adiacente. E poich gli domando come mai esistano tali buchi quello si stringe nelle spalle e dice che i tempi sono duri e che un uomo deve arrangiarsi in qualche modo. Quindi mi accompagna di sopra e mi fa passare in una stanza che puzza maledettamente daglio. Mi mostra dove sono i buchi e si allontana.
Mi siedo al buio e fumo una sigaretta. Intanto penso al destino avverso che mi costringe a mettermi in agguato in una stanza che puzza come se vi fossero rimasti rinchiusi dei cadaveri per oltre ventanni.
Proprio in mezzo a questi pensieri sento un rumore proveniente dalla porta vicina. Allora guardo da un buco, proprio nel momento in cui viene accesa la luce. Che mi crediate oppure no  per miracolo se non caccio un urlo.
Perch questo  proprio Borg. E lunico e inconfondibile Freddy Borg, colui che rap il bambino di Fremer nel trentadue, in combutta con Johnny Landera. Emetto un gran sospiro perch penso che ora, forse, potr accadere qualcosa.
Losservo mentre si accende la sigaretta e intanto penso di avere districato la matassa. Suppongo che Nakarova si sia servito di Borg per rapire Buddy Perriner e che Borg sia venuto a Parigi per dire a Sergio che tutto  a posto. Anzi, forse ha gi comunicato la notizia da qualche giorno e ci spiegherebbe perch Willis Perriner ha mandato quello strano cablogramma.
Bene, se le cose stanno cos, che diavolo viene a fare Juanella da queste parti? Che centra lei con Borg?
In quel momento compare lalbergatore. Dice qualcosa a Borg. Questi fa cenno di s con la testa e un paio di minuti dopo compare Juanella.
Chiude luscio dietro di s e Borg si siede sul letto. Ha tutto laspetto di un gorilla bonaccione. Sorride alla donna e le dice qualche spiritosaggine.
Poi Juanella comincia a parlare. Impreco fra di me perch non riesco a udire una sola parola. Ma capisco, dal modo come parla e si comporta Juanella, che sta dicendo qualcosa di poco gradevole a quello scemo.
Ed egli infatti se la prende. Salta dal letto e la rimbecca, agitando le braccia. Dopo qualche minuto Juanella cambia tattica. Comincia a sorridergli e a fare la svenevole. Poi apre la borsetta e ne tira fuori un bel fascio di bigliettoni. Borg spalanca tanto docchi a quella vista e fa per avvicinarsi a Juanella. Rido fra me perch sto pensando che Borg sillude di giocare Juanella. Povero idiota! E infatti lho imbroccata perch appena lui  a un passo da Juanella, questa tira fuori dalla borsetta un gingillo calibro trentadue e glielo punta allo stomaco. Borg alza le spalle e torna a sedersi sul letto.
Juanella prende una sigaretta e laccende. Capisco che cerca di ragionare con Borg, ma quello si limita a ghignare e a ribattere. Dopo un poco la donna cede. Dallespressione del suo viso capisco che si d per vinta. Rimette le banconote nella borsetta, va alla porta e lapre, poi si volta indietro per dire ancora qualcosa. Borg scrolla il capo. Juanella alza le spalle rassegnata ed esce. Mi avvicino alluscio e odo il suo passo allontanarsi lungo il corridoio e gi per le scale.
Sogghigno fra me e ritorno al mio osservatorio. Borg, disteso sul letto, sta fumando.
Mi seggo e cerco di ragionare. A me pare che Juanella sia venuta qui per convincere Borg a fare qualche cosa per lei. Oppure per farsi dire qualcosa. E per questo gli ha offerto il denaro. Ma quello ha cercato dimpadronirsene senza promettere nulla. Visto che Juanella non mollava le ha detto di no.
Ora penso che se Juanella  stata capace di mettere a posto lamico, dovrei riuscirci pure io.
Mi alzo. Scivolo nel corridoio senza fare rumore e spingo luscio. Borg salta dal letto e mi vede.
Cristo! fa. Cautionl
E mi guarda con un risolino.
Mi accomodo su una sedia.
Senti, Freddy, gli dico, noi ci conosciamo gi e possiamo considerarci amici. Ho un raccontino da farti.  la storia di due dritti. Uno di questi dritti voleva che laltro parlasse e laltro dritto non intendeva cantare. Cos il primo dritto si arrabbi...
E lo guardo con un sorrisetto.
Forse tu lo sai, il resto della storia?
Quello si stende nuovamente sul letto. Dovete sapere che Borg  un tipo mica facile.
Pu darsi, mi dice, ma qui non siamo in America e io non mi spavento facilmente. Fila via, sbirro! Non ho niente da dirti. Tu non puoi accusarmi di nulla. Vai a farti... benedire, piedi piatti.
Come vuoi, gli dico. Ce ne andremo assieme, per. Gi c un furgone della polizia francese che aspetta. Che te ne pare? Vieni con le buone o debbo chiamarli di sopra, perch ti portino via?
Quello fa un paio docchi cos.
Ma dico, che storia  questa? Si tratta di un tranello?
Senti, Borg, gli faccio. Quella storia la racconterai al commissariato di polizia, ora. Andiamo!
Lamico mi dice in faccia quello che sono. Quindi si alza e si dirige alla porta. Glielapro io stesso. Proprio quando mi  di fronte gli mollo un diretto sul lato del collo, un diretto da ammazzare un bue. Borg cade a terra ma prima che io possa dire a si rialza e cerca di rifilarmi una botta che mi avrebbe saldato il conto, se non fossi riuscito a schivarla.
Salto di fianco, afferro la sedia e gliela scaravento sulla testa. Lo colpisco con forza ma ottengo solo un minuto di respiro. Poich Borg si riprende e, raccolte le sue forze, si scaglia contro di me. Pare che la faccenda si metta male.
Alzo il ginocchio con violenza, al momento giusto, e lo colpisco alla mascella. Quello emette un grugnito e fa per saltare indietro. Ma io lo prevengo e lo colpisco rudemente al naso, mentre gli rifilo col sinistro un colpo al basso ventre. Borg tenta di darmi un bel calcione ma fallisce. Allora gli mollo un sorgozzone in pieno viso. Borg crolla ed io gli salto sopra.
La situazione, ora,  proprio a mio vantaggio, e sarebbe lideale se lamico non avesse mangiato le cipolle. Gli prendo la testa e gliela sbatto sul pavimento con tale vigore che temo di sfondarlo. Borg reagisce come pu e mi misura una ginocchiata allo stomaco. Allora gli appioppo un diretto fra gli occhi dopo di che lo trascino presso la parete e prendo a martellarlo. Comincio ad essere stufo.
La testa comincia a penzolargli. Allora immagino che ne abbia abbastanza e lascio stare. Ma Borg alza di scatto il ginocchio e mi da un colpo tremendo, proprio alla cintola, con un vigore inopinato.
Indietreggio e cado mentre mi viene il voltastomaco. Borg si rialza e mi sferra un tremendo calcio al viso. Fortunatamente manca il bersaglio perch non ci vede bene. Mentre faccio per rialzarmi, lamico balza dalla parte del lavabo e ritorna verso di me munito di una bottiglia piena dacqua. Se mi colpisce con quella, credo che le violette cresceranno presto sulla mia tomba. Decido di fargli credere che sto peggio di quanto, non stia davvero. Avanzo vacillando verso di lui come se fossi stordito.
E mentre egli alza la bottiglia per colpirmi mi getto a terra di slancio e lo afferro per le gambe. Lamico cade lungo disteso.
Ma adesso sono proprio infuriato e mi metto a lavorarlo a gomitate sul muso. Quando egli fa per alzarsi, gi un colpo di gomito sotto la mascella. Infine, mi alzo e lo metto in piedi. Quello resta l come trasognato. Indietreggio di un passo, prendo un po di slancio e gli assesto un diretto che  meglio di un sonnifero.
Borg saddormenta.
Mi seggo su quello che resta della seggiola e prendo un po di fiato. Ed ecco che bussano alluscio. Dico avanti e luscio si apre; il grasso albergatore si avanza sorridente.
Guarda Borg, e dice:, Avete chiamato? Credevo che vi occorresse qualcosa.
No, rispondo. Io e il mio amico ci siamo esercitati a un nuovo ballo. Ad ogni modo potreste portarci una bottiglia di cognac con due bicchieri e un pacchetto di sigarette.
Quello dice di s, e se ne va.
Rovescio lacqua della bottiglia sul viso di Borg. Egli apre gli occhi e mi guarda. Poi si porta la mano alla mascella.
Stai meglio? gli faccio. Allora parliamo un po. E se ti salta il ticchio di menare le mani fai pure.
La proposta non mi va, dice lui. Ma voglio dirti qualcosa. Uno di questi giorni ti pescher. E ti far uno scherzo che...
E mi spiega quello che intende farmi, uno di questi giorni, e vi assicuro che non si tratta di uno scherzo simpatico. Senza dire che Borg ha un modo cos realistico di descriverlo che lo rende ancora pi impressionante.
Mi chino su di lui e lo sollevo. Lo metto sul letto.
Non scaldarti cos, gli dico. Perch ora dovrai parlare, e a lungo. Se parli avrai una bibita e una sigaretta e niente interrogatori al commissariato. Se non parli comincer immediatamente una guerra lampo contro di te, e al mio confronto Hitler ti sembrer un angelo con le ali. Mi hai capito?
Dice che ha capito.
In questo momento arriva lalbergatore col cognac e le sigarette. Gli dico di mettere tutto nel conto del mio amico Borg.
Bevo qualche dito di cognac. Borg mi dice:
E a me non dai niente, bastardo?
Certo, amico, gli faccio. Ti dar subito qualcosa. Intanto devi sapere che non puoi chiamarmi bastardo perch mia madre era una donna onesta ed io ho tutti i motivi di credere che spos il mio vecchio genitore ben due mesi prima che io nascessi. Cos resta dimostrato che sei un calunniatore ed ora ti far ingoiare i denti.
Mi dice:, Lasciamo stare. Parlavo cos, per metafora.
Siccome non so se la sua scusa sia sufficiente gli mollo un papagno per tutte le evenienze.
Il che mi d ii tempo di alleggerire la bottiglia e quando Borg rinviene comincia a parlare.
...
.
...
CAPITOLO 9. 
DOLCE INTESA.
...
.
...
Sono circa le due quando termino con Borg. In un certo senso mi fa pena.  venuto fino a Parigi pensando d incassare un bel fascio di banconote da Nakarova, per avere condotto a termine un ratto, e invece si  buscato solo un fracco di legnate.
Prima di andarmene gli parlo schietto. Gli dico che gli conviene restare allHtel Mouton fino a che la sua faccia non avr ripreso un aspetto umano. Allora dovr filarsela a Nuova York senza aprire bocca. Altrimenti passer il resto della sua vita in una cella, ad Alcatraz. Mi sembra che afferri la forza persuasiva dellargomento.
Non credo che avr altre noie con Borg ma, daltra parte, non voglio che si metta alla ricerca di Nakarova. Preferisco che non sappia della morte di Nakarova.
E poi c un altro motivo. Son convinto che Borg non abbia lavorato solo, in questo ratto. Borg  un uomo robusto e deciso ma difetta di materia grigia. Nakarova non sarebbe stato tanto sciocco da affidarsi a Borg, perci giungo alla conclusione che c qualcun altro, in combutta con lui.
Ma non gli domando nulla in merito ai suoi soci perch son convinto che Borg non risponderebbe. Borg  un delinquente senza dubbio, ma non  una spia e anche se dovessi strappargli la testa, non farebbe i nomi dei soci.
A me pare che se Borg ha ritenuto che valesse la pena venire fin qui per incassare quello che gli spetta, pu darsi che facciano altrettanto anche gli altri.
Cos gli do la buona notte. Gli dico che se gli agenti francesi lo vedono girare per Parigi di certo lo mettono dentro. Perci far bene a starsene tappato in albergo fino al momento di imbarcarsi.
Borg pare che accetti il consiglio. Penso che non avr pi noie, da parte sua.
Lo lascio che sta scolando la bottiglia di cognac. Prendo un tass e vado allHtel St. Anne. Mi faccio annunciare alla signora Rillwater. Quella risponde che posso salire. Rido fra me, perch penso che Juanella rester male quando le dir una cosa o due che ho in mente.
Entrato nel salotto, la trovo l che mi aspetta. Non mi ci vuol molto per accorgermi che ha pianto. Ha un paio di riccioli fuori posto (la qual cosa, per chi conosca Juanella,  davvero straordinaria) e poi ha gli occhi cerchiati.
Come va, piccola? le dico. Ora la migliore cosa da farsi  riposare e offrire allo zio Lemmy qualcosa da bere, perch dobbiamo parlare di cose serie. Ti avverto che se cercassi ancora di giocarmi ti darei una tale lezione che sarebbe peggio del Giudizio Universale.
Ella si stringe nelle spalle.
Ah, va al diavolo! esclama. Non ne posso pi.
Savvicina al mobile-bar e tira fuori la bottiglia del whisky. Mi mesce da bere e mi porge una sigaretta. Poi torna a sedersi.
Ebbene, mi fa. Che cosa ti tormenta stavolta, bello mio?
Spetta a te, parlare, dolcezza, le dico. E tanto per dimostrarti che non cerco di bluffare, ti dir una cosa. Sei stata a trovare Borg questa sera. Avevi con te un bel fascio di banconote. Hai cercato di persuadere Borg a dirti dove si trova Buddy. Ma quello  stato irremovibile... E poi, non lo sa neanche.
Juanella mi guarda con tanto docchi.
Mi trovavo in una stanza accanto, le spiego ghignando. LHtel Mouton  uno di quei pochi posti raccomandabili con le pareti piene di buchi. Dopo che te ne sei andata ho avuto un colloquio con Borg. Per i miei argomenti erano un po pi convincenti dei tuoi. Lamico mi ha dato ascolto.
Lo credo bene, mi fa. E spero che tu gliele abbia pestate sode, a quel tipaccio!
Certo che gliele ho pestate, rispondo. Figurati! Ha detto che sono un bastardo!
Juanella diventa pensierosa, come trasognata.
Non lavrei supposto cos intelligente, dice. Per conto mio ho sempre pensato che tu sei un figlio dellamore. Lespressione suona meglio, non ti pare? Non vorrei per che te la prendessi per cos poco e non mi facessi il cascamorto... se mai una volta te ne venisse la voglia.
Senti, dolcezza, le dico, tu sei affascinante, hai una figura stupenda e sei un tipo passionale...
E a che cosa mi serve tutto ci? ribatte lei. Per quanto ti riguarda; potrei avere anche la bellezza di Elena di Troia senza che a te faccia n caldo n freddo. Si direbbe che tu fossi un eschimese, tanto sei freddo.
Juanella, tu menti, le dico. Lo sai che, ogni volta che ti vedo, sono preso tutto da un fremito damore. Ma cerca un po di ragionare. Tu sai qual  la mia norma. Non mescolo mai lamore col lavoro.
Gi, fa lei. Tu sei un bugiardo patentato, peggio di Goebbels. Ad ogni modo ci non cambia nulla nei miei riguardi. Sono proprio sfortunata. Si accende la sigaretta. Dunque, che cosa vuoi sapere da me?
Immagino che tu sappia dov andata la tua amica Geraldine, Juanella, le dico.
No, mi risponde. Io so solamente che non  pi allalbergo. E ci terrei tanto a sapere dove si trova.
Anchio, le dico mentre mi accomodo meglio.
Questa  una di quelle belle serate piene di sorprese, proseguo. Indovina un poco: Sergio ed Edvanne sono morti.
Ella non dice una parola. Si alza, savvicina al mobile-bar e si versa una bibita. Poi si volta a guardarmi e intanto si appoggia alla credenza.
Talvolta mi pare dimpazzire! mi dice. Non mi dirai sul serio che quei due sono partiti per laltro mondo?
Eppure se ne sono andati, per sempre!
Juanella cade a sedere sulla poltrona pi vicina.
Ma  impossibile! mormora. Poi riflette:, Senti, Lemmy: che  successo a quei due?
Diverse cose, le dico. E le racconto la storia del biglietto passatomi da Edvanne di nascosto. Mi  parso che fosse spaventata, aggiungo. Bene, vado a trovarla nel suo appartamento e mi accorgo che  disposta a venire a un accordo. Si pu dire che ella abbia ammesso la responsabilit di Sergio nel ratto di Buddy. Poi mi ha detto che sarebbe andata da Sergio per vedere di persuaderlo a confessare tutto. Quando vado allappuntamento, li trovo entrambi morti. Edvanne lha ucciso e poi si  uccisa.
Juanella gonfia le labbra ed emette un sibilo.
Che cosa sai di quella donna? mi chiede. E perch ha fatto quel che ha fatto?
Lo sapevi che era la moglie di Sergio? le chiedo a mia volta.
Juanella scuote il capo.
No. Ma la cosa non mi sorprende.
Ebbene, le dico, Edvanne Nakarova era francese. Credo che fosse molto attaccata a Sergio, anche. Devessere stato un po duro per lei ucciderlo, eppure lha fatto.
Ma a che scopo? ribatte lei. Perch mai doveva fare una simile cosa?
Ella voleva che Sergio confessasse tutto, le dico. Invece laltro non ne ha voluto sapere. Ha tirato fuori la Berta e ha detto a Edvanne che se non taceva lavrebbe ammutolita per sempre. Cos Edvanne lo ha avvelenato, poi si  soppressa con lo stesso veleno.
Gi, mormora Juanella, ma intanto non mi dici il perch.
Ma se te lo sto dicendo, le faccio. Sergio era russo e Edvanne era francese.
E con ci? Che forse ogni donna che non ha la nazionalit del marito debba avvelenarlo?
Non sempre, Juanella, ma stavolta le cose sono andate cos.
Mi avvicino al mobiletto e mi verso da bere.
Senti, piccola, le dico, mi pare che gli avvenimenti precipitino in questo affare. Ben presto ci sar la sparatoria finale. E tu sarai uno dei primi bersagli, se vuoi credermi.
Dice lei:, Non c nulla da fare. Questa faccenda  superiore alle mie forze. Che cosa vuoi sapere, Lemmy?
Prima di tutto vuoi dirmi perch Willis Perriner si  interessato per farti avere un passaporto, e perch te ne sei venuta qui e hai preso sotto tutela Geraldine, senza che Larvey ne sapesse niente?
Ecco, la cosa si spiega facilmente, dichiara Juanella. Negli ultimi tempi le cose non andavano bene, in casa. Sin da quando io e Larvey ci trovammo con la sentenza in sospeso gli affari cominciarono ad andare maluccio. Mi  parso che qui ci fosse la possibilit di guadagnare qualcosa onestamente... Intanto mi si avvicina. Conosci il bar di Sam Fremer, Lemmy? domanda.
Faccio un cenno affermativo.
Mi trovavo l, una sera, prosegue, e udii qualcosa dinteressante. Willie Lodz era un po sbronzo e si vantava con una ragazza che gli stava al fianco. Le diceva che presto avrebbe guadagnato un sacco di denari. E fece il nome di Borg. Be, tu lo conosci Borg. Il pi famigerato specialista in ratti di persone, negli Stati Uniti. Borg si trovava dunque connesso alla faccenda.
Non sapevo che pensare della cosa quando, dopo qualche altro bicchiere, odo Lodz che nomina Perriner. Allora divento tuttorecchi. In citt tutti si chiedevano che cosa fosse avvenuto a Buddy Perriner. Immediatamente pensai che lavessero rapito. Cos andai a trovare Willis Perriner e gli feci una proposta.
E sarebbe?
Ecco, gli dissi che Buddy era stato rapito da una banda decisa a tutto, e che forse io potevo aiutarlo, purch lui mi finanziasse. Aggiunsi che non avevo paura di niente e che forse sarei riuscita a introdurmi in diversi posti dove la polizia non poteva fare nulla.
Sei proprio una donna piena di iniziativa, commento. E che ti disse Willis?
Willis mi parl di Nakarova. Secondo lui Nakarova era colui che aveva architettato il colpo. Aggiunse che si trovava a Parigi con Geraldine la quale era infatuata di lui. Disse che mi avrebbe appoggiata in tutto perch venissi qui, ad aprire gli occhi a Geraldine e a dirle che razza duomo fosse quel Nakarova. Insomma dovevo cercare dimpedire che ella facesse qualche sciocchezza.
Annuisco.
E suppongo che sia stata tu stessa a dire a Willis di non farmi sapere nulla della cosa? le dico.
Lhai proprio azzeccata, amore, mi fa lei. Perch, prima di tutto, pensavo che se tu avessi avuto sentore della cosa, mi avresti messo i bastoni fra le ruote, secondariamente perch mi sarebbe piaciuto riuscire a bagnarti il naso. Che bellezza, se fossi riuscita a salvare Buddy prima di te! E poi avevo bisogno di denaro. A ogni modo, prosegue Juanella, Willis Perriner era talmente disperato che approv la mia idea.
Juanella alza le spalle.
Non prevedevo di viaggiare sulla stessa nave, con te, mi dice. Ti scoprii fin dal primo giorno e ci mi spavent non poco. Mandai un marconigramma a Geraldine dove lavvertivo che sarei andata a raggiungerla per conto del padre e che, se voleva mandarmi qualche messaggio, doveva firmarlo LAmico. Decisi cos nel caso in cui tu avessi corrotto il raliotelegrafista di bordo. Certo non provai piacere vedendoti sul Fels Ronstrom. La considerai una disdetta, quella!
E lo sarebbe stata, se io ti avessi impedito di lavorare qui. Invece, come vedi, ti ho lasciato fare. Del resto puoi essermi laiuto. Dimmi un po, ora: chi si trova implicato nel ratto? Chi sono stati coloro che lhanno portato a termine?
Sono stati in tre, mi dice Juanella, Borg, Willie Lodz e una ragazza che non conosco, una bella ragazza. Tu non sai com Buddy Perriner. Sinnamora di ogni giovane che abbia un bel visino e una figura ben fatta. Perci suppongo che quelli ne abbiano scelta una apposta per lui. E fu la donna ad attirarlo nel luogo love venne poi rapito.
Non sai che faccia possa avere quella donna?
Juanella scuote il capo.
Perch? mi fa.  importante?
Io ghigno.
Senti, amore, ora ti dir qualche cosa di divertente. Stamani, quando sei andata a farti fare la permanente io sono venuto qui per dare unocchiata alle stanze. Avevo gi scoperto la fuga di Geraldine e speravo che ti avesse mandato un biglietto prima di andarsene. Mi son fatto dare la chiave dabbasso e sono salito a curiosare.
Mentre stavo nella tua stanza da letto ho udito qualcuno che si muoveva nello stanzino da bagno. Spiando dalla fessura delluscio, ho scorto una signora chic che cercava non so che cosa. Ora costei aveva una bella figura e un visino che era un amore. Mi domando se non fosse lei la complice di Willie e di Borg. Forse  lamica di Lodz.
Anche lei qui? fa Juanella.
Perch no? le dico. Borg ha parlato parecchio, stanotte. Ha ammesso di avere rapito Buddy ma non ha voluto fare il nome dei suoi complici. Se Borg  venuto a Parigi non vedo perch non potrebbero fare lo stesso Willie Lodz e la donna di cui si sono serviti. E poich cera una donna qua dentro a me pare che debba trattarsi di lei.
Ella annuisce.
Ma che vuoi fare, Lemmy? domanda. Se Nakarova  morto, mi sembra che non ci sia pi da preoccuparsi.
E invece c molto da preoccuparsi. Intanto non sappiamo ancora dove sia Buddy Perriner. Secondariamente non sappiamo dove sia andata Geraldine.
Hai qualche tua idea?
Certo, rispondo. Ma non te la dir. Comincio ad avere qualche idea luminosa, nella mia testa. Quanto a te, la prima cosa che devi fare entrare nella tua  questa: ti conviene comportarti lealmente, con me. Devi fare la brava ragazza, capito?
Ma io mi comporto lealmente, mi fa lei. E poi sono cos depressa. Mi preoccupa molto la piccola Geraldine, voglio dire.
Anchio sono preoccupato.
Mi concedo unaltra sigaretta.
Il fatto si , riprendo, che quel Zeldar, il segretario di Nakarova,  venuto stamattina, come dintesa, per dimostrarmi che la situazione finanziaria di Nakarova era alquanto prospera. Ora potrebbe darsi che Zeldar non sapesse nulla di questaffare e potrebbe darsi che ne sapesse qualcosa. Dobbiamo accertarcene. Tu sai dove abiti?
Juanella lo sa. Dopo che io ebbi lasciato il Cossack, Zeldar disse che si trovava alloggiato al Miramar, in Rue de la Paix.
Guardo lorologio.
Benissimo, le dico. Sai che cosa devi fare? Sono le tre meno venti. Alle tre e un quarto ti metti in comunicazione telefonica con Zeldar. Gli dirai che devi vederlo perch hai da riferirgli una cosa molto importante, e che venga qui al pi presto.
Come vuoi, fa lei. E che gli dir, quando verr qui?
Che importa? rispondo. Inventa tu qualche cosa. Raccontagli qualche storiella circa Nakarova o Edvanne. Digli che non riesci a trovare Geraldine e che ci ti tiene in orgasmo. Per fingi di non sapere che Nakarova  morto. Oppure di a Zeldar che sei una complice di Borg e che ti trovi coinvolta nel ratto di Perriner, in America. Stai attenta a quello che ti dice e fammelo sapere. Insomma ci che importa  che tu trattenga Zeldar qui, con le tue chiacchiere.
Juanella acconsente, e allora prendo il cappello. Sono gi alluscio quando mi fa:
Ehi, Lemmy! E che compenso ne ho, se mi rendo tua complice? Non sei capace di dare la buona notte ad una donna, in un modo decente.
Ritorno da lei e la bacio. Quella mi si avviticchia al collo e mi si attacca come una ventosa. Vi assicuro che la piccola ha un temperamento proprio focoso!
Quando riesco a staccarmi (e debbo faticare perch s incollata come la pasta adesiva) Juanella mi dice con voce trasognata:
C una cosa che mi piace in te, bello mio. A dispetto del tuo temperamento freddo, sai baciare. Se per caso tu dovessi impiantare un harem, chiamami pure.
Rimette a posto due riccioli. Poi aggiunge:
Stai tranquillo, amore. Sono la tua schiava. Tratterr lamico Zeldar anche a costo di fargli la danza del ventaglio. Hai fatto unaltra conquista. Ed ora fila, Casanova!
Quando ritorno in albergo faccio una doccia calda. Quindi mi distendo sul letto per riflettere sulla situazione che diventa sempre pi ingarbugliata.
Con quello che ho cavato a Borg e con ci che mi ha detto Juanella ricostruisco la trama cos:
Nakarova si reca a Nuova York e fa la corte a Geraldine allo scopo di avvicinarsi a Buddy. Al momento buono Borg, Lodz e una bella ragazza entrano in scena e rapiscono Buddy. Fatto il colpo Nakarova fila a Parigi. Geraldine, innamorata cotta, gli corre dietro. Willis Perriner preoccupato per il figlio, chiede lintervento della Polizia Federale e Wilks viene incaricato di compiere le indagini a Parigi.
Juanella sorprende la conversazione che avviene al Fremer Bar e ode quel tanto che le basta per capire lantifona. E, poich  una ragazza che sa il fatto suo, non si rivolge alla polizia bens va da Willis Perriner cui riferisce quanto ha udito.
Anche il vecchio Perriner cerca di fare il furbo. Non dice nulla alla polizia ma ottiene che Juanella possa partire immediatamente per Parigi dove vedr Geraldine. Le dimostrer che Nakarova  veramente un tipo da scartare e provveder a tenere docchio la ragazza, affinch non le capiti nulla di male. Contemporaneamente, Willis Perriner manda un cablogramma a Geraldine per annunciarle che Juanella sta per giungere col Fels Ronstrom.
Io, che viaggio sulla stessa nave, mando un cablogramma a Geraldine la quale in buona fede lo fa vedere a Nakarova. Quindi la ragazza manda un marconigramma a Juanella e lo firma lAmico. Sicch  stata Geraldine a mandare il marconigramma e non Sergio.
Sergio intanto intuisce che ci sono dei guai per aria. Ha scoperto che Rodney Wilks, indagando e fiutando, ha appreso qualche cosa e perci incarica Edvanne di farlo fuori e di presentarsi a me come se fosse Geraldine, tenendomi a bada finch non possa sbarazzarsi anche del sottoscritto.
Per egli non dice a Edvanne che la medicina che le ha dato uccider Wilks. Le dice che si tratta di una semplice droga che far addormentare lamico per qualche oretta, e quella gli crede.
Non appena ho visto Geraldine, arriva Juanella e le dice tutto quello che sa. Geraldine capisce che razza di tipo sia Sergio, ma preferisce restargli accanto e fingersi ancora innamorata di lui, perch le sembra che sia questo il modo migliore per avere qualche notizia sul fratello ed eventualmente scoprire dove quello labbia nascosto. Forse  la stessa Juanella a suggerirle la tattica perch in tal modo potr salvare Buddy prima di me e riscuotere un lauto compenso da Willis Perriner.
Cosi tutto resta chiarito, almeno fin qui. Zeldar viene incaricato da Nakarova di dimostrare che il suo principale ha messo in piedi unimportante azienda e di tenermi a bada per un certo tempo, in modo che essi abbiano agio di fare qualcosa... ma che cosa?
Nel frattempo Willis Perriner riceve il messaggio da parte dei rapitori. Egli deve mettere da parte quel ficcanaso di U. F. I. se non vuole che il suo ragazzo venga fatto fuori. Il vecchio si impressiona e obbedisce mandandomi quel cablogramma che sapete. Io fingo dobbedire.
Ma c qualcosa che non va, in questa presunta trama. Se quelli oramai aspettano solo il riscatto di Buddy Perriner, come mai Sergio si decide a far uccidere Wilks da Edvanne? Sa bene che, facendo ci, complica le cose maledettamente e inutilmente. Uccidendo Wilks, Nakarova compromette il proprio gioco. E allora perch lo ha fatto?
Forse ho trovato la risposta a questa domanda. Sergio si sar deciso a uccidere Rodney perch sperava di farla franca egualmente. Tanto che non s impressionato quando Edvanne gli ha detto che cero io sulle sue peste. Aveva una carta in serbo che gli permetteva di sentirsi sicuro.
Egli deve aver detto a Edvanne che cosera questa carta ma a lei non  piaciuta e per questo motivo Edvanne ha ucciso Sergio, dopo di che si  uccisa.
Nel frattempo Borg e i suoi amici cominciano a preoccuparsi per la loro parte di bottino. Qualcuno  riuscito a trovare abbastanza denaro perch Geraldine possa tentar di corrompermi, ma non ne ha trovato per pagare Borg e gli altri che eseguirono il ratto. Perci Borg viene a Parigi a reclamare quanto gli spetta e, per quello che ne so io, pu darsi che anche Lodz (un criminale capace di scannare sua nonna moribonda per dieci dollari) sia qui. Ci devessere pure la donna che li aiut nella faccenda, la stessa che credo di aver visto nel camerino da bagno di Juanella... ma che diavolo cercava, l?
Per Borg non sa dove si trovi Buddy. Nakarova ha manovrato con astuzia. Ora, dico io, potrebbe darsi che Nakarova fosse lunica persona a sapere dove Willis Perriner mander la somma per il riscatto... E se fosse lunica persona a sapere dove si trovi Buddy?
Infine c Geraldine. Dov andata la piccola? Perch mai se la fila allimprovviso e pianta in asso tutti, compresa Juanella?
Ebbene... forse so la risposta e se voi siete furbi come credo, potete azzeccarla a vostra volta.
E questo  tutto!
Ho appena terminato queste profonde riflessioni che il telefono comincia a trillare.
Scivolo gi dal letto e prendo il ricevitore. Guardo lorologio. Sono le tre e venticinque. Odo la voce di Juanella.
Senti, pezzo danimale, mi dice, quel Zeldar sta per venire da me e vorrei proprio sapere che cosa gli debbo dire.
Ma via, Juanella, le faccio. Gli dirai quello che ti ho detto. Cerca di tenerlo a bada per mezzora almeno.
Col cavolo! ribatte quella, risentita. Sono quasi le tre e mezzo. E se lamico tentasse di farmi dolce violenza?
Andiamo, non  il caso di allarmarsi, Juanella. Non sarebbe la prima volta che un tipo cerca di sedurti e si busca un pugno sul naso, per tutto compenso. Che impressione ti ha fatto?
Mi  sembrato molto diffidente, mi dice lei. Voleva sapere che guai ci fossero e io ho risposto che Geraldine  fuggita e che io sono preoccupata. Ho aggiunto che, secondo me, quella devessere fuggita con Nakarova, e che ho una mezza idea di avvertire la polizia. La cosa lo ha impressionato. Allora ha detto che sarebbe venuto qui senzaltro.
Bene, rispondo. Ora non devi fare altro che recitare una scena commovente, piangendo calde lagrime e parlando a vanvera finch potrai, cosa che non dovrebbe riuscirti difficile, dolcezza mia.
E riaggancio, per non udire le imprecazioni di Juanella. Scendo gi e mi faccio chiamare un tass che mi porta al Miramar. Scendo un po prima e mi avvicino a piedi. Do unocchiata alla casa. Si tratta di uno dei soliti edifici di parecchi piani, ad uso abitazione.
Suono il campanello e dopo un poco compare il portinaio e mi chiede che cosa voglio. Gli dico che sono un amico del signor Zeldar il quale  stato chiamato mezzora fa e mi ha pregato di aspettarlo.
Quello mi squadra e dice che va bene. Mi accompagna al primo piano e mi fa entrare in una specie di saletta daspetto. Dice che posso aspettare l perch il signor Zeldar passer, rientrando nel suo appartamento.
Se ne va. Dopo due minuti avanzo nel corridoio. La serratura della porta  di modello antico e cos non faccio fatica a forzarla, servendomi del grimandello che porto in tasca.
Chiudo luscio dietro di me e accendo la luce. Lappartamento  di tre stanze con sala di soggiorno e studio. Nello studio arde un bel fuoco. Sulla scrivania vedo diversa carte. Pare che riguardino lazienda di Nakarova: Gloydas, Nakarova e Haal. C un mucchio di polizze di carico riguardanti merci trasportate dai porti del Mediterraneo al porto di Delfzyl, localit olandese dove la societ ha una sitecursale. Fra le merci figura spesso il whisky.
Vado nellaltra stanza ma non vi trovo nulla di speciale. Pare davvero che questo Zeldar non sappia nulla del traffico particolare a cui si dedicava Sergio oppure  un tipo troppo furbo per lasciare carte compromettenti dove qualche intruso potrebbe vederle.
Mi seggo e comincio a ruminare. Sono alquanto deluso perch avevo proprio lidea che qui avrei trovato qualcosa dimportante, qualche buon indizio che mi avrebbe messo sulla pista buona.
Mi alzo, spengo la luce e mi avvio alla porta dellappartamento. Sono giunto in anticamera quando il campanello suona. Infilo la mano sotto la giacca e tiro fuori la Luger dalla fondina e poi la rimetto a posto perch suppongo che luomo dietro la porta non sia Zeldar. Prima di tutto, Juanella avrebbe trattenuto Zoldar pi a lungo e poi Zeldar non avrebbe suonato il campanello. Avrebbe aperto con la chiave. Immagino che il portinaio, pensando che Zeldar sarebbe tornato presto, abbia lasciato il portello aperto. E cos questo tizio ha potuto venire su comodamente.
Ora vedremo.
Accendo la luce dellanticamera, mi tolgo il soprabito e il cappello, accendo una sigaretta e, facendo finta di essere a casa mia, apro.
Un uomo alto, con la faccia affilata, sta sulla soglia. Fuma una sigaretta e ha la bocca contorta in una specie di sorriso. In mano tiene una pistola che punta in direzione del mio ombelico.
Pare un tipo deciso.
Calma, amico, mi fa. Indietreggia di qualche passo. Penser io a chiudere la porta. E non cercare di fare qualche trucco se non hai voglia di passare un guaio.
Gli dico grazie tante e faccio come dice lui. Quello si chiude la porta alle spalle e mi fa entrare nello studio. Accende la luce.
Sentite, amico, gli dico, non avete sbagliato indirizzo, per caso? Perch non mi pare di conoscervi.
Quello getta il cappello su una sedia. Mi tiene sempre la pistola puntata.
Non mi sbaglio, mi fa. Mi chiamo Lodz... Willie Lodz. Mi fermer qui fino al ritorno di Nakarova. E non me ne andr finch qualcuno non mi avr dato cento biglietti da mille. Se non li avr, qualcuno se ne pentir amaramente... vedrai!
...
.
...
CAPITOLO 10. 
UN BARLUME.
...
.
...
Mi trovo nel mezzo dello studio di Zeldar, intento a guardare Lodz. Credetemi, mi sento talmente felice, che non cambierei posto con nessuno, perch la mia ispirazione era giusta. Lo sentivo che avrei trovato qualche cosa nellappartamento di Zeldar. E lho trovata, infatti. Vi ho trovato Lodz.
Mi dice:, Siediti.
Vede una bottiglia sul tavolino allangolo. Vi si avvicina e si versa da bere. Tiene sempre puntata su di me la pistola ma non mi preoccupa molto. Deve credere che io sia il padrone di casa e non sa che sotto il braccio sinistro tengo la pistola la cui presenza mi  di grande conforto, in questa occasione.
Ora si avvicina al camino. Sembra contento di se stesso.
Mi domanda:, Sei tu, Zeldar?
Gli dico che no. Gli dico che sono il segretario di fiducia di Zeldar. Quello ghigna.
Per me fa lo stesso, dice. Dov Zeldar?
Sar in giro.
Gli chiedo se posso fumare. Lo faccio tanto per abituarlo a vedermi muovere le mani.
Fuma pure, mi risponde.
Tiro fuori una sigaretta e laccendo. Dico al mio uomo:, Immagino che Zeldar non sar sorpreso di vederti. Sebbene possa sorprenderlo il fatto di trovarti qui con la pistola in pugno.
Ah si? fa lui. Quello sporco bastardo che ci ha truffati...
Senti, Lodz, gli dico come se non mi piacesse udire gli insulti contro Zeldar, non ti pare di esagerare alquanto? Zeldar non ha truffato nessuno.
Ah, no? risponde Lodz. Ebbene, c qualcuno che mi ha truffato e, tanto per tua norma, non sono proprio il tipo da tollerare certi scherzi!
Ma dico, che cos che non va? gli domando fingendo di saperla lunga. Forse Nakarova non ha pagato?
Quello si volta e sputa sul fuoco.
Zeldar lo sa bene che il Russo non ha pagato! dice. Quel conte della malora mi ha giuocato. Eravamo rimasti intesi che avrei avuto la paga a Nuova York, ma non  mai arrivata. Dopo che ho fatto il mio lavoro con Borg e la ragazza, portando via quel tale Perriner, imbarcandolo a bordo del battello e cercando di fargli capire la ragione, che cosa ti trovo? Che Nakarova se l filata qui e per tutto compenso ricevo una lettera. Perci, eccomi da queste parti.
Comincio a lanciare in aria qualche anello di fumo. Ci mi d tempo di riflettere.
Poi gli faccio:, Ebbene, lhai visto? E che ti ha detto, lui?
Nakarova non lho visto, mi risponde, non sono riuscito a scovarlo. Credo che lamico se ne stia alla larga da me. Laltra sera, veramente, avrei potuto rintracciarlo, ma non ho voluto. Non so chi potesse esserci, con lui. Forse cerano dei compari. Avrei voluto parlargli a quattrocchi, capisci, mostrandogli la Berta. E ti assicuro che se gli mettevo le mani addosso non lo mollavo. Perci ho telefonato al suo appartamento. Mi ha risposto una signora.
Accenno di s col capo. Immagino che la signora fosse Edvanne.
A che ora hai telefonato? domando distrattamente.
Verso le due e mezzo. Ho chiesto del colonnello Nakarova. Quella mi ha risposto che non cera, che non sarebbe tornato, che era andato via... Allora le ho detto che io ero Lodz e le ho domandato se cera qualche messaggio per me. Quella mi ha detto che cera, si. Dovevo andare da Zeldar. E mi ha dato anche lindirizzo.
Internamente me la rido. Capisco come  andata. Dunque costui ha telefonato dopo che Edvanne ha avvelenato Nakarova. Perci Edvanne gli risponde che laltro non c, ch andato via... il che  perfettamente vero perch Nakarova  andato via definitivamente. E quindi Edvanne giuoca un tiro birbone a Zeldar. Ella  sul punto di sopprimersi, ma prima di andarsene vuole dare qualche noia a Zeldar. Edvanne sa che Nakarova non ha pagato Lodz. Perci gli dice di venire qui e di farsi pagare seduta stante.
Mica male come trovata.
Dico a Lodz:, Senti, amico, credo che tu abbia torto. Credo che tabbiano male indirizzato. Sono convinto che chi ti ha truffato  stato Nakarova. Quello deve aver ingannato tanto te che Zeldar. Ci scommetto che, quando Zeldar torner, sar il primo a congratularsi con te per il buon lavoro sbrigato e tu non avrai da preoccuparti per la tua paga. Zeldar  un uomo fidato. Ti pagher senzaltro.
Le mie parole gli vanno. Sembra pi tranquillo, ora.
Ho quasi terminato di fumare la mia sigaretta. Getto via il mozzicone, apro il portasigarette e ne prendo unaltra. Mi alzo e porgo lastuccio a Lodz che, a sua volta, prende una sigaretta. Chiudo il portasigarette e fingo di metterlo nella tasca interna della giacca. Invece lo lascio cadere, prendo la Luger e la cavo dalla fondina. Lodz tiene la destra, quella armata, penzoloni lungo il fianco. Si  appena portato la sigaretta alla bocca, quando vede la pistola che sta uscendo di sotto la giacca. Come fa per alzare il braccio destro mollo un calcio col piede sinistro e colpisco la mano. Mi trovo appena ad un paio di passi da Lodz e, mentre avviene lo scontro fra la sua mano destra e il mio piede, lo colpisco alla testa con il calcio della Luger. Lodz cade davanti al camino. Dormir almeno per dieci minuti!
Non perdo tempo. Gli tolgo larma, filo in anticamera, prendo cappello e soprabito e apro luscio. Ritorno di l, mi carico in spalla lamico; solo quando lo porto sento che laltra spalla mi fa male, quella dove mi ha colpito la cara Edvanne.
Spengo le luci, esco dallappartamento e chiudo luscio dietro di me. E mentre scendo continuo a pregare affinch Juanella sia riuscita a trattenere quellaltro.
Sono fortunato. Esco dal portone e mi trovo in strada. Fa un buio dinferno. Svolto per una strada laterale e proseguo in cerca di una cabina telefonica. E intanto penso che loscuramento mi  di grande aiuto, altrimenti qualcuno potrebbe chiedersi che cosa sto facendo.
Cinque minuti dopo trovo la cabina telefonica. Vi caccio dentro Lodz, in un angolo, poi chiamo la Sret Nationale. Dico allagente di notturna chi sono e lo prego di darmi lispettore capo Erouard. Aspetto tre minuti e finalmente il mio amico viene allapparecchio. Dalla voce, capisco che stava dormendo. Gli spiego la situazione e lo prego di mandare una macchina della polizia a prelevare Lodz. Lo prego, inoltre, di mettere due agenti di guardia davanti alla casa di Zeldar.
Fatelo arrestare con una scusa qualunque, concludo, e tenetelo dentro finch io non vi far sapere qualcosa.
Erouard dice che, a quanto pare, gli ingranaggi sono in movimento.
Eccme! rispondo. Roba da matti! A proposito, vorrei che telefonaste allaeroporto e mi faceste mettere un aeroplano a disposizione... Come?... No, per ora non posso spiegarvi nulla di pi, ma fra due o tre giorni sar di ritorno e vi racconter tutto.
Prima di riappendere il ricevitore, gli accenno al mio accordo con Juanella e lo avverto che ricever una visita da lei. Gli spiego che Juanella  ormai unalleata e che, alloccorrenza, bisogna aiutarla. Mi dice che i miei metodi sono veramente originali.
Ancora non sapete il pi bello! rispondo. Arrivederci.
Riappendo il cornetto. Willie dorme ancora placidamente. Frugo nelle sue tasche: trovo un portafoglio e alcune carte. Mi caccio tutto in tasca, poi strappo il cordone del telefono, tolgo la sciarpa a Lodz e lo lego mani e piedi.
Finalmente me la squaglio. Poco propizia la serata, per Lodz.
Sono quasi le cinque quando ritorno al Dieudonn. Juanella sbadiglia da smascellarsi e appare affascinante davvero, nella vestaglia di crespo di Cina color pesca.
Comincia subito a parlare ma io le dico di tacere e di riposarsi e di darmi una bibita, perch tra poco avr molto da fare.
Juanella mi d quattro dita di whisky e telefona per ordinare due tazze di caff. Dopo di che si sdraia sul divano e fa il broncio.
Esamino le carte che ho preso nelle tasche di Lodz. Fra di esse trovo la seguente lettera.
Caro amico, non c alcun motivo di preoccuparsi perch tutto proceder bene, a Parigi. Quando il risultato sar sicuro il denaro verr senzaltro. Pazientate e dite alla vostra graziosa amica di pazientare anche lei. Fra poco potr adornarsi di diamanti.
Il pericolo di un tradimento, come voi dite, sar evitato dal fatto che, qualora sia necessario, il secondo giro di vite pu essere dato qui a Parigi. Ci penseranno i miei amici. E se le cose si mettessero male la loro organizzazione di Londra, ben preparata alla pari delle altre, pu funzionare.
Ci rende tutto facile. I vostri timori, che il nostro giovane amico si dimostri ostinato, sono infondati. Anche se egli non ha paura di morire, col secondo giro di vite diverr pi arrendevole. Se ci tenete venite pure, potremo vederci fissando un appuntamento. Ma siate prudente. Lunica cosa che mi preoccupa  Edvanne. Se venite a Parigi state in guardia. Davanti a lei parlate solo dei nostri accordi dAmerica. Se venite portate anche la vostra graziosa amica. Riuscirebbe a intenerire un cuore di sasso.
Sergio.
Rido. Comincio a vedere un po di luce alla fine! Questa, lettera, scritta da Sergio a Lodz, a Nuova York, quando Willie cominciava a preoccuparsi per i quattrini, mi dice parecchio.
Arriva il caff e Juanella lo versa. Le do una sigaretta e le dico di sedersi e di starmi a sentire.
Ora io debbo partire e tu bada di fare esattamente come ti dico. Altrimenti pu darsi che tu assista ai miei funerali.
Juanella mi chiede dove voglio andare.
Tu bada ai fatti tuoi, la redarguisco. Conto di essere di ritorno fra quattro o cinque giorni e, con un pizzico di fortuna, spero di portare buone notizie per tutti. Ecco come vedo la faccenda, per mio conto:
Sergio Nakarova non era lorganizzatore di questo ratto. Sergio era soltanto un luogotenente di Zeldar, lorganizzatore di tutto.
Sergio si reca a Nuova York e, dopo aver adescato Geraldine, fa rapire da alcuni specialisti Buddy Perriner. Incarica della cosa Willie Lodz, Borg e lamica di Lodz. Ma, al momento, Lodz non sa che dietro a Nakarova c qualcun altro, e il Russo si guarda bene dallinformarlo.
Willie e i suoi complici rapiscono Buddy, e Sergio se ne viene qui, sapendo che Geraldine lo seguir.
Poi Wilks ha sentore della trama. Sergio riceve lordine di sbarazzarsi di Wilks, altrimenti non ricever il compenso pattuito. Ci lo preoccupa tanto pi che Lodz insiste gi per essere pagato. Sergio scrive perci a Lodz la lettera dove gli dice che il lavoro  riuscito bene e che il denaro ci sar, una volta assicurato il risultato. Riferisce a Lodz, per la prima volta, che ha degli associati nellimpresa e Lodz, arrabbiatissimo, viene qua. Con lui viene la sua amica (la donna che ho visto nel tuo camerino da bagno, intenta a cercare chiss che cosa).
Nel frattempo Edvanne ha ucciso Sergio e si  uccisa. Perch? Lo sapeva bene che Sergio aveva fatto rapire Buddy. Ebbene te lo dir io perch ella lha fatto. Lha fatto per impedire a Sergio di fare qualcosaltro che stava maturando, e anche perch ella aveva appreso che cosa si celava dietro il ratto.
Benissimo, Sherlock, dice Juanella. Ammettiamo pure che Edvanne abbia agito cos perch la sapeva lunga. Ammettiamo pure che dietro il ratto vi fosse dellaltro. Ma perch mai ella avrebbe dovuto uccidersi? Perch non ha invece denunciato Sergio? Ci le avrebbe permesso di restare in buoni rapporti con te, fra laltro.
Hai ragionato bene, Juanella, le dico.  appunto questa la parte pi interessante della faccenda. E anche quella che pi mi preoccupa. Ebbene conosco la risposta a tali domande e gi ti ho detto qual . Edvanne ha soppresso Sergio perch ha scoperto tutto il retroscena e quindi si  ammazzata perch ha compreso che non avrebbe potuto impedire ci che Zeldar e Sergio avevano gi progettato.
Juanella si stringe nelle spalle.
Forse sono stupida, dice. Eppure non capisco.
Cerca di far lavorare il cervello, Juanella, le dico. Perch un uomo rapisce un altro? Lo rapisce per farsi pagare il riscatto, nevvero? Ebbene, Willis Perriner non ha ancora ricevuto la richiesta del riscatto da pagare. Dapprima credevo che lavesse ricevuta, invece mi sono sbagliato.
Come fai a sapere che ti sei sbagliato? domanda Juanella.
Prima di tutto quelli non hanno percepito alcun riscatto. Non  forse vero che Willie Lodz e Borg e lamica di Lodz protestano come disperati per avere il loro compenso? Poi c unaltra cosa: Geraldine  scomparsa, nevvero?
 vero. E con ci? Forse sono tarda di mente, ma non capisco che cosa centra la scomparsa di Geraldine.
 naturale che tu non possa capire, amore. Ebbene, cerca di riflettere. Prima di tutto Geraldine sapeva ormai chi fosse Sergio Nakarova perch glielavevi detto tu stessa. Le avevi dimostrato che egli la corteggiava allunico scopo di rapire Buddy. Sai quindi che Geraldine restava al suo fianco unicamente perch sperava, cos, di scoprire dove fosse suo fratello.
Ebbene, la giovane scompare. Ma non lhanno rapita.  uscita dallalbergo col bagaglio e se n andata allinglese. Perch?
Gi, fa lei. Perch?
Perch le era stato detto di fare cos, le dico. Perch Buddy Perriner non  stato rapito allo scopo di ricavarne un lauto riscatto, Buddy Perriner  stato rapito perch volevano fargli fare qualcosa e per indurre suo padre a fare qualcosa. Guarda, e le mostro la lettera che ho trovato indosso a Willie Lodz, guarda quel che dice qua:
I vostri timori, che il nostro giovane amico si dimostri ostinato sono infondati. Anche se non ha paura di morire, col secondo giro di vite diverr pi arrendevole.
Questo ratto  un vero poema, le dico. Rapiscono Buddy Perriner perch vogliono che faccia qualcosa. Poi si mettono a contatto con Willie Perriner e gli dicono che cosa deve fare. Sanno che il vecchio lo far per evitare che Buddy venga ucciso. Ma quelli ricorrono a un secondo giro di vite per decidere Buddy a ubbidire ai loro voleri.
Juanella mi guarda con tanto docchi.
Accidenti!
Hai capito, ora? le dico. Dunque qualcuno telefona a Geraldine, le dice di preparare le valigie e di recarsi in Inghilterra in volo. Le dice anche di filare senza parlare con nessuno. E infine lavverte che, se non ubbidir, Buddy verr fatto fuori.
Ora la situazione  questa: quelli hanno in mano loro entrambi i figli di Perriner. Se Buddy non obbedisce gli dicono che uccideranno la sorella. Se ella non esegue gli ordini le dicono che uccideranno Buddy. Se il vecchio Perriner non fa quanto ordinano, li faranno fuori entrambi. Cosa che faranno in qualsiasi evenienza perch dovranno farlo.
Juanella non apre bocca. Si avvicina al mobile-bar e riempie due bicchieri. Me ne porge uno.
Ebbene, beviamo alla salute dei due ragazzi, mi fa. Che Dio li assista.
Glielauguro anchio. Per ancora c una speranza.
Che farai con Zeldar, Lemmy? Mi domanda Juanella. Quando  venuto qui era fresco come unanguria. Gli ho detto che ero molto preoccupata per Geraldine e che pensavo anche di rivolgermi alla polizia. Zeldar non ha battuto ciglio. Ha convenuto che forse era una buona idea. Poi ci ha ripensato e ha aggiunto che, dovendo recarsi in mattinata dal tuo amico Erouard per rispondere a una certa inchiesta che la Sret fa per conto tuo, gliene avrebbe parlato lui stesso. A me pare che Zeldar abbia gi pronta la scappatoia.
Io ghigno.
Non preoccuparti per lui, le dico. Credo che a questora labbiano gi messo dentro. Mi sono accordato con Erouard di mandare due agenti ad aspettarlo a casa.  una bella cosa per me, perch non voglio avere quel tipo alle calcagna; l dove mi reco.
Che stai per fare, Lemmy?
Un viaggetto a Delfzyl, in Olanda, le rispondo. Quando ero nellappartamento di Zeldar, mi  venuta unidea. Le sole cose che ho trovato fra le sue carte, sono alcune polizze di carico di certe spedizioni di whisky dai porti del Mediterraneo. Il whisky va a Delfzyl e a Delfzyl si trova una delle succursali della Societ Gloydas, Nakarova e Haal. Quei documenti sul momento mi sono parsi privi di ogni interesse. Invece ora ne acquistano e parecchio.
Sicch, hai unidea?
Ho una grande idea. Guarda, alcuni giorni fa ho dato unocchiata alla stanza di Rodney Wilks. Qualcuno laveva gi perquisita, e aveva fatto un lavoro quanto mai accurato. Eppure non si  accorto che Rodney mi aveva lasciato un messaggio. Era scritto a matita sul verso di una busta. Non ci ho capito unacca, al momento, perch talvolta sono un po ottuso. Diceva lannotazione: Before seven. Will you have it straight? And how much?
Ho riflettuto su quel messaggio dannato continuamente, da quando lho letto. Era cos evidente, cos chiaro che non riuscivo a capirlo. Ma mentre venivo qui, ho trovato di colpo la spiegazione.
Juanella  tutta vibrante di curiosit.
Ebbene, che cosa significa? mi fa. Me lo dici, si o no?
S, che te lo dico. Before seven.3 Che forse il mio numero didentificazione federale, in questo viaggio, non era B. 47? Non era il numero che mettevo su ogni marconigramma mandato alla direzione per dimostrare che veramente proveniva da me? Ebbene, era questo che Rodney voleva dire, per farmi capire che il messaggio era diretto a me.
Le parole seguenti: Will you have it straight? (lo volete liscio?). Be, che cos che si prende liscio? C una sola cosa che mi  sempre andata liscia in vita mia... ed  il whisky. E la terza espressione: And how much? (e quanto?). Quando chiedo un whisky liscio quanto ne voglio? Quattro dita, no? E Zeldar  un tipo che non pu servirsi di quattro dita della mano sinistra. Dita che sono straight, cio diritte, rigide.
Cos il povero Rodney mi dava la chiave del mistero, in poche parole. Mi diceva che il luogo dove va il whisky  quello che io cerco, e mi diceva che luomo da ricercare  Zeldar, luomo con le dita rigide.
Juanella si alza. Guarda fuori attraverso le tendine. C, nel cielo, un barlume di luce grigia.
Stai in guardia, Lemmy, mi fa. Penso che se quelli ti prendono non ti tratteranno con troppi riguardi.
A chi lo dici! Ma se tu credi che io vada in Olanda come Lemmy Caution, ti sbagli di grosso. Sar Willie Lodz che va a riscuotere deciso quanto gli spetta. Suppongo che le sole persone che abbiano visto Willie siano Nakarova (che  morto) e Zeldar (che sar gi al fresco).
Be, in bocca al lupo, allora. Mi dice. E io che far?
Per il momento procurami un biglietto e una busta, le dico.
Appena me li d, mi seggo e scrivo una lunga lettera al mio vecchio amico, ispettore Herrick, della Sezione Speciale di Scotland Yard, a Londra. Gli riferisco lintera faccenda cos come la vedo io. Gli raccomando di svolgere indagini a Londra, per vedere se ci sia qualche succursale della Gloydas, Nakarova e Haal e per cercare di mettere le mani su Geraldine. Gli dico inoltre di fare le cose alla svelta perch si tratta di un affare importante.
Terminata la lettera la chiudo e la do a Juanella. La prego di andare da Erouard, dopo un paio dore di onesto riposo. Si metter daccordo con lui per raggiungere in volo lInghilterra. Appena giunta andr da Herrick direttamente. Juanella dice che va bene.
Prendo il cappello e vado via. Quando sono fuori dalluscio mi accorgo che Juanella deve considerare la cosa molto seria perch non mi ha chiesto neppure un bacio.
...
.
...
CAPITOLO 11. 
LIDEA DI ARDENA.
...
.
...
Dalla strada sottostante mi giunge un rumore di passi cadenzati; penso che debba trattarsi di altri richiamati olandesi che si recano a Grningen.
Spengo la luce della camera da letto e guardo fuori. Fa un buio di pece e il vento sibila attraverso la vecchia citt.
Abbasso accuratamente le tendine e ritorno al lavabo per darmi unocchiata nello specchio. Mi sembra di assomigliare abbastanza allidea che uno si pu fare di Willie Lodz, sempre che non labbia gi conosciuto.
Indosso un bel vestito. Con la cravattina a farfalle e il mento non troppo ben rasato ho unaria confacente alla parte che devo sostenere.
Ma non mi sento tanto per la quale, perch in questa faccenda c qualche rischio. Pur essendo entrato in Olanda col mio vero passaporto, mi sono registrato in albergo col nome di Willie Lodz. E se qualche agente locale, animato da sacro zelo, mi chiedesse il passaporto, potrebbero nascere dei guai.
Forse vi sar capitato di vedere qualche quadro raffigurante una citt olandese, di quelli che si dipingevano nel cinquecento. Ebbene, in tal caso moltiplicatelo e sommatelo con le altre vedute dello stesso tipo, e avrete unidea della citt di Delfzyl. Prima di questa guerra la citt non aveva alcuna importanza perch non conta pi di diecimila abitanti, e ha un vecchio forte diroccato. C, inoltre, un porto dove i marinai indossano certi calzoni a campana quanto mai buffi. Cos ora vi ho descritto ogni cosa.
Prendo la bottiglia di whisky e me ne verso un bicchiere. Poi afferro la Luger e la infilo nella fondina, sotto il braccio sinistro.
Credo che ora mi metter in moto.
Cammino da dieci minuti quando spunta la luna e rende le cose un po pi facili. Procedo alla svelta, tenendomi nelle zone in ombra, perch ci sono gendarmi e sentinelle appostate lungo la via principale che conduce al porto. Tutta gente che diventa curiosa, vedendo una faccia nuova.
Intanto prego con fervore affinch le informazioni che mi ha dato quel tizio del consolato americano, circa lubicazione della succursale della Gloydas, Nakarova e Haal, siano esatte. Perch ho limpressione che si tratti di una sera decisiva, per me.
Svolto nellultima strada, a destra del porto, e cerco una colonnetta bianca. Dopo un po la scorgo. Guardo di fronte e vedo immediatamente lufficio. Si tratta di un edificio a due piani dipinto in bianco. Sulla facciata riesco a leggere linsegna, Gloydas - Nakarova - Haal.
Aspetto un minuto quindi mi aggiusto il cappello alla malandrina e faccio per attraversare la strada. Proprio in quel momento la porta si apre e due persone escono.
Mi ritiro nellombra e aspetto. Quelli si dirigono verso la citt. Si tratta di un signore e di una signora. Luomo  aitante e la donna  proprio ben fatta e cammina in un modo ch un piacere vederla.
Mi metto dietro a loro. Forse quel tizio  Gloydas. In tal caso  proprio luomo che cerco.
Quelli non hanno premura. Ora la dama ha infilato un braccio sotto quello del cavaliere cosicch si direbbe che i due se la intendessero.
Svoltano a destra e quindi a sinistra, poi entrano in un locale ben illuminato. Quando giungo sul posto vedo che si tratta di una taverna. Spingo il battente e do unocchiata in giro.  una delle solite taverne olandesi, col pavimento di legno, le pareti rivestite di quercia e una galleria che corre tuttintorno alla sala a circa tre metri dal suolo con una scala che porta su, da un lato. Di fronte a me, c un bel camino dove arde un gran fuoco e, sotto la galleria, tuttin giro, si vedono tavoli di quercia.
Poi ricevo una forte impressione. Luomo che ho seguito  seduto al tavolo, nellangolo pi lontano e mi volta le spalle. Dallaltra parte sta la signora. Parla con seriet.
Ed  la stessa donna che ho visto intenta a frugare nello stanzino da bagno di Juanella, nellHtel St. Anne. Sono pronto a scommettere tutto il t della Cina contro un pugno sul naso che si tratta dellamica di Lodz.
Me ne esco alla svelta e mi appoggio al muro. Dopo qualche minuto mi guardo in giro e trovo un rientro dallaltro lato della strada. Mi ci colloco e intanto rifletto intensamente.
Dopo circa quindici minuti quelli escono. Li seguo, lungo la strada. Si dirigono di nuovo verso il corso, lo percorrono per una cinquantina di metri e poi svoltano a sinistra. Quando svolto anchio vedo il tizio che se ne sta sui gradini di un albergo e confabula con la donna. Sembra che le stia dando la buona notte.
Dopo un poco quella entra e luomo ritorna indietro dalla mia parte. Svelto mi nascondo in un vicolo, finch egli non  passato.
Be... mi sembra di non avere molto da rallegrarmi. Vengo da queste parti con lintenzione di giuocare qualcuno, presentandomi nei panni di Lodz, e mimbatto proprio in colei che mi pu smentire clamorosamente! Poteva andare peggio di cos?
Rifletto, dopo aver acceso una sigaretta. Poi prendo la mia decisione. Getto via la sigaretta e mi dirigo verso lalbergo.  una specie di pensione con le finestre adorne di felci.
Entro. Dallaltra parte del vestibolo c un ufficio, con lo sportello di vetro. Dentro siede un signore grassoccio. Sonnecchia, e una grossa pipa gli pende dalla bocca.
Gli domando se parla inglese e lui mi fa ja. Allora gli dico che sono un americano e che cerco certi amici con cui dovevo incontrarmi. A causa di un equivoco, non ci siamo trovati. Gli chiedo se pu farmi dare unocchiata al registro per vedere se ci sono i loro nomi. Intanto prego lOnnipotente che limpiegato non mi domandi come si chiamano i miei amici.
Sono fortunato. Quello spinge il registro dalla mia parte e mi dice di guardar pure.
Guardo. C un solo nome che possa adattarsi alla mia dama. Ella ha avuto la stanza N. 15 e s registrata come miss Ardena Vandell di New York City, U. S. A.
Emetto una esclamazione come se fossi proprio lieto. Dico al signore grassoccio che  proprio quella, la persona che cerco. Lui sembra compiacersi quasi quanto me. Dice che mander di sopra ad avvertire. Io gli dico di no, perch intendo fare una sorpresa a miss Ardena, una mia parente, che rester sbalordita vedendomi.
Laltro si risiede e mi dice di andare pure su, che la stanza si trova al terzo piano.
Accendo una sigaretta e mi avvio su per le scale.
Fuori del N. 15 estraggo la Luger dalla fondina e la metto sotto il soprabito. Poi busso alluscio. Dopo un minuto Ardena mi apre.  proprio lei, la signora che vidi nel camerino da bagno di Juanella!
Il corridoio dove mi trovo  in penombra ma la stanza, alle spalle di lei,  bene illuminata. Cos ella si staglia nettamente nel riquadro della porta. Guardandola da vicino devo convenire che Lodz ha buon gusto, in fatto di donne. Intanto la ragazza mi guarda con le sopracciglia inarcate.
Le faccio vedere la Berta.
Statevene buona, piccola, le dico con dolcezza, e non fate baccano. Ho bisogno di parlarvi.
Ardena sembra proprio sorpresa e fa qualche passo indietro nella stanza. La seguo e chiudo luscio alle mie spalle. Rimetto la pistola al suo posto.
Ella va presso il camino dove arde un bel fuoco. Si mette con le spalle rivolte al fuoco e mi fissa.  fresca come unanguria. Porta le mani dietro il dorso. Vi ho gi detto che costei ha un bel personale, ma ci vuol altro per darvi unidea della sua bellezza.
Ha i capelli neri come la notte, gli occhi di un azzurro fondo, una pelle stupenda e certi lineamenti perfetti al cento per cento. Mi sembra anche, a giudicare dal suo contegno, che sia piuttosto una pellaccia. Poso il cappello su una sedia e mi offro una sigaretta. Ne offro una anche a lei e gliela accendo. Intanto penso che ci vorrebbe almeno un terremoto per impressionarla. E non so se ci riuscirebbe.
Veniamo al fatto, le dico. Ho una vaga idea, Ardena, che tanto io che voi ci troviamo in un pasticcio e poich voi siete lamica di Willie Lodz vi dispiacer apprendere che lui  in una situazione ancor peggiore. Ecco perch sono venuto a trovarvi.
Ella fa uscire lentamente il fumo dalle narici. Poi dice:
Dunque Willie si trova nei guai, eh? Ci  molto interessante. E voi chi siete?
Sono pronto alla risposta.
Bisogna risalire al 1932, le dico. Willie Lodz si trov ai ferri corti con la polizia dello stato di Michigan a motivo di una rapina sullautostrada. Cera un complice, in sua compagnia... un dritto, certo Hoyt. La polizia cattur Lodz ma Hoyt riusc a scappare.
Io sono Charlie Hoyt, proseguo. Avete mai sentito parlare di me?
S, ne ho sentito parlare, risponde Ardena. Ma ditemi di Willie.
Willie si trova al fresco a Parigi. Non credo di sbagliare se vi dico che era andato laggi allo scopo di ritirare la sua quota di compenso a proposito del ratto di Buddy Perriner e se aggiungo che vi ha mandato in Olanda per la stessa ragione. Perch egli  un giovanotto in gamba e sapeva che, se non fosse riuscito ad ottenere quanto gli spettava in Francia, forse voi lavreste potuto incassare qui.
Ebbene, temo che Willie abbia perso la testa. Lo incontrai qualche giorno fa a Parigi, dove io mi trovavo da qualche anno, e mi parl di questo colpo. Mi disse che forse avrebbe avuto bisogno del mio aiuto per incassare il compenso e che, in tal caso, me ne avrebbe dato una parte. Dunque, credo che abbia perso la pazienza e sia andato per farsi pagare, munito della Berta, da un certo Zeldar. Ma lo Zeldar fu pi furbo di lui e avvert la polizia e cos Willie fu preso.
Quattro giorni fa Willie pot parlare col suo avvocato e mi mand una lettera per mezzo suo. Mi diceva che la sua ragazza (e alludeva a voi) si trovava qui e che avrei fatto bene a raggiungervi per darvi una mano. Willie pensa che le cose potrebbero mettersi un po male da queste parti.
Ella sorride.
Credo che abbia ragione, mi fa. Gradite una bibita?
Le rispondo di s. Quella va alla credenza e mi versa da bere. Poi mi dice:
Non  che non vi creda, Charlie, ma voglio essere prudente quanto mai. Ditemi ancora qualcosa circa questo affare.
Vi dir tanto che ne resterete stupita. Peccato che non ho portato con me la lettera mandatami da Willie! Vi farebbe rizzare i capelli. Quei farabutti hanno ingannato tanto voi che lui!
Ella inarca nuovamente le sopracciglia.
Si? fa. E come?
Ascoltatemi, le dico. Al principio dellanno quel colonnello conte Sergio Nakarova e altri dritti studiano il colpo. Innanzi tutto devessere rapito Buddy Perriner e la prima mossa del gioco spetta a Nakarova (che  un belluomo). Lui deve recarsi negli Stati Uniti e recitare la commedia con Geraldine Perriner, una ragazza piena di temperamento che abbocca facilmente.
La seconda mossa  questa: quando Nakarova  riuscito a far colpo su Geraldine, altri provvederanno a rapire suo fratello.
Ebbene, tutto va per il meglio. Nakarova affida a Willie Lodz, a Borg e a voi il compito del rapimento, ma da quel farabutto che  vi gioca indegnamente. Vi fa credere che si tratta di uno dei ratti consueti e che, una volta portato Buddy a bordo di quel battello, una lettera minatoria sar mandata al padre. Appena quello spedir la somma, Buddy sar messo in libert e voi riceverete ognuno la propria parte di grano. Questo vi disse Nakarova, non  vero?
Mi par di capire che cera sotto qualcosaltro, dice lei tranquillamente. Proseguite, Charlie!
Io sto sulle spine e mi auguro di non fare qualche strafalcione nel mio racconto.  evidente che la ragazza vuole accertarsi se tutto quello che le dico  esatto.
Ma certo che cera sotto qualcosaltro, le dico. Del resto lo potete vedere da voi stessa. Una volta rapito Buddy, Nakarova continua a far la corte alla ragazza. Poi se la fila a Parigi. Ma prima di partire si mette daccordo con Geraldine che dovr seguirlo. Infatti, un paio di settimane dopo quella simbarca e va a Parigi.
Nel frattempo Willis Perriner avverte la Polizia Federale e questa manda un agente, certo Wilks, in Francia, per indagare. Intanto Borg, Willie e voi vi domandate dov la vostra parte di grano quandecco, Willie riceve una lettera da Nakarova in cui lamico dice che il denaro ci sar non appena sar sicuro di un certo risultato, a Parigi. Che forse Willie non vi ha mostrato la lettera?
E poi? mincalza Ardena ignorando la mia domanda.
Poi, Willis Perriner manda una certa signora Juanella Rillwater (la moglie di Larvey Rillwater... forse ne avrete sentito parlare) a Parigi per aprire gli occhi a Geraldine sul conto di Nakarova. Quella esegue lincarico e Geraldine comincia a vederci chiaro.
Chiunque avrebbe immaginato che la ragazza tornasse immediatamente a casa. Invece quella scompare. Willie mi ha detto che, secondo lui, la ragazza deve essere andata in Inghilterra. Ora a me pare evidente che Sergio Nakarova non ha mai inteso di mandare una lettera minatoria al padre, perch non  il denaro che vuole. Vuole qualcosaltro. Inoltre egli vi ha ingannato sin dal primo giorno. Non ha mai pensato di pagarvi. La prima mossa consisteva nel ratto di Buddy. La seconda nel costringere il giovane a fare qualcosa a cui essi tengono molto. E han trovato il modo di costringerlo.
Ella approva col capo.
Intendete alludere a Geraldine? mi chiede.
Per lappunto, le rispondo. La scomparsa di Geraldine si spiega con lintervento dei complici di Nakarova che le hanno imposto di andarsene alla chetichella in Inghilterra. Dico imposto perch, altrimenti, minacciavano di uccidere Buddy. E la ragazza ha dovuto obbedire.
E cos, dopo tanti rischi, n voi n Willie n Borg ottenete il vostro compnso. Vi lasciano a mani vuote senza che voi altri possiate fare nulla. Che ve ne pare?
Quella comincia a ridere e vi assicuro che, sebbene abbia una bocca bellissima e dei denti che sono un amore, quel suo riso mi lascia perplesso.  un riso ferino, ecco. Poi ella prende il mio bicchiere, va al credenzino e me lo riempie di nuovo.
Sembra che abbiate ragione, Charlie, mi dice. Siete davvero al corrente di tutto. E riprende a ridere. Ma non direi ancora che siamo rimasti a mani vuote. Ho una certa idea, in mente, grazie alla quale, quando me ne andr da Delfzyl, avr il grano con me. E sono proprio lieta che siate giunto voi. Forse avr bisogno di un po di aiuto.
Le faccio un risolino.
Figuratevi! Forse avrete bisogno di molto aiuto. A proposito, sapete che non mi garba questo posto? E troppo buio e mi d ai nervi. Mi sembra scalognato.
Lei ritorna presso il camino.
Qual era la vostra idea venendo qui? mi chiede. Voglio dire, nel caso in cui non maveste trovata?
Non era mia, lidea, rettifico, lidea era di Willie. Nel biglietto che Willie mi mand diceva che dovevo presentarmi a voi e cercar di rabberciare la cosa alla meglio. Mi diceva anche che, se non vi avessi trovata qui, avrei fatto bene a cercare i complici di Nakarova. Forse Gloydas o Haal o Zeldar. Aggiungeva che avrei potuto presentarmi a nome suo e che, se essi non mi pagavano, dovevo minacciarli di cantare e di cagionar loro seri guai. Ammetteva s che la cosa non era tanto facile, e intanto le sorrido, ma, vedete, Willie mi conosce bene e sa che sono un tipo deciso.
Ne sono contenta, mi fa, perch penso che qualcuno dovr mostrarsi molto energico prima che questo affare sia finito.
Prende una sigaretta dalla scatola e laccende. Poi si volta e mi fa, guardandomi negli occhi.
Supponiamo che la vostra idea sia giusta e che sotto questo ratto si celi qualche altra cosa, allinfuori del semplice ricatto. Che cosa credete che vogliano, quelli?
Non ne sono proprio certo, le dico, tuttavia ho pensato a due possibilit. Ma prima ditemi qualche cosa anche voi: siete scesa al porto, qualche volta?
Ella risponde di s col capo.
Bene, io non ci sono mai stato, soggiungo, ma son pronto a scommettere con voi che ci saranno attraccate due o tre navi da carico della Perriner Line.
La donna sorride.
Avete ragione ancora una volta, Charlie, mi fa. Ce ne sono due.
La seconda possibilit  questa. Scommetto ancora che Buddy si trova nei paraggi.
Ella si allontana dal camino e comincia a camminare per la stanza. Capisco che sta riflettendo profondamente e si chiede fino a che punto si fida di me.
Amici miei, dovete riconoscere che ho saputo improvvisare una storiella quanto mai interessante. Ella  convinta che io sono lamico fidato di Lodz, il complice di una impresa andata a male e luomo a cui egli si sarebbe rivolto come estrema risorsa, per ottenere quanto gli spetta per lultimo colpo fatto.
Dopo un poco, Ardena ritorna davanti al camino e si siede sulla poltrona. Si arrovescia contro la spalliera congiungendo le mani dietro la nuca e mi guarda. Vi assicuro che Lodz non avrebbe potuto scegliere meglio, perch quella  di una imperturbabilit sconcertante. Mi piace anche lacconciatura della chioma e, se dobbiamo parlare delle gambe,  certo che Ardena pu dare dei punti a Geraldine e anche a Juanella, ma non riferiteglielo, per amor di Dio!
Ella si alza. Mi guarda, sorride in modo irresistibile e fa:
Ascoltate, Charlie, voglio fidarmi di voi. Per seguite il mio consiglio e non cercate di farmi qualche scherzetto altrimenti vi getter in pasto ai lupi, capito?
Credo di poter accettare il patto. Le dico:
Sentite, Ardena, io giuoco a carte scoperte. Non posso tornare negli Stati Uniti, perch laggi mi cercano ancora dacch feci fuori quel maledetto sbirro, nel 1932. Be, avevo un po di grano, ma ora mi trovo al verde e debbo rifarmi in qualche modo. Poi me ne andr in un Paese tranquillo, dove la guerra non giunga e dove io possa bere in santa pace il mio whisky e andarmene con qualche bella figliuola, se mi salta il ticchio. Perci son disposto a trattare lealmente con voi. Mi capite?
Va bene, Charlie. Affare fatto, allora. Vi dir sinceramente che anchio sono un po impressionata. Questa gente  piuttosto scorbutica, non so se mi spiego. Voi avete agito bene, in base alle istruzioni di Willie e avete anche visto chiaro nella faccenda. Tuttavia non sapete neanche la met dellaffare.
Proseguite, le dico. Spiegatemi voi come stanno effettivamente le cose. Pu darsi che riesca a trovare una soluzione.
La trama, in origine, venne architettata in Inghilterra, mi fa. Mi trovavo l con Willie. Avevamo preferito allontanarci dagli Stati Uniti perch laggi laria cominciava a diventare poco igienica.
Conoscemmo Nakarova e la moglie Edvanne. Nakarova ci incaric del ratto senzaltro. Noi dovevamo semplicemente rapire il figlio di Perriner. Andammo a Nuova York e ci preparammo a fare il colpo. Poi si ebbe sentore della guerra e Sergio ci disse di rimandarlo, finch non ci avesse avvertito. Aspettammo qualche tempo e infine egli ci ordin di agire come si era deciso.
La cosa fu facile. Il vecchio Perriner era tutto intento a fabbricare materiale da guerra che intendeva vendere agli alleati, se la guerra fosse scoppiata, e Buddy lavorava con lui, sebbene la cosa non fosse di suo gusto. Quando giunse il momento buono lo adescai. E quello ci casca bellamente. Lo invitai in un certo posto dove i nostri amici lo beccarono e cos il colpo fu eseguito.
Willie era sempre convinto che tutto ci che Nakarova diceva fosse oro colato. Invece io cominciavo a diffidare. Prima di tutto mi sembrava strano laver nascosto Buddy in una nave appartenente al vecchio Perriner. Poi scopersi che Nakarova aveva comprato una dozzina di marinai della nave, in modo che Buddy vi fosse tenuto nascosto e ben custodito. Perch mai? Avrebbe potuto benissimo farlo sbarcare nel Messico e spillare un paio di milioni al padre come niente. La cosa sarebbe stata facile.
Ebbene, io so quello che accadde. Me lha detto Gloydas questa sera.
Gi, le dico. A quanto pare voi e questo Gloydas ve la intendete a meraviglia.
Ardena mi lancia unocchiata significativa.
E come volevate che me la cavassi altrimenti? mi chiede. Mi trovavo qui sola. Willie  fuori combattimento e debbo sbrigarmela da me.
Ho detto a Gloydas che Nakarova non ha pagato un centesimo a Willie e che sono venuta a vedere se c modo di ottenere qualcosa qui. Gloydas s messo in testa che io sono il suo tipo. Ha detto perci che se mi fermo qui per qualche giorno e se faccio la brava penser lui ad aiutarmi.
Un bel lavoro, avete fatto! le dico.
Ardena prende unaltra sigaretta e ne offre una a me.
Il duo Gloydas-Nakarova sa fare le cose per bene, mi dice. Sa combinarle a meraviglia. Ascoltate un po:
Sergio Nakarova non era un fesso. Mentre faceva lasino a Geraldine negli Stati Uniti scopr diverse cose. Per mezzo di Buddy scopr che Willis Perriner sapeva come la guerra stesse per scoppiare ed era certo che gli alleati avrebbero avuto la meglio. Inoltre prevedeva la neutralit di Roosevelt. Lidea di Willis Perriner era questa: appena la legge di neutralit fosse stata approvata dalle Camere, avrebbe fatto salpare le sue navi, dirette verso lInghilterra, per sbarcarvi i materiali. Perriner intendeva vendere tanto il carico che le navi agli Inglesi e perci mise sulle navi equipaggi neutrali. Fu qui che commise lerrore. Una mezza dozzina di uomini della ciurma del Maybury (la nave pi grande) erano prezzolati da Nakarova. E furono questi che presero Buddy a bordo. Lo tennero nascosto e gli dissero di tacere se gli premeva la pelle.
Quando giunse il momento buono e le navi si trovarono al largo, con Nakarova al sicuro a Parigi, la lettera minatoria fu consegnata a Willis Perriner.
In tale lettera non si chiedeva denaro. Vi era detto che se Willis Perriner intendeva rivedere il figlio, doveva ordinare alle navi, per radio, che facessero rotta verso questo porto dove avrebbero atteso altri ordini. Inoltre doveva dire ai capitani che essi avrebbero ricevuto tali ordini da Buddy Perriner qui, a Delfzyl.
Mi alzo e vado a versarmi unaltra bibita.
Avete ragione, Ardena, affermando che questi signori sono astuti, le dico. Hanno idee e son decisi a tutto. E devono lavorare per una posta ben grossa, se si danno tanto da fare!
Ardena mi guarda.
Una posta grossa? Ma lo sapete che cosa c su queste navi?
Faccio segno di no, col capo.
Ci sono pi di duecento aerei, mi dice. Duecento caccia e bombardieri ultimo modello, belle pronti. Un valore che supera i tre milioni di dollari, solo sulle due navi che sono nel porto. E sapete che cosa si propongono di fare, eh?
 facile capirlo, le dico. Le navi salperanno e doppieranno il capo oltre la baia di Delfzyl per passare nel fiume Ems. Tutti sanno che i tedeschi hanno reso lEms accessibile alle navi di grosso tonnellaggio. Basta che le due navi doppino il capo e si troveranno alla foce dellEms, cio in Germania.
Precisamente, dice lei. E questo  appunto lordine che Buddy Perriner deve dare ai due capitani.
Be, il colpo  ben organizzato, le dico. E diventa pi redditizio per il semplice fatto che non dovranno pagare Nakarova.
Come no?
Le faccio un bel sorriso.
Nakarova  morto. La moglie lha fatto fuori e quindi s uccisa. Nakarova ha ingannato anche lei, al pari di voi, di Willis e di Borg. Edvanne credeva che si trattasse di un semplice ratto. Poi scopr la verit e si allarm. Cerc di convincere Nakarova a mandare a monte la faccenda perch Edvanne, anche se era una donna poco raccomandabile, era pur sempre una francese, e la Francia si trova in guerra con la Germania.
Ma Nakarova non lascolt. Avrebbe continuato e, se ella non voleva saperne, che lasciasse pure la banda. Perci ella lo uccise. E quindi si uccise.
Ardena accende una sigaretta e mi chiede:
Be, avete trovato qualche idea?
Mi stringo nelle spalle.
Sentite, Ardena, le dico, ci troviamo in un brutto impiccio. Che possiamo fare, qui? Forse, se potessimo parlare a quattrocchi con Gloydas, in un posticino tranquillo, gli si potrebbe far capire la ragione, appoggiandola anche con qualche solido argomento come la pistola...
Ella scrolla il capo e resta a fissare il fuoco Dopo un po dice:
Charlie, non abbiamo che una possibilit.  inutile fidarsi delle parole di questi tipi. Gloydas mi ha detto che se resto qui al suo fianco sinteresser di me, ma, per mio conto, non mi fido troppo di tali dichiarazioni. Una volta che essi riescono a dirigere le navi alla foce dellEms, Gloydas probabilmente mi mander a spasso. Perci, secondo me, non c che un modo, per cavarsela.
E quale sarebbe?
Guardate, mi fa. E cercate di capire. Le due navi di Perriner (la Maybury e la Mary Perriner) sono ormeggiate qui nel porto di un Paese neutrale. Hanno un piccolo equipaggio dove per mancano gli americani e perci non possiamo aspettarci un grande aiuto da quella gente. I capitani sono brava gente di mare, ma non si curano troppo del posto dove va a finire il carico. Le autorit olandesi non possono far nulla e tanto meno opporsi, qualora Willis Perriner decida di vendere la sua mercanzia alla Germania.
Tuttavia c un punto, a nostro favore. Buddy Perriner non ha ancora dato lordine di salpare. I capitani, secondo il marconigramma di Willis Perriner, sanno che dora innanzi dovranno agire in base agli ordini di Buddy Perriner. Le navi non partiranno finch Buddy non lo avr comandato.
Va bene, le dico. E con ci?
Ella sorride.
Sentite, mi fa, questaffare  cominciato con un ratto. E immagino che debba finire con un ratto.
Mi viene vicina e mi fissa:
Charlie, mi dice, che cosa ne direste se io e voi facessimo un piccolo ratto? Che ne direste se rapissimo Buddy Perriner prima che dia tale ordine?
...
.
...
CAPITOLO 12. 

SI PU TENTARE.
...
.
...
Me ne sto seduto a guardarla a bocca aperta perch comincio a convincermi che, in fatto di audacia, la piccola ne ha una dose tripla.
Dopo un po le dico:, Ardena, mi sembra che abbiate ragione. Sembra anche a me che se vogliamo riscuotere un po di grano, dobbiamo rapire Buddy. Ma quando lavremo rapito che cosa ce ne faremo? Qui non siamo a Chicago, dolcezza, siamo a Delfzyl, in Olanda.
Lo so, fa lei. Dobbiamo escogitare qualche altra cosa.
Ma c unaltra cdsa, le dico. Supponiamo di riuscire nella nostra impresa. Supponiamo di rapire Buddy e di mandarlo in qualche posto, al sicuro. Immagino che Gloydas e i suoi andrebbero su tutte le furie. Gloydas potrebbe arrabbiarsi parecchio, con voi.
Potrebbe, dice lei. Per si troverebbe sempre con un paio di milioni di dollari in meno e dovr pur pensarci su, no?  evidente che egli non incasser un soldo finch non avr consegnato il carico e perci credo che sarebbe disposto a pagare un riscatto. Dopo che avremo incassato il grano, potremo anche telefonare dove si trova il ragazzo.
Be, lidea mi pare buona. S, si potrebbe anche svilupparla.
Ardena riflette per un minuto e poi osserva:
La cosa deve essere studiata bene. Ad ogni modo non possiamo fare niente finch non sappiamo dove si trova Buddy Perriner. Una cosa  certa ed  che egli non pu essere lontano. E mi lancia un sorriso dintesa. Domani pranzer con Gloydas e forse riuscir a riscaldarlo un tantino.  talmente sicuro dellimpresa che forse sar disposto a parlare. Dove siete sceso, voi?
Le rispondo che mi trovo alla Pensione Falconer.
Va bene, mi fa.Ora tornate l e aspettate finch non avrete mie notizie. Non fatevi vedere in giro. Se domani avr fortuna con Gloydas e se sapr dove si trova Buddy, vi mander un biglietto nel pomeriggio, perch dobbiamo fare alla svelta.
Mi alzo.
Arrivederci, Ardena, le dico, vedo che siete una donna proprio in gamba. Willis sapeva quel che si faceva scegliendo voi.
Ardena mi guarda e mi accorgo che gli occhi non sono azzurri ma viola. Dice, con voce morbida:
Perch pensate a Lodz, Charlie? Ormai egli non  che un capitolo passato della mia vita. Comincio a credere che voi non siate poi un tipo da gettar via.
Le sorrido.
Anchio credo di aver visto delle ragazze peggiori di voi, Ardena, faccio lanciandole unocchiata assassina. Sapete che per voi farei non so che cosa?
Ardena sorride. Non ve lho forse detto che ha una dentatura stupenda?
Va bene, mi fa. Ma per il momento lasciamo stare lamore. Abbiamo qualcosa di pi difficile da sbrigare, prima.
Si avvicina alla credenza e riempie due bicchieri. Me ne porge uno.
Beviamo alla nostra salute, mi fa. Spero che riusciremo a fargliela, a quelli. Per tenete presente che se uno di noi due fa uno sbaglio, siamo finiti!
Posa il bicchiere sul tavolo.
Cercate di capirmi bene, Charlie, prosegue. Finora le autorit locali non hanno trovato nulla da ridire su quello che fanno Gloydas e i suoi. Questo  un Paese neutrale e se una ditta americana vuole vendere i suoi prodotti alla Germania la cosa  in regola.
Se noi iniziamo limpresa e facciamo un passo falso, non ci sar un cane ad aiutarci. Se Gloydas avesse sentore del nostro giuoco ci troveremmo senzaltro messi al fresco e quindi verremmo rispediti negli Stati Uniti.
Lho capito bene, sorellina, le dico.
Ardena tende una mano e mi prende la destra.
Allora siamo intesi, mi fa. Conto su di voi, Charlie. In bocca al lupo e attento ai passi falsi!
A chi lo dite! e le sorrido. Poi le strizzo un occhio e me la batto.
Ritorno allalbergo e mi metto a letto. Mi sembra che sia stata proprio una bella serata!
 mezzogiorno quando mi sveglio. Mi affaccio alla finestra e vedo un sole pallido. Fa piuttosto freddo. Mi concedo una sigaretta e me ne torno a letto. Giaccio cos, a fissare il soffitto e a pensare ad Ardena. Mi sembra di vederla al ristorante, seduta di fronte a Gloydas. Chiss se riuscir a farlo cantare, lamico.
Per, se questi si  veramente incapricciato di lei, la cosa non dovrebbe riuscirle difficile. Gloydas ci terr a dimostrarle quanto  bravo e che razza di lavoretti  capace di fare!
Dopo qualche tempo mi alzo e scrivo una lunga lettera sullaffare, al mio capo. Infilo il rapporto in una busta spessa e vi aggiungo la mia carta didentit dellU. F. I. perch penso che se qualcosa andasse male e mi trovassi nei guai, non vorrei che le autorit locali creassero complicazioni internazionali per sapere che diavolo mai sia venuto a fare un G man a Delfzyl.
Chiudo la busta, la sigillo con la ceralacca e, messala in unaltra busta lindirizzo al console americano di qui. In un biglietto accluso gli spiego che, se non mi metto in contatto con lui entro una settimana, dovr spedire la lettera al capo dellU. F. I.
Scendo gi e incarico il portiere di far recapitare la lettera al console, dopo di che mi seggo nel salone e mi metto a fumare. Comprenderete che, se Ardena dovesse scrivermi, indirizzerebbe la lettera a Charlie Hoyt (mentre, come ricorderete, nel registro dei viaggiatori mi sono firmato come Willie Lodz) e che non voglio che succeda alcun pasticcio.
Alle tre e mezzo, proprio quando comincio ad annoiarmi, vedo un piccolo che viene lungo la strada con una busta in mano. Esco con fare distratto e lo fermo a una diecina di metri dallingresso. Gli domando se per caso non abbia un biglietto per Mynheer Charlie Hoyt che sarei appunto io. Fortunatamente il ragazzo non  sveglio e mi consegna la lettera senzaltro.
Vado di sopra, nella mia stanza e apro la busta. Dentro c una lettera di Ardena. Dice:
Caro Charlie, le cose si mettono bene. Ho pranzato con Gloydas che si crede sicuro del fatto suo e che ha parlato senza tante difficolt. Il difficile, anzi, era fermarlo!
Se vogliamo fare qualche cosa dobbiamo agire stasera. Gloydas dice che le due navi salperanno alluna e mezzo, in modo da approffittare dellalta marea. Si tratta di navi grandi che vanno pilotate con cautela.
Solo una cosa preoccupa Gloydas e cio i piloti. Ognuna delle navi deve avere un pilota per girare attorno allisola Borkum e quindi procedere verso la foce dellEros, dalla parte germanica. Gloydas dice che diversi piloti olandesi di qui non intendono guidare le navi nella zona tedesca (hanno paura delle incursioni aeree britanniche) ed egli ha bisogno di un paio di uomini che non siano troppo curiosi. Stasera lo trover alla taverna Spruithuis, presso il porto. Dice che conta di trovare i due uomini adatti e che li far imbarcare sulla Maybury e sulla Mary Perriner alluna e mezzo in punto; le navi salperanno dieci minuti dopo. Questo tanto perch voi possiate regolarvi. Dobbiamo agire presto.
Ho saputo dove si trova Buddy Perriner. Se continuate lungo la strada dove sono situati gli uffici portuali della Nakarova-Gloydas-Haal, giungerete in una zona paludosa. Un miglio pi avanti, su questa strada, c una casa, la cui facciata  arretrata di qualche metro. Buddy si trova l dentro.
Stanotte, alluna, i due capitani andranno per prendere gli ordini di Buddy il quale dovr pur darglieli, se non vuole che la sorella faccia una brutta fine. E di certo finir col cedere. Gli  stato anche promesso che, una volta impartiti gli ordini, sar messo in libert e potr andarsene anche a raggiungere la sorella, che, anzi, gli diranno dove ella si trova.
Tutto ci allo scopo di tenerlo buono, perch in realt hanno intenzione di portarselo con loro, su una delle navi.
C solo un mezzo per riuscire nel nostro intento. Eccolo: andrete in quella casa, fra le dodici e le dodici e un quarto. L ci sono un paio di uomini che custodiscono Buddy. Dovrete metterli a posto in qualche modo. Poi dovete cercare di convincere Buddy, ma  una cosa da fare alla svelta. Se non vorr ascoltare la ragione, bisogner che adottiate la maniera forte.
Conto di liberarmi di Gloydas intorno alle dodici. Vi raggiunger, con una macchina che ho gi noleggiata, per le dodici e mezzo. A quellora sar davanti alla casa. Una volta che avrete messo Buddy sulla macchina il resto sar facile.
Ho predisposto un buon nascondiglio dalla parte dei magazzini portuali, dove potremo portarlo. Una volta che avrete fatto ci, non ci rester che telefonare nella casa dove Buddy si trova attualmente (ho il numero del telefono) e dire a Gloydas che se  disposto a darci il grano gli diremo dove si trova Buddy, in modo che egli abbia il tempo di venire a riprenderlo e salpare con lalta marea.
Se Gloydas o i suoi compagni cercassero di giocarci, consegneremo immediatamente Buddy al console americano, impediremo che le navi salpino e diremo che vogliamo impedire che un giovane americano venga rapito e deportato in Germania assieme a un paio di milioni di dollari in materiale da guerra. Sono certa che ci guadagneremo una bella ricompensa da qualcheduno, se non altro dal vecchio Perriner.
Come vi ho detto vi saranno due custodi, nella casa. Non abbiate scrupoli, se doveste farli fuori. Ma agite alla svelta. Il tempo  la questione essenziale!
E dovete filare via con Buddy per le dodici e mezzo. Sar sul posto con la macchina. Attento agli scivoloni e arrivederci.
Ardena.
Leggo la lettera un paio di volte, poi la straccio e ne getto i pezzi nel fuoco. Accendo una sigaretta e rifletto rapidamente. Constato subito che questa Ardena sa il fatto suo e mi riesce di grande aiuto, perch mi sembra che il suo piano sia proprio perfetto... dal mio punto di vista, naturalmente. Una volta che sia riuscito a mettere al sicuro Buddy, in quel posticino preparato da lei, mi sar facile liberarlo e consegnarlo al console.
Rido beatamente pensando alla faccia che far Ardena quando si accorger che, invece di aver fatto un gran colpo con la complicit di Charlie Hoyt, una volta tanto in vita sua ha lavorato per Lemmy Caution della Polizia Federale.
Poi mi concedo un sorso di whisky e mi siedo. Rifletto sulla stupidit inguaribile dei criminali. Tutte le volte che cercano di fregare un complice, non compensandolo come  stato fissato, non fanno che fregare se stessi.
Guardate per esempio questaffare.
Nakarova, daccordo con Zeldar e con Gloydas, incarica Willie Lodz, Borg e Ardena del ratto di Buddy Perriner. Per non gli dice il vero scopo del colpo e una volta che quelli lhanno eseguito, non li paga.
Borg e Willie Lodz vengono a Parigi (ciascuno di sua iniziativa) per farsi pagare. Ardena (lamica di Lodz), che sembra la pi intelligente dei tre, dopo aver indagato si reca a Delfzyl gi pronta a fregare la sua parte a Lodz e a darla invece a me, per il solo fatto che laltro si trova al fresco, a Parigi e, temporaneamente, nellimpossibilit di muoversi.  una bella carognetta, no?
Nakarova pure cerca di giocare la moglie. E le fa recitare la parte che sapete, con Wilks e con me. Poi ella scopre ci che si cela dietro il ratto e minaccia di denunciarlo a me se non la smette. Quello non le d retta e succede quello che sapete. Be, la faccenda  sempre la stessa e si ripete... il che mi fa pensare...
Ma anchio, perbacco, mi trovo immerso fino al collo in un progetto di ratto, con Ardena, e anchio sto per ingannarla, e lo far talmente bene che ella non sapr da qual parte le viene il colpo.
Poi penso a Juanella: mi domando se  andata a Londra, se ha preso contatto con lispettore Herrick e se, in tal caso, ha qualche notizia di Geraldine.
Ad ogni modo non sono tranquillo sul conto della ragazza perch anche voi comprenderete, alla pari di me, che quelli in ogni caso le faranno la pelle. Non si pu supporre, se si ragiona, che quei criminali rilascino qualcuno, perch sanno che lostaggio, appena liberato, parler.
E, sebbene la cosa sia poco simpatica,  proprio questa lidea che debbo far entrare in testa a Buddy, quando gli parler.
Se riuscir a convincerlo che, in nessun caso, rivedr pi la sorella pu darsi che mi segua docilmente e non faccia storie.
Risolto cos il mio problema, mi addormento.
Mi sveglio quando manca un quarto alle undici, e mi preparo allazione. Do una occhiata alla Luger, metto cappello e soprabito, bevo un sorso di whisky e scendo gi.
Nel vestibolo vedo il portiere. Gli dico che vado a fare due passi prima di coricarmi. Lui parla bene linglese e mi risponde cortesemente. Gli domando come si dice questo e questaltro in olandese e cerco di imprimermi nella memoria alcune delle parole che minsegna perch immagino che mi saranno utili pi tardi.
Poi me ne vado.
Mi dirigo verso il porto e quando vi giungo domando dove si trovi lo Spruithuis, perch intendo prima accertarmi della faccenda e controllare se veramente Ardena si trova l con Gloydas, come mi ha detto.
Giunto nel locale mi accorgo che si tratta di una taverna di marinai, sita in una delle straducole del porto. Do unocchiata alla sala del bar, piena di gente di mare. Tutti parlano della guerra. Da un lato c una porta aperta e attraverso quella porta posso vedere alcune persone sedute che bevono, attorno ai tavoli.
Mi avvicino al bar e ordino un bicchiere di schnappes. Quando lho avuto mi avvicino alla porta e do unocchiata nellaltra sala.
In un angolo scorgo Ardena, pi bella che mai, in compagnia di Gloydas. Dallaltro lato della tavola ci sono due uomini robusti, in maglietta di lana e stivali da marinaio. Immagino che si tratti dei due piloti che devono guidare le navi fuori del porto.
I due uomini di mare bevono birra, ma Ardena e Gloydas hanno davanti una bella bottiglia di sciampagna e, a giudicare dalla sua faccia, Gloydas deve aver bevuto parecchio.  colorito e ride e parla allegramente. Ardena lo asseconda e fa cenno di s col capo e i due olandesi la guardano come se fosse una bestia rara.
Mi appoggio al muro e comincio a bere il mio schnappes. Intanto mi dico che questa Ardena  riuscita davvero a infinocchiare Gloydas il quale  giulivo, perch ormai convinto di aver risolto ogni difficolt. Perci pu restarsene seduto l, a bere.
Ma io non mi sento egualmente giulivo. Torno a guardare il mio uomo e vedo che tira fuori di tasca un fascio di biglietti di banca. Li fa scivolare sul tavolo verso il pi grosso dei due marinai.
Poi cominciano le strette di mano. Soltanto Ardena  intenta a riempire il bicchiere dellamico.
I due marinai terminano di bere la birra, si alzano, si abbottonano la giubba e si dirigono verso la porta. Posso vederli bene, ora. Sono due pezzi duomini col viso abbronzato ed energico.
Do unaltra occhiata di l. Gloydas ha il viso rosso come un pomodoro. Abbraccia Ardena con la goffaggine di un orso.
Mi volto, attraverso la sala ed esco. Ma non mi sento tanto per la quale. Perch mai Ardena cerca di far ubriacare Gloydas sino al punto che quello non sa pi ci che si fa? Che cosa diavolo ha escogitato?
Io e lei abbiamo studiato il modo di rapire Buddy Perriner. Poi, secondo il programma, dovremmo estorcere a Gloydas il riscatto del giovane. Ora, domando e dico, a che scopo far prendere la sbornia a Gloydas?
Vi ho gi fatto notare che tutti coloro che sono implicati in questi affari han cercato di fregare i loro complici.
Ardena cerca di giocare Gloydas e io cerco di combinargliene una grossa, a lei.
Ma che significa questa nuova mossa? Perch, torno a dire, quella me lo fa sbronzare a tal punto?
Nella controcassa del cervello mi si  insinuata una certa idea. Mi domando se, per caso, la cara Ardena non cerchi di giocarmi a sua volta!
Allinferno... credo che ormai sia troppo tardi per cominciare a farmi delle domande.
Qualunque sia la sua intenzione io sono deciso di fare la mia parte. Cercher di rapire Buddy!
...
.
...
CAPITOLO 13. 
CHI NON MUORE SI RIVEDE.
...
.
...
Una volta fuori mi allontano dal porto. Compio un lungo giro e mi trovo sulla strada della sera precedente. Cammino svelto, tenendomi nellombra finch non giungo allufficio della Gloydas, Nakarova e Haal. Loltrepasso e mi avvio nella direzione indicatami da Ardena nella sua lettera.
Quando ho percorso un miglio vedo la casa. Si tratta di un edificio a due piani, arretrato di diversi metri dalla strada e circondato da un muro. Il terreno, tuttintorno,  fradicio dacqua e anche la strada  molto fangosa.
 una vera fortuna, per me, che la notte sia molto buia, altrimenti qualcuno, dalla casa, potrebbe scorgermi.
Abbandono la strada e mi avvicino al muro di cinta. Giro di dietro, in cerca di un cancello o di un varco qualsiasi. Ma non ne trovo affatto.
Allora osservo il muro.  alto circa due metri e mezzo. Con un salto mi aggrappo alla sommit e quindi lo scavalco. Atterro dallaltra parte.
Standomene contro il muro osservo la casa. Fa un buio pesto e le persiane sono tutte chiuse. Non scorgo un filo di luce, per quanto guardi.
Mi avvicino alla facciata. Alcuni gradini portano alla veranda che si stende davanti alla casa. I gradini di legno scricchiolano e cigolano. Poi busso due o tre volte alla porta.
Non succede nulla. Dopo un poco riprendo a bussare. Poi resto in ascolto. Passano due o tre minuti ed ecco che odo dei passi avvicinarsi, allinterno.
I passi cessano. Poi qualcuno dice, in olandese:, Chi ?
Allora ricordo le parole che mi ha detto il portiere. Faccio una voce rauca per mascherare il mio olandese approssimativo:
La polizia portuaria.
Una pausa di qualche secondo e poi odo che laltro apre.
Indietreggio di un passo. Appena quello mi apre mi lancio e gli rifilo un pugno sulla mascella ch pi efficace di qualsiasi sonnifero. Lamico cade di schianto ma fa per rialzarsi. Per, siccome non voglio aver noie da lui, estraggo fulmineamente la Luger e gli assesto un colpo sulla testa col calcio dellarma. Quello cade come un masso... producendo un frastuono dinferno.
Intanto, mi domando dove diavolo sia laltro guardiano. Chiudo la porta senza far rumore e me ne sto in ascolto. Ma non odo nulla.
Poi faccio per muovermi ma ho percorso appena un paio di metri quando una luce minveste in pieno viso.
Proprio davanti a me c una scala di legno che porta al ballatoio del primo piano. Lass, sul pianerottolo, c laltro amico. In una mano tiene la lampadina e nellaltra la pistola.
Immagino che abbia gi visto il compagno per terra e mi dico che debbo agire alla svelta. Sparo immediatamente un colpo contro la lampadina e la centro. Quindi mi chino nelloscurit e afferro laltro, quello che ho mandato nel mondo dei sogni. Lo tengo davanti a me; quando lo sconosciuto sulle scale fa fuoco, emetto un gemito e lascio cadere pesantemente il mio uomo.
Il trucco riesce. Quello che ha sparato  convinto di avermi colpito. E comincia a scendere. Quando  gi si ferma per un momento. Credo che stia cercando linterruttore della luce.
Lho indovinata. Appena gira la chiavetta mi lancio contro di lui a testa bassa. Lo colpisco duramente alla bocca dello stomaco e, tanto per essere sicuro del tutto, gli assesto un colpo secco sul capo col calcio della Luger. Quello cade come un sacco di patate.
Do unocchiata al primo uomo. S beccato una pallottola nel petto, cosicch, mi dico, ho fatto proprio bene a tenermelo davanti come riparo.
Mi guardo attorno. C una stanza di sopra, a destra del ballatoio. Salgo e do unocchiata attorno.  buia e le persiane sono chiuse. Prendo il morto e lo porto lass. Poi ridiscendo per prendere il compagno, che porto nella stessa stanza.
Strappo un lembo della sua camicia e glielo ficco in bocca. Poi tolgo la cintura tanto a lui che allaltro, e cos riesco a legarlo abbastanza solidamente. Per il momento posso stare tranquillo.
Chiudo la porta, attraverso il ballatoio e vado di sopra. Faccio scattare laccendisigari e do unocchiata intorno. C un breve corridoio, davanti a me, con una porta in fondo. La porta  chiusa ma vedo un filo di luce che viene di sotto.
Avanzo pian piano, con laccendisigari in una mano e la Luger nellaltra. Quando giungo alluscio mollo un potente calcio e lo spalanco.
Nellangolo opposto, seduto a un tavolo, intento a fare un solitario, c un giovane con i capelli biondi e i baffetti. Lascia cadere le carte che teneva in mano.
Avanzo con un sorriso gioviale. Gli dico:
Il signor Buddy Perriner, suppongo?
Precisamente, fa lui. Chi siete voi e che diavolo volete?
Prendo una sedia e mi seggo davanti al tavolo. Gli dico:
Ascoltatemi, senza discutere e senza far tante domande. Se volete uscire di qua tenete le orecchie aperte e la bocca chiusa. Debbo parlarvi in fretta perch non c tempo da perdere.
Mi chiamo Caution, proseguo, Lemmy Caution dellUfficio Federale dInvestigazioni. Potete ben capire perch mi trovo qui, ma, nel caso che aveste il cervello un po annebbiato, ve lo spiegher.
Vostro padre fu costretto a ordinare per radio, alle due sue navi dirette in Inghilterra, di far rotta verso Delfzyl, dove avrebbero ricevuto ulteriori ordini. Voi sapete bene qual  il carico delle navi... aeroplani!
Ebbene, Sergio Nakarova, che adesc vostra sorella allo scopo di potervi avvicinare, vi ha fatto rapire, poi ha mandato a dire a vostro padre che, se non faceva quello che voleva lui, vi avrebbe ucciso. Vi hanno messo su una di quelle navi e vi hanno condotto qui.
Nel frattempo Nakarova otteneva che vostra sorella lo raggiungesse a Parigi. Di l i compari lhanno spedita in Inghilterra. Anche a lei hanno detto che se non fila dritto vi sar tagliata la gola. Poi hanno detto a voi che, ammenoch non facciate come vogliono loro, lammazzeranno.
Be, non voglio illudervi con le bugie e dirvi che vostra sorella  al sicuro, perch so che non lo . A ogni modo ho avvertito la polizia inglese, quattro o cinque giorni fa. Forse lhanno gi trovata... non lo so. Ma potete star certo che, se non hanno trovata Geraldine, qualunque cosa facciate o non facciate non la vedrete pi.
Mi appoggio al tavolo.
Sentite, amico, soggiungo, ci che vi ho detto non  simpatico ma dovete persuadervi. Credete forse che quando avrete ordinato ai due capitani che devono venir qui stanotte di far rotta per la foce dellEms in Germania e di consegnare il carico... credete davvero che quelli libereranno vostra sorella? Essi saranno costretti a ucciderla, capite?
Avete mai conosciuto qualche rapitore che, dopo aver intascato il riscatto, abbia lasciato libero lostaggio anche se questo poteva costituire un pericolo per la sua incolumit?
Che volete che faccia? mi domanda Buddy.
Soltanto questo, gli dico. Ho sistemato i vostri due guardiani. Uno  morto e laltro lho addormentato. Ora se ne stanno tranquilli. Alle dodici e venti, una signora verr qui con lauto. Noi ce la fileremo con lei.
Ma c un lato buffo nella faccenda. La signora  Ardena Vandell... lamica di Lodz. La stessa che vi ha ammaliato per farvi prendere dai banditi, i quali, fatto il colpo, non sono stati compensati dai loro mandanti. Ella crede che io sia Charlie Hoyt... un compagno di Willie Lodz. S messa daccordo con me per rapirvi prima che i capitani vengano qui e di trattenervi, allo scopo di ricattare Gloydas. Cos almeno pensa lei. Io invece, appena saremo fuori di qui, vi porter direttamente dal vice-console americano. Cos sarete sotto la protezione della bandiera stellata. Voi racconterete tutta la storia al console e in tal modo fermeremo le due navi. Impediremo che lascino il porto. Capito?
Ho capito, dice lui.
Si alza e si avvicina al camino.
Che pezzo didiota sono stato! esclama.
A chi lo dite, Buddy! gli faccio sorridendo. Ma andiamo, non siete il primo che si lascia adescare da una bella donna! E posso comprendervi, ora che ho visto Ardena Vandell.
Mi fa:, Avete ragione. Dio, che scemo sono stato ad innamorarmi cos di quella bionda.
Non dico nulla. Mi limito a guardarlo.
Be, ormai non c nulla da fare, gli dico. Prendete il cappello... perch ora ce ne andiamo. Intendo svignarmela da questa bicocca. C una sola strada che da qui porta a Delfzyl. Pu darsi che ci imbattiamo nella nostra dama, cammin facendo.
Buddy infila le mani nelle tasche. Sembra indeciso.
Non credo che lo far, dice.
Ah, no? dico. E perch poi?
Si stringe nelle spalle.
Sentite, mi fa, ne ho sentite di bubbole, da ogni specie di gente! Ora spuntate voi. Dite di essere un G. man. Come faccio io a saperlo se  vero oppure no? A quanto pare non vi accorgete che mi trovo in un maledetto intrigo!
Non fate lo scemo, Buddy, gli dico. Naturalmente vi trovate nei pasticci e io cerco di farvene uscire. Non sforzatevi a congetturare perch tutto quello che avete pensato finora  stato tutto sbagliato. Fate come vi dico io. Dobbiamo andarcene da qui!
Buddy scrolla il capo.
Non vengo! mi fa.
Ah, no? E perch?
Mi guarda. Sorride. Mica antipatico il ragazzo. Mi fa pena.
Ma cercate di capire! dice. Tutto quello che  accaduto  stato per colpa mia. Hanno preso mia sorella a causa della mia stupida ingenuit. E credo che questo affare far morire mio padre di crepacuore. Per non si tratta di un ratto dei soliti. Quelli non vogliono il danaro. Vogliono che le navi vadano in Germania. Be, pu anche darsi che mantengano la parola con me. Dopo tutto non vogliono che gli aeroplani. Mi hanno detto che, appena i capitani riceveranno i miei ordini, mi lasceranno libero, mi daranno i mezzi per andare in Inghilterra e mi diranno dov Geraldine.
Per mi hanno detto anche quello che farebbero a Geraldine, se io non obbedissi, e la cosa  piuttosto odiosa.
Sentite, amico, gli dico, credete sul serio che quei tipacci manterranno la loro parola? Se hanno catturato Geraldine, qualunque cosa accada le faranno la pelle. Ma siete proprio tanto scemo da credere che lasceranno liberi voi e vostra sorella perch possiate gridare a tutti i venti la faccenda? Per lamor di Dio, cercate di ragionare! Se la cosa viene risaputa, pu avere conseguenze incalcolabili. Potrebbe anche causare lintervento in guerra degli Stati Uniti!
Avete ragione, mi fa. Potrebbe causarlo. Ma io non voglio correre un simile rischio. E non mi importa di quello che potranno farmi. Forse me lo merito, del resto. Ma debbo pensare a Geraldine. Se quello che voi dite  giusto ed essi detengono tuttora Geraldine, una volta che io scappassi, la ucciderebbero di certo. Invece, se essi dicono la verit e io mi comporto lealmente nei loro riguardi, forse Geraldine potr cavarsela. Per una volta tanto, non sar un egoista. Penso solamente alla sorte di Geraldine e per questo rester qui.
Emetto un gran sospiro. E credo di comprendere lo stato danimo del giovane. Egli  molto depresso e penso che, qualunque cosa faccia, nasceranno altri guai. Inoltre ci che lo preoccupa, soprattutto,  la sorte della sorella. Mi alzo:
Come volete, Buddy, gli dico. Per dovete decidervi presto perch, se non venite con me, io me la filo. Se quei furfanti mi sorprendono qui mi fanno vedere i sorci verdi.
Egli assente col capo.
Guardate, mi fa, se siete un G man andatevene finch siete in tempo. Io resto. Qualunque cosa mi accada potrete dire a mio padre che, ad ogni modo, ho fatto del mio meglio per salvare Geraldine.
Va bene, amico. Glielo dir. Arrivederci.
Mi avvicino e stendo la mano. Mentre Buddy mi porge la destra, lafferro con la sinistra e gli mollo un diretto in faccia. Le ginocchia gli cedono e cade lungo disteso. Vi garantisco che ha la mascella dura quanto mai, perch mi trovo con le nocche sbucciate. Mi inginocchio e mi faccio passare il suo braccio attorno al collo. Quindi lo sollevo di peso. Penso che la miglior cosa da fare sia di filarmela e di avviarmi per la strada finch non spunti Ardena. E spero che venga presto perch, se lamico rinviene, sar costretto a riaddormentarlo.
Lo metto sulla sedia. Vi resta con la testa reclinata e le mani pendenti lungo i fianchi. Sul camino scorgo una lampada tascabile. La prendo, vedo nel breve corridoio, e comincio a visitare le altre stanze. Non trovo nulla se si eccettua un soprabito e un cappello nellattaccapanni. Li porto di l, metto il soprabito sulle spalle del giovanotto e ficco il cappello in tasca. Mi carico Buddy in spalla.
Mi trovo nel centro della stanza ed emetto un sospiro di sollievo. Forse, con un po di fortuna, riuscir nella mia impresa. Forse, fra una mezzora, dopo che avr sistemato la mia amica Ardena e mi sar recato dal console, comincer a dare la caccia ai criminali. Sono contento di me, ad ogni modo.
Mi dirigo verso la porta. Ho gi fatto due passi quando quella si apre. Resto talmente sorpreso che per poco non lascio andare il mio uomo per terra. Perch, sulla porta, con un paio di tipacci alle spalle, c proprio colui che non mi aspettavo affatto di vedere, colui che immaginavo fosse al fresco, a Parigi, Zeldar.
Tiene una pistola Mauser in mano e me la punta allo stomaco. Sorride. Sembra beato.
Buona sera, signor Caution, mi fa. Sono proprio felice di rivedervi.
Non so se vi sia mai capitato di sentirvi con le viscere rivoltate perch  proprio questa la sensazione che provo adesso. Resto l a guardare quel figlio duna cagna che mi tiene sotto la minaccia della pistola e sorride tutto lieto. Darei due dita pur di trovarmi chiuso in una stanza con lui, senza arbitro e senza Mauser!
Maledizione! Sembra proprio che tutto sia finito, che ormai io sia spacciato, che tanto lavoro, tanti rischi e tanto viaggiare non siano serviti a nulla. Proprio a nulla!
Mi volto e lascio cadere il giovane sulla sedia. Comincia a riaversi. Volto le spalle a Zeldar e prendo a pizzicare le narici di Buddy per aiutarlo a riaversi.
Apre gli occhi.
Dice:, Non vengo via! Vi ripeto che non vengo via!
Rido.
A chi lo dite? gli faccio:, Ma guardatevi un po in giro, sciocco! Credo che abbiate proprio ragione. Non andrete via, come non me ne andr via neanche io. Siamo belle fregati!
Gli altri due dietro a Zeldar si fanno avanti, Zeldar  ancora l, sorridente, con la Mauser puntata. Gli lancio unocchiata. Mi sembra pi robusto e pi dritto. Quando lho visto a Parigi sembrava un tipo inoffensivo, con le spalle leggermente cascanti. Invece ora d limpressione di essere qualcuno.
Uno dei suoi giannizzeri alza la mano e dice a Zeldar: Heil Hitler. Zeldar risponde: Heil Hitler e laltro dice pure: Heil Hitler. Adesso capisco!
Uno fa:, Congratulazioni, herr Kapitan. Mi spiace che non ci siamo trovati prima. Noi vi aspettavamo, come dintesa. Poi Frulein Vandell ci ha telefonato che dovevamo venir qui.
Benissimo, fa Zeldar. Mi si avvicina e mi fruga addosso. Mi toglie la pistola e la passa ad uno dei suoi. Ordina:, Portate Perriner fuori di qui, nella stanza vicina. I capitani delle due navi verranno fra un momento. Perriner dar loro gli ordini. Dopo di che vi preparerete ad andarvene.
I due sbattono i tacchi, poi prendono Buddy. Mentre lo portano via Zeldar soggiunge:
Herr Perriner, vi ricordo la necessit di dare ai capitani gli ordini precisi che vi sono stati suggeriti. Essi dovranno attraccare al molo principale dellEms. L aspetteranno la venuta di un rimorchiatore da Delfzyl che riporter indietro le navi con gli equipaggi e voi, domani. Se eseguite tutto appuntino, fra due giorni sarete in Inghilterra con vostra sorella. Capito?
Buddy fa un cenno dassenso. Poi lo portano via.
Zeldar si avvicina a me, che sono seduto. Mi guarda fisso.
Avrei proprio un gran piacere a spararvi... porco di un americano, dice. Mi avete causato un mucchio di seccature. Per, siccome non conviene farvi la pelle qui...
Accende una sigaretta.
Ho unidea eccellente per voi, amico, prosegue. Mi propongo di farvi sbarcare con le navi. Vedrete che la vita... finch durer... in uno dei nostri campi di concentramento, vi calmer i bollori. Abbiamo un sistema eccellente per la gente come voi, in Germania!
Gli faccio un rumore piuttosto volgare con la bocca. Quello si avvicina e mi molla un pugno in faccia con tale violenza che per poco non mi fa cadere con la sedia e tutto. Ma non smette di sorridere. Mi sembra che questo Zeldar sia un tipo deciso, nonostante il suo aspetto quieto.
Forse resterete sgradevolmente sorpreso nellapprendere che il successo ultimo del nostro progetto, prosegue,  dovuto, in parte, al vostro intervento. Sinceramente non intendevo venire qui per curare gli ultimi particolari. Se non fosse stato per voi, me ne sarei rimasto in Svizzera dove altri piani richiedono la mia attenzione.
Si accomoda davanti al tavolo e fuma di gusto.
Immagino che voi credeste di aver avuto unalzata dingegno, facendomi telefonare da quella tale Rillwater, a Parigi, perch andassi da lei a unora cos assurda della notte. Non vi venne lidea che io avrei potuto insospettirmi del fatto che ella intendeva parlare con me della partenza improvvisa di Geraldine Perriner? Tuttavia, dato che sono piuttosto curioso, andai a trovarla. Volevo sentire ci che aveva da dirmi.
Naturalmente la sua idea di informare la polizia francese non mi garb. E pensai che fosse giunto il momento di cambiare aria. Pensai inoltre che avrei fatto bene a non tornare neanche nel mio appartamento. Ma mentre andavo alla stazione (sempre per soddisfare quella mia pettegola curiosit) passai davanti al mio alloggio e vidi arrivare gli agenti che si celavano cautamente negli androni delle case vicine, in attesa del mio ritorno. A questo punto d una risata che pare un nitrito. Spero che non stiano ancora l, ad aspettarmi!
Ci vuol ben altro per catturare Alphonse Zeldar dice (e sbatte i tacchi) alias Kapitan Emil Mienschmidt... ufficiale del Servizio Segreto del Reich... ai vostri ordini, Herr Caution.
E mi fa un inchino sarcastico. Quindi va alla porta e abbaia non so che in tedesco. Uno dei suoi giannizzeri compare.
I capitani delle navi saranno qui tra pochi minuti, Herr Kapitan, annuncia.
Benone, fa Zeldar. Ora chiuderemo il signore nella stanza in fondo al corridoio. C tuttavia qualcosa che voglio sapere da lui.
Laltro tira fuori la Berta e mi spinge lungo il corridoio. Passiamo nella stanza in fondo.  bene ammobiliata e c il fuoco acceso nel camino.
Zeldar entra. Tiene sempre la Mauser in mano. Laltro scompare.
Accomodatevi, Herr Caution, mi fa Zeldar. Fra poco non potrete pi star comodo, chiss fino a quando.
Non dico una parola. Spio come un gatto, per vedere se mi si presenta loccasione buona. Penso che se non trovo una scappatoia sono belle spacciato.
Zeldar va nellangolo, apre una credenza e ne trae una bottiglia e un bicchiere. Si versa da bere. Mi appoggio alla parete. E intanto lo guardo.
Non voglio aggiungere la beffa al danno, ghigna lamico, ma non posso fare a meno di dirvi che i servizi resici da alcuni nostri collaboratori, servizi preziosi, non sono stati neanche compensati.
Il denaro conta molto per la nostra nazione, oggi, ma, a parte ci, a me sembra buffo il fatto che nessuno abbia ricevuto un soldo per le fatiche affrontate. Eppure, nonostante ci, questi sciocchi banditi americani insistono ad aiutarmi.
Ho una gran voglia di prendermi a calci. Perch credo di capire che cosa intende dire. Quella femmina infernale, quella inqualificabile Ardena Vandell, mi ha tradito.
Gli dico:
Non mi resta che riconoscerlo, Zeldar: siete stato il pi furbo fin da principio. Ci avete valutati per quello che valevamo e ci avete messi nel sacco prima ancora che si cominciasse.
 gentile, da parte vostra, dice lui con un ghigno. Ben gentile. Apprezzo davvero le vostre congratulazioni.
Mi si avvicina e mi molla un papagno che mi fa cadere dalla sedia. Quando mi rialzo mi domando se la mascella sia rimasta al suo posto.
Quello si versa un altro bicchierino di kummel.
Avete perfettamente ragione, amico, mi fa. Come avete detto, con frase piuttosto pittoresca, siete stato messo nel sacco sin dapprincipio. Tutti quanti siete stati ben sciocchi ma c uno di voi che batte di varie lunghezze tutti gli altri, per stupidaggine. Alza il bicchiere. Bevo alla salute dello scemo patentato, dice, dellessere pi stupido che sia mai esistito. E mi guarda significativamente. E bevo anche alla salute di Frulein Ardena Vandell, fa ridacchiando. Lamica migliore che il Reich abbia mai avuto.
Beve.
Mi rivolgo un epiteto molto volgare. Lo sapevo. Avrei dovuto aprire gli occhi fin dapprima.
Quella vipera mi ha tradito.
...
.
...
CAPITOLO 14. TRAME.
...
.
...
Me ne sto seduto a guardarmi la punta delle scarpe e a pensare a quattrocento cose alla volta; ma soprattutto, per quanto la faccenda possa sembrare strana, penso alle donne. Penso che mai, in tutta la mia vita, mi sono imbattuto in una donna pi astuta e pi perfida e pi freddamente calcolatrice di Ardena Vandell.
Ne ho conosciuto di donne, ve lo dico io! Di ogni specie, sin da quando ho cominciato a portare i calzoni lunghi. Ne ho conosciute di buone e di cattive. Di magre e di grasse. Ho conosciuto donne che piangevano per ottenere le cose che volevano, donne che, invece, ricorrevano alla minaccia a mano armata, donne che recitavano con le lagrime agli occhi e donne che riuscivano a ottenere tutto con una mossa delle anche o col loro fare altezzoso.
Ma questa Ardena  qualcosa di nuovo. In confrono a lei tutte le altre ci fanno la figura di ingenue dilettanti.
Con ci voglio dire che Ardena non mi garba affatto.
Do unocchiata a Zeldar. Se ne sta l fumando una sigaretta turca e sorseggiando il suo kummel. Ma quando fuma depone il bicchiere e quando beve depone la sigaretta in modo che pu sempre tenere puntata su di me la Mauser. Penso che lamico debba essere impaziente di ridurmi come uno scolabrodo, con la sua pistola, e che debba mettere in azione tutti i suoi freni inibitori per non farlo subito.
E lunica ragione per cui non mimpiomba  che il momento non gli sembra il pi indicato e anche perch, probabilrnente, mi riserba qualche trattamento particolare...
Getta il mozzicone della sigaretta e mi guarda. Ha proprio laspetto del gatto che abbia trovato il suo topo. Mi dice:
Herr Caution, sono sicuro che quel senso dellumorismo, che giustamente vi contraddistingue, verr solleticato se vi dico che siete tutti un branco di idioti... specialmente la vostra amica Ardena.
E unaltra cosa voglio dirvi: se quella giovane si fosse servita un tantino del cervello avrebbe potuto sconvolgere i miei piani, senza molte difficolt. Poveretta, come la maggior parte delle donne, manca interamente di cervello!
Mio malgrado, sono incuriosito da queste parole. Voglio udire che cosa poteva fare Ardena.
Gli dico:, Sicch s comportata da sciocca, eh? Che cosa ha fatto?
Quello sorride e fa spallucce.
Non era proprio mia intenzione di venire a Delfzyl, mi dice. Avevo deciso che il mio aiutante Gloydas, che adesso dorme ubriaco fradicio (cosa che sconter amaramente!) dovesse provvedere a tutto e far s che le navi e il nostro giovane amico Perriner giungessero felicemente a destinazione. Io intendevo restare tranquillamente a Zurigo, dove ho dellaltro lavoro urgente da sbrigare.
Nel frattempo Frulein Vandell venne qui con lo scopo di farsi pagare il compenso che, secondo lei, spettava a Lodz, a Borg e a lei stessa, per la parte svolta da loro nel ratto di Buddy Perriner.
Parl della cosa a Gloydas. Gli si present e gli spieg schiettamente lo scopo della sua venuta. Gloydas, che non  un idiota, mi avvert della cosa per telefono ed io accorsi immediatamente a Delfzyl. Sono giunto poco fa, secondo lintesa con lui.
Lho trovato allo Spruithuis, del tutto ubriaco. Le grazie ammaliatrici di Ardena lhanno indotto a tale infrazione alla disciplina. Cosa che, come ho gi detto, pagher caramente. Raggiunger il suo reggimento e imparer a obbedire agli ordini!
Per il momento, con Gloydas hors de combat, mi trovavo in difficolt, Ma ancora una volta  venuto in mio aiuto qualcuno che non mi sarei mai aspettato... laffascinante Ardena.
E si mette a ridere, di una risata schietta, irrefrenabile, come se la storiella fosse proprio divertente. Sento che darei ventanni di paga per potergli ricacciare in gola la risata assieme ai canini!
Scusate la mia allegria. mi fa, ma lo scherzo  proprio dei pi buffi!
Continuate, gli dico. Sono impaziente di sapere...
Ardena mi si presenta e mi informa che lei  lamica di Lodz a cui noi dobbiamo un mucchio di denaro, e che  venuta con lo scopo esplicito di avere quel denaro. Aggiunge che, appunto per questo, si  resa utile a Gloydas e che, se non voglio avere bastoni fra le ruote, mi conviene pagarle quanto le spetta,
Mette il bicchiere sul camino e si mesce dellaltro kummel.
Naturalmente, mi dice, mi interesso della cosa, domandandomi come mai quella ragazza si senta autorizzata a minacciarmi. E glielo dico. Allora Ardena mi informa che  stato studiato un piano perfetto per capovolgere i miei disegni e che, se non sono disposto a pagarla, il piano verr attuato.
Ma guarda! penso. Dunque mentre io sprecavo il mio tempo e la mia cortesia con quella donna ella pensava gi di giocarmi. E il piano ideato da lei non era mica malvagio! Avremmo rapito Buddy e cos ella avrebbe disposto di unarma formidabile per farsi pagare. Il fatto che io venga gettato a mare pur di ottenere il denaro  cosa che non significa proprio nulla, per lei. Questa Ardena  un vero tesoro, ve lo dico io!
Zeldar continua:
Cos io accetto e le prometto, sulla mia parola donore, che, non appena le navi saranno attraccate sul molo tedesco del fiume Ems, lei ricever ci che le spetta. Be... quella scema  stata cos sciocca da credermi. Allora mi ha raccontato una storia divertente.
Mi ha detto che un compagno di Willie Lodz era venuto a trovarla. Questi era stato mandato da Lodz che, a causa di un infortunio, era finito in gattabuia a Parigi. Mi ha precisato che luomo si chiamava Charlie Hoyt e che era gi andato a liberare Buddy Perriner.
Non occorre dire che ella mha informato della cosa per due ragioni. Prima, per dimostrare che aveva detto il vero asserendo di essere in condizioni di poter mandare a monte i miei piani, seconda, perch, naturalmente, voleva che il suo amico Charlie Hoyt venisse eliminato. In altre parole, ora che se nera servita, voleva che egli venisse tolto di mezzo.
Ho agito rapidamente. Sono corso qui con i miei uomini e cos ho avuto il piacere di scoprire che il misterioso Charlie Hoyt non era altri che il mio vecchio amico Herr Caution, il G man. Colui che viene sempre a far luce nei delitti e che arresta sempre il colpevole. Scusate mi fa se ricomincio a ridere.
Non preoccupatevi per me, gli dico. Ridete pure, finch potete usare i vostri muscoli facciali. Chiss che uno di questi giorni non vi cazzotti ben bene, in modo da cambiarvi i connotati!
Adesso ride fragorosamente.
Non riuscite ad irritarmi, sapete? mi fa. Perch mi propongo di divertirmi parecchio con voi, pi tardi. Quando saremo imbarcati e avr un po di tempo a disposizione, vi dir come trattiamo i nostri ospiti, nei campi di concentramento. Ci vi servir di svago.
Beve un altro kummel.
Vedete dunque, Herr Caution, che i tipi come la nostra amica Ardena non imparano nulla, con lesperienza. Al semplice scopo di sottrarvi la vostra quota di danaro, che Gloydas avrebbe dovuto versare, quella denuncia tutto il piano, con la massima tranquillit. E il bello si  che essa  proprio convinta che io la pagher!
Cosa che, naturalmente, voi non avete affatto intenzione di fare, gli dico. La tratterete come avete trattato gli altri. Nakarova e Lodz e Borg. Ardena pu essere una perfida traditrice, ma, in confronto a voi,  una bambina in fasce.
A furfante, furfante e mezzo, fa lui. Sia detto incidentalmente, quando verr il momento opportuno per dirle qual  il compenso che le riserbiamo, voglio dirle anche come fosse vicina a conseguire il successo. Quello sciocco di Gloydas doveva trovare i piloti per le due navi, stanotte. E pare che sia riuscito a combinare la cosa prima di ubriacarsi. Se la nostra graziosa amica avesse consegnato Gloydas al primo poliziotto olandese e avesse parlato al console americano di qui, non ho alcun dubbio che avrebbe mandato a monte tutte le nostre manovre.
Il console americano, indubbiamente. avrebbe fatto dei passi per impedire che le navi lasciassero Delfzyl e io non esito a credere che, nonostante la sua complicit nel ratto di Buddy Perriner, Ardena avrebbe percepito una bella ricompensa. Invece...
Invece voi lavete fatta lavorare a vostro favore, termino io. E quando lavrete sfruttata abbastanza, la liquiderete come avete liquidato gli altri.
Ancora una volta, Herr Caution, dimostrate un acume eccezionale. Ma che altro potrei fare? E allarga le braccia. Figuratevi se io non ci terrei a lasciarla in vita, la Frulein, ma la cosa  impossibile. Sa tante cose! E potrebbe parlare troppo. Quando saccorger che il denaro non viene sono certo che si arrabbier e, naturalmente, avr voglia di parlare... se le capiter loccasione. Ma io provveder ad impedirglielo.
Aspira unampia boccata di fumo, che poi esala lentamente.  proprio soddisfatto.
A tempo debito le salder il conto, dice, senza scalpore, come lho saldato a Sergio e a Edvanne Nakarova.
Mi alzo di scatto.
Gli dico:, Sicch siete stato voi a far fuori Sergio ed Edvanne... Non  stata Edvanne... siete stato voi!
Ma naturalmente, mi fa sorridendo. Che credevate? Pensavate forse che il mio Paese mi affidasse una missione cosi delicata e, posso ben dirlo, anche rischiosa, se non avessi avuto la capacit di portarla a termine con un certo tatto?
Prende una sedia e si siede.  talmente soddisfatto di s che pare debba scoppiare.
Non sono uno stupido, Herr Caution, mi fa. Sin da principio compresi che stavamo scherzando col fuoco, per quanto riguardava Edvanne Nakarova. Era una francese e le francesi sono buone patriote. Mai credetti che Nakarova fosse capace di tenere per s le notizie riguardanti la seconda parte del nostro piano. Capivo che, una volta o laltra, in un momento di debolezza, avrebbe confidato alla moglie qual era il nostro vero piano e in che consisteva esattamente il riscatto di Buddy Perriner. Sapevo che sarebbe giunto il momento in cui avrei dovuto eliminare Edvanne Nakarova e forse anche Sergio.
E compresi che tale momento era venuto, durante la cena offerta da Sergio al Caf Cossack dice con un sorriso da sciacallo.
Compresi che non era possibile lasciare che Herr Caution girasse liberamente per Parigi e indagasse. Tale indagine poteva arrecarci sempre qualche noia.
Inoltre notai qualcosaltro. Voi ve ne andaste presto. Ci mimpensier un poco. Trascorsero alcuni minuti ed Edvanne se nand anche lei, con un pretesto. Ne conclusi che Sergio aveva parlato troppo con lei, che Edvanne sapeva troppe cose e che ella stava per confidarvele. Ne dedussi inoltre che la morte del vostro collega Rodney Wilks doveva averla turbata molto.
Annuisco.
Sicch siete pure responsabile della morte di Wilks, gli dico. Foste voi a dare la medicina a Sergio il quale non sapeva che sarebbe riuscita letale a Wilks?
Precisamente, fa lui. Dissi a Sergio che la medicina avrebbe causato un semplice malore a Wilks, tanto da costringerlo a lasciare il Siedler Club immediatamente. Mi parve questa la maniera migliore di trattare la cosa. Ad ogni modo Sergio mi credette. Ma anche Sergio era uno sciocco.
Si alza e va al camino. Resta ritto accanto alla mensola, tutto pieno dimportanza. Senza dubbio pensa al momento in cui si presenter ad Adolfo che lo compenser con un mucchio di Croci di Ferro.
Quando Edvanne se ne and, poco dopo di voi, prosegue, mi presi la libert di seguirla. E quando usc dal suo alloggio la seguii fino allappartamento di Sergio. La poveretta non sapeva che avevo anchio una chiave. Entrai dopo di lei e, standomene nellanticamera, potei sorprendere una interessante conversazione fra lei e Sergio. Sembrava che ella lo pregasse di dirle come stava tutta la faccenda e che quello fosse sul punto di accontentarla.
Be... la cosa fu abbastanza semplice, tutto considerato. Uscii pian piano dallanticamera, chiusi la porta e quindi suonai il campanello.
Sergio venne ad aprire. Mi fece entrare e io cominciai a parlargli del prossimo incontro con voi che, lo ricorderete, era stato fissato per lindomani.
Sergio sedeva davanti al camino ed Edvanne se ne stava sdraiata sul divano... pi bella che mai. Parlammo amichevolmente per un certo tempo e quindi mi avvicinai al tavolo e preparai le bibite. Fortunatamente avevo con me un po della droga che era stata propinata a Wilks. Molto efficace. Ne mescolai un poco nelle bibite di Sergio e di Edvanne.
Poi proposi di fare un brindisi e bevemmo insieme.
Sospira.
La deliziosa Edvanne mor immediatamente, dice. Ma Sergio fu pi duro. Lasci cadere il bicchiere e cerc di spararmi. Non sapevo che avesse la pistola. Fortunatamente il veleno ag prima che egli potesse far fuoco.
Allora mi divertii a preparare la scena per voi. Distesi Edvanne con cura sul divano e deposi il bicchiere presso di lei, come se ella lavesse messo l dopo aver bevuto. Immaginavo quali sarebbero state le vostre conclusioni: Edvanne aveva avvelenato Sergio e poi si era avvelenata piuttosto che permettergli di portare a termine il complotto contro la sua amata Francia.
Mi sorride.
Sono convinto che ella avrebbe ucciso Sergio, dice. Ma non si sarebbe uccisa. Invece io volevo che morissero entrambi. Non credo che convenga lasciarsi dietro alcuna prova e, tanto meno, alcun testimonio.
Mi alzo con fare distratto. Giro la sedia. Quello alza la pistola appena mi muovo, ma quando vede che mi limito a girare la sedia labbassa di nuovo.
Be... dico, mi sembra che siate una volpe matricolata. Stavo per dire, anzi, che ho visto esseri come voi sbucare dalle rocce umide quando spunta il sole ma, pensandoci bene, trovo che questo sarebbe un complimento per voi.
Traggo un profondo sospiro.
Mi avete battuto, gli dico, solo perch avete codesta pistola. Ma essa non mimpedir di parlare. Penso che colui che ha inventato la parola schifoso deve aver pensato proprio a voi. Di fronte a voi il pi abbietto assassino dei "Thugs" diventa un angelo. Siete talmente schifoso che non vi getterei a un pescecane, per tema che la bestia restasse avvelenata. Poi vi debbo dire che...
Alzo la sedia con la mano destra e la scaglio contro di lui dopo di che mi butto dietro. La fortuna mi assiste. Una gamba della sedia lo colpisce al braccio destro!
Alzo il piede e lo colpisco al mento. Zeldar diventa rosso per il dolore... Mollo un diretto che gli schiaccia il naso spaccandogli il labbro superiore. Di sinistro lo colpisco rudemente allo stomaco per non dargli il tempo di riaversi dal primo colpo. Quindi faccio saltar via la sedia con un calcio e gli do una ginocchiata sulla pancia, tanto per scaramanzia.
Quello cade riverso e picchia la testa contro il parafuoco. Lo abbranco per il colletto, lo alzo e gli mollo un altro sorgozzone che deve aver rintronato fino in Inghilterra.
Zeldar indietreggia barcollando, attraverso la stanza. Io gli vado dietro. Di fuori odo del fracasso ma sono talmente imbestialito contro quella serpe che non penso a nullaltro se non a continuare la cura di bellezza che dovr sfigurarlo del tutto.
Lo afferro quand presso la porta e lo costringo a fare dietro-front. M venuta una mezza idea di scaraventare lamico nel fuoco, in modo che si possa scaldare bene bene le viscere.
Mentre mi volto la porta si apre e qualcuno mi assesta un colpo secco sulla testa che mi salda il conto definitivamente.
La stanza mi turbina attorno e tutto diventa buio.
Perdo la conoscenza.
Quando ritorno in me, mi trovo seduto presso la tavola, con le spalle appoggiate al muro. Un milione di stelle continua a brillarmi davanti agli occhi e subito penso che colui che mi ha atterrato deve essersi servito di una stanga di ferro.
In distanza mi sembra di udir trillare un telefono. Poi, quando riesco ad aprire gli occhi, vedo Zeldar seduto dallaltra parte della stanza con un fazzoletto umido legato sul naso. Una vista confortante, tutto considerato.
Il telefono continua a trillare. Repentinamente comprendo che si trova vicino alla mia testa, sulla tavola. Ogni volta che suona mi sento vibrare il capo come se mi martellassero. Non sto bene.
Uno dei giannizzeri di Zeldar mi allontana con un calcio e prende a parlare al telefono, stando proprio sopra di me. Dice Frulein di qua e Frulein di l, e ho limpressione che parli con Ardena.
Dopo un minuto smette di parlare e si rivolge a Zeldar. Tiene la mano contro il microfono.
 Frulein Vandell, Herr Kapitan, gli fa. Dice che tutto  in ordine. Parla dal molo dove sono attraccate le nostre navi. I piloti sono a bordo e le navi sono pronte per salpare.
Zeldar grugnisce.
Benone, fa. Ditele di salire sul Maybury. Ditele che stiamo venendo e che sono ansioso di brindare alla sua salute.
Adesso mi sono ripreso. E penso che mi resti ancora una possibilit. Dovete sapere che non c neanche lombra della simpatia, fra me e Ardena. Ma  pur sempre una donna e io penso che, se faccio in tempo a metterla sullavviso, pu darsi che ella parli e, anche se io e Buddy saremo allaltro mondo, c sempre la possibilit che qualcuno catturi questo impunito di Zeldar.
Luomo al telefono continua a parlarle. Sta proprio alla mia sinistra. Mi appoggio al muro e, alzate le gambe, do un calcio doppio contro il suo stomaco, con tutta la forza possibile. Quello emette un muggito straziante e lascia andare il telefono. Lo afferro fulmineamente.
Ardena, le grido, parla Charlie. Siete stata giocata! Scappate, piccola... filate!
Odo che mi dice:, Uff... andate al diavolo! E quelli mi sono addosso. Zeldar e altri due che sono entrati. Il tipo che ho calciato  sempre sul pavimento, con le mani sulla pancia, e si contorce.
Quelli cominciano a pestarmi... Certo, quando mi si offre loccasione di menare le mani, credetemi, me la cavo, ma di fronte a quei tre, posso andare a nascondermi.
Dopo che essi han provato diversi colpi, uno di loro riesce a mollarmi un calcio proprio sotto il cuore. Mi affloscio e cado. Di nuovo piombo nel buio.
Quando apro gli occhi mi sento proprio finito. Ho entrambi gli occhi pesti e la testa mi martella dolorosamente, come se qualcuno vi battesse su il tam-tam.
Cerco di muovere le mani ma non vi riesco. Quando guardo in gi vedo che qualcuno ha avuto il delicato compito di ammanettarmi.
Aspiro un paio di boccate daria cos, tanto per assicurarmi di non avere qualche costola rotta. Ad ogni modo posso respirare benissimo. Adesso son capace di vederci con un occhio. Do uno sguardo in giro. Giaccio contro la parete di una specie di cabina. Penso che mi trovo sul Maybury. Da sotto viene il pulsare del motore. Nella cabina regna una luce tenue e noto che gli obl sono coperti con tela nera. Pare che siamo salpati da Delfzyl.
Guardo la cabina. Dallaltra parte, ammanettato come me, vedo Buddy.
Mi passo la lingua sulle labbra. Sento che mi ballano due o tre denti. Ho la lingua arida e ruvida, come se qualcuno me lavesse strofinata con la carta vetrata. Sia detto fra noi, non mi sento proprio a posto.
Dico:, Ebbene, Buddy, come vi sentite?
Io bene, mi risponde. E fa un risolino. Mi par proprio che non sia un cattivo ragazzo.
Vi hanno pestato in malo modo, soggiunse, Mi spiace molto, Caution.  stato tutto per colpa mia.
Macch, gli dico. Non  ancora giunto il momento del requiem, per me. Meno che mai adesso che tutto sembra perduto.
Fa lui:, Sicch la vedete brutta, eh?
Gi, gli dico io. La situazione  poco simpatica. Ho avuto un breve colloquio col nostro amico Zeldar. Quello ci sta preparando qualcosa. Fa conto di rifilarci in un campo di concentramento, ma io son pronto a scommettere che non ci arriveremo. Non mi piace, quel tipo. Non mi va davvero!
Comincio a pensare a Zeldar e rido.
Mi dice, Buddy:, Si pu sapere che cosa avete da ridere?
Mica molto, rispondo. Pensavo solamente a quello che ho fatto a Zeldar... prima che lui e i suoi mi si gettassero addosso. Avreste dovuto vederlo il muso dellanimale, comera conciato! Parola di onore, alla sua amichetta verr un accidente quando lo vedr.
Be,  sempre qualcosa, fa lui. Poi chiude il becco perch qualcuno sta entrando.
Un tizio apre la porta.  uno dei giannizzeri di Zeldar. Indossa il soprabito e tiene una mano in tasca.
Signori, ci dice, lo Herr Kapitan pensa che potreste raggiungerlo nel salone. Sarete lieti di apprendere, ne sono sicuro, che abbiamo salpato da Delfzyl. Lo Herr Kapitan pensa che voi ci terrete a qualche distrazione, durante il viaggio. Avrete la compiacenza, perci, di alzarvi e di salire sul ponte. Se per tentaste di parlare con qualcuno o faceste qualche mossa sospetta vi sparer addosso. Avete capito, signori?
Ci alziamo. Quando sono in piedi cado nuovamente e allora mi tiro su con pi cautela e lentezza. Credo di essere tutto una contusione.
Andiamo fuori a passeggiare sul ponte, con il giannizzero di Zeldar dietro di noi. La nave  di quelle grandi, tuttavia non vedo molte persone a bordo. Ne deduco che stanno dirigendosi verso lEms con equipaggio ridotto a una dozzina di uomini.
Fa un buio dinferno. C un po di vento e si ode il rumore delle macchine e quello del mare.
Comincio a domandarmi che cosa stia preparando per noi Zeldar.
Ad ogni modo son convinto che non mi garber troppo!
...
.
...
CAPITOLO 15. ROBA DA MATTI.
...
.
...
Non  facile passeggiare sul ponte di un vapore in navigazione, con le manette i polsi. La nave ha un leggero rullio ed io non mi sento saldo sulle gambe.
Repentinamente Buddy vacilla e urta contro di me. Luomo che mi sta dietro appoggia la bocca della pistola contro la mia spalla e per poco non mi fa cadere. Buddy gli molla un potente calcio negli stinchi. Allora laltro assesta un colpo sulla testa del giovane, col calcio della pistola, e Buddy cade lungo disteso sul ponte. Giace cos, gemendo.
Il porco pu rimanere l, dice luomo della pistola. Questo gli servir come antipasto, per il pranzo che gli stiamo apparecchiando.
E comincia a bestemmiare in tedesco.
Mi sospinge lungo il ponte, gi per una scaletta e lungo un corridoio. Apre una porta e mi spinge dentro.
Mi trovo in una cabina-salotto ben messa dove si svolge un piccolo trattenimento. Attorno al tavolo sono seduti Zeldar, Ardena e un paio di sgherri.
Sul tavolo vedo alcune bottiglie di sciampagna, e tutti sembrano lieti e pacifici. Ardena, quel diavolo in gonnella, se ne sta arrovesciata contro la spalliera e fuma una sigaretta con laria soddisfatta di chi sia riuscito a combinare un bel tiro.
Zeldar dice:, Franz, dov laltro babbeo?.
Franz si mette a gracchiare in tedesco, rivolto a Zeldar. Gli sta dicendo che ha procurato un bernoccolo perch quello diventava turbolento.
Zeldar ride. Sicch il nostro amico s comportato male, dice. Be, presto avr ampia occasione di imparare la disciplina.
Dice allo sgherro di spruzzare Buddy con lacqua fredda e di portarlo qui. Laltro sbatte i tacchi e fila via.
Zeldar riempie il bicchiere di Ardena e le rivolge un gran sorriso. Poi riempie il suo bicchiere e quello degli altri.
Mi seggo sul sedile ricoperto di velluto dallaltro lato della cabina, e li guardo.
Provo un po di compassione per Ardena. Eccola l quella sciocchina, che beve sciampagna e crede di essere proprio riuscita nel proprio intento! Non sa di essere seduta in cima a un vulcano che fra poco salter in aria. Ma son convinto che Zeldar si stia divertendo a farle credere che lei  tremendamente astuta.
Alza il bicchiere.
Bevo alla vostra salute, Frulein, le dice. Oh, sappiate che vi ho riserbato una sorpresa. Mi indica e ghigna. Riconoscete il vostro amico?
Ardena contraccambia il sorriso.
Ma  Hoyt, fa. Charlie Hoyt... povero sciocco! Tiene alzato il bicchiere. Alla vostra salute, Charlie, prosegue. Mi spiace di avervi fatto rapire ma, purtroppo, non avevo altra scelta. Una donna, al giorno doggi, deve pensare a se stessa!
Tutti si mettono a ridere. Zeldar dice:
 Frulein, ma voi non avete ancora compreso in che consista lo scherzo. Quello non  Charlie Hoyt! Si alza e mi fa un inchino. Permettete che vi presenti Herr Lemmy Caution, un famoso agente federale degli Stati Uniti.  colui che credevate Charlie Hoyt.
Ella mi guarda a bocca aperta. Non ho mai visto una donna cos sbalordita, in vita mia. Poi comincia a ridere, di gusto. Ride a crepapelle e gli altri le fanno eco. Non ve lho detto che era proprio un trattenimento divertente?
Ma pensate un po, mia affascinante Ardena, osserva Zeldar. Il nostro amico qui presente giunge a Delfzyl e vi persuade di essere Hoyt e voi gli credete. Che incontro! Egli medita di giocarvi e voi, a vostra volta, riuscite a giocarlo. Senza che sospettiate menomamente di aver giocato un agente federale del vostro stesso Paese. Credo che un caso simile sia pi unico che raro! E che, forse, gli unici a non apprezzarlo al suo giusto valore siano lo sfortunato Caution e linfelice Buddy Perriner.
Si alza e mi vien davanti. Resta immobile a fissarmi.
Porco di un americano! mi dice.
E mi scaglia sul viso il contenuto del suo bicchiere.
O. K. Zeldar, gli dico. Divertitevi mentre  il momento buono. Qualche giorno sarete preso e allora la situazione sar meno piacevole. Una cosa, per, vorrei sapere: che  successo al vostro naso?  vero che avete dato sempre limpressione, a chi vi vedeva, di essere uno schifoso bastardo, ma ora, con il naso schiacciato e con gli occhi pesti, fate proprio un effettone. E se quel tale che  intervenuto per liberarvi fosse comparso qualche minuto dopo, vi avrei bruciato il fondo dei pantaloni... pezzo di...
E gli dico quello che . Gli do certi nomi che farebbero arrossire di vergogna perfino un sordo.
Zeldar indietreggia e poi mi molla un pugno sul naso che mi fa vedere i pi bei fuochi dartificio a cui abbia mai assistito. Poi ritorna al tavolo e si siede.
Allora si alza Ardena e mi viene vicina. Penso che non devo essere presentabile. Il naso mi sanguina abbondantemente e, non so perch, non riesco a vederci bene.
Mi fa:, Be, questa  davvero una grande giornata, per me!
E intanto che mi guarda sorseggia lo sciampagna.
Anche quando ho creduto che foste Charlie Hoyt, mi dicenon mi andavate a genio. Troppo pieno di voi, troppo borioso. Ma almeno credevo che foste un onesto bandito!
Sicch siete un G men, eh! mi fa. Ma guarda un po! Proprio una cosa stupenda. Personalmente, se non ne aveste gi buscato un sacco e una sporta, ci proverei gusto a picchiarvi, sbirro della malora! Su, prendete un po di sciampagna!
Alza la coppa e ne scaglia il contenuto sulla mia faccia. Dice a Zeldar:, Sono o non sono una donna fortunata? Ma pensate un poco a quello che mi sarebbe successo se avessi seguito il suo piano. Questo sporco sbirro mi avrebbe arrestata e fatta mettere al fresco. Oh Dio... se lho scampata bella!
E si versa da bere.
Zeldar le dice:, Ben detto, Frulein. Sotto questo punto di vista potete considerarvi davvero fortunata. Poi, con voce mutata:, Spero che la fortuna continui ad assistervi.
Ella lo guarda fisso:
Come sarebbe a dire, signor Zeldar? gli fa. Non mi piace il tono con cui avete parlato.
Quello si stringe nelle spalle. Ghigna come il diavolo.
Mia carissima, mia deliziosa Ardena, comincia strascicando voluttuosamente le parole, debbo dirvi che mi son specializzato nel prendermi giuoco della gente. Son diventato cos esperto in questarte che temo di avere un po strafatto con voi. Mi capite?
Ardena cade a sedere sulla seggiola. Ma continua a fissare laltro.
Sentite, gli fa, che intendete esattamente? Non vorrete dirmi che...
Mia cara, ghigna Zeldar, vi stavo dicendo che non c danaro per voi, in questaffare. Non ce n per nessuno, tranne che per noi. Ma state su con la vita, bella mia! Non vi troverete male, in Germania. Non dubito che troverete il modo di cavarvela anche l, grazie ai vostri vezzi. Forse vi riuscir un po duro, dapprincipio, adattarvi alla nuova vita, ma sono sicuro che alla fine ci riuscirete benissimo. Suvvia, riempite il bicchiere e non prendetevela tanto per il vile danaro!
Bench Ardena sia una carognetta patentata, sento un po di compassione per lei. Se ne sta seduta e guarda Zeldar con la bocca spalancata. Il Kapitan e gli altri ridono come tanti sciacalli che abbiano trovato il loro abominevole pasto.
Ardena dice con una calma singolare:, Non mi vorrete mica dire che non ci sar la paga?
Zeldar le riempie il bicchiere.
Temo di no, mia cara, ridacchia. Non c nessuna paga salvo i miei pi sentiti ringraziamenti e qualche bicchiere di vino. Questo  tutto il vostro compenso.
Ardena diventa rossa.
Maledetto avaro, spilorcio, pidocchioso! ulula. Che diavoleria  questa? Se non mi volete pagare perch mai mi avete portata su questa nave? Che cosa avete intenzione di fare?
Calma, calma, ribatte quello. Non vi giover nulla gridare, a meno che non lo facciate per tenerci allegri. Naturalmente dovevate fare questo viaggetto! Prima di tutto senza il vostro aiuto non sarei stato capace di trovare i piloti che quello scemo di Gloydas aveva assunto, e poi, come potevo lasciarvi a Delfzyl, eh? Oh... no, avreste potuto parlare. Finch state con noi, siamo al sicuro.
Dio mio! fa quella. Quindi volete dire che...
Voglio dire che dovete prepararvi a un lungo soggiorno in Germania, dichiara Zeldar. L imparerete a dominarvi. Se vi comportate bene, non vi troverete malaccio. Se fate le bizze, dovremo imporvi la disciplina.
Ammicca verso i compagni soddisfatto.
Non lascio mai prove o testimoni dietro di me, spiega. Vedete, Caution e Perriner saranno eliminati e voi, Frulein, resterete in Germania. Ora bevete il vostro vino e state su allegra. Non ha forse detto, il nostro grande filosofo, che le donne sono create apposta per il piacere del guerriero? Questo  il loro compito, questo soltanto. Arrendetevi alla realt, Ardena. Sar molto meglio per voi.
La donna gli lancia un brutto epiteto. Per un momento credo che Ardena stia per precipitarglisi addosso.  talmente infuriata che, ci scommetto, ammazzerebbe volentieri quel farabutto che ghigna.
Proprio in quel momento luscio si apre e Franz spinge dentro Buddy. Il giovane sembra alquanto gi di morale. Gronda acqua e ha un bernoccolo sul lato della testa, grosso come un uovo.
Ardena gli d unocchiata e gli balza addosso. Gli molla un pugno in faccia che fa rintronare la cabina.
Pezzo didiota, gli grida. Se non fosse stato per te e per la tua stupidaggine nel farti irretire da me e nel farti prendere non mi troverei ora in questi guai. Dio, come vorrei farti a pezzi! Mi piacerebbe di...
Sembra che la rabbia debba strangolarla. Bud, che si regge a stento, tenta di ribattere qualche cosa ma Ardena lo colpisce di nuovo. Il giovane cade contro la parete e vi resta appoggiato. Zeldar e gli altri ridono tenendosi la pancia. Immagino che, per loro, la commedia sia divertente.
Dico io:, Perch non tacete, Ardena? Avete avuto quello che vi spettava. Nessuno vi ha mai detto che il delitto non rende?
State zitto, piedi piatti! strilla lei. Altrimenti vi dar il resto.
Torna a sedersi. Poi dice:
Oh, maledizione! Com schifosa la vita, certe volte!
Si prende la testa fra le mani e si mette a piangere.
Zeldar guarda i suoi compagni e sghignazza.
Non ci resisto a vedervi piangere, Frulein, le dice. Spero per che vi sentirete un po meglio dopo, quando vi sarete un po sfogata.
Ardena si passa il fazzoletto sugli occhi. Poi si stringe nelle spalle. Fa una smorfia che vorrebbe essere un sorriso.
Oh, be, fa. Tanto vale che mi rassegni.
Si mesce un altro bicchiere, lo alza e trangugia lo sciampagna. Poi scaglia via il bicchiere che va a fracassarsi proprio sopra la mia testa.
Mi sento stanco e la testa mi fa un male terribile. Do unocchiata a Buddy. Se ne sta appoggiato alla parete della cabina, dallaltra parte. Anche lui sembra molto abbacchiato.
Mi metto a riflettere sulle donne. Non che ci mi faccia piacere, perch capisco che ormai nulla pu giovarmi, ma perch penso che, anche se ci si trova a mal partito e non c alcuna via di scampo, si pu benissimo pensare alle donne e riuscire cos a distrarsi.
Inoltre capisco che Ardena ha bevuto qualche bicchiere di troppo. Vedo che la testa le oscilla e penso che da un momento allaltro possa svenire. Posa il gomito sul tavolo, vi appoggia su la testa e si mette a gemere.
E tale vista non  certo fatta per tenermi allegro. Intanto la nave rulla e beccheggia. Mi figuro che il mare devessere diventato ben brutto.
Non appena mi balena questo pensiero devo farmi forte e stringere i denti per non mettermi a urlare.
M venuta unidea.
Mi appoggio, con la schiena, alla parete. Il forte rullio fa rovesciare un paio di coppe. Devesserci un mare quanto mai tempestoso, poich la Maybury  una nave grossa.
Tengo docchio Zeldar come un gatto. Voglio vedere quanto ci metter quello l ad accorgersi della cosa. Ma Zeldar se ne sta tranquillo, col suo bicchiere pieno di sciampagna in mano, e fuma.
Poi luomo che gli siede al fianco si alza e termina di bere. Ha unaria perplessa. Si avvicina allobl e scosta la tendina. Guarda fuori. Quindi si volta e sta per dire qualcosa quando Ardena emette un ululato.
Ha disteso una gamba e riesco a scorgere una smagliatura nella calza, proprio sul davanti.
Santo Cielo! grida. Guardate...  il secondo paio oggi. Finir col non portare pi calze! Al diavolo le calze!
Se ne sta curva a guardarsi le gambe che, sia detto fra parentesi, sono qualcosa di meraviglioso. Involontariamente ricordo la sera in cui Edvanne mi fece quello scherzo, con la scusa della smagliatura.
Poi quello che ha guardato dallobl si mette a gridare:
Herr Kapitan... Herr Kapitan... Siamo in alto mare! Questa non  la foce dellEms!
Zeldar ha gli occhi fuori dallorbita. Si volta di scatto. Ardena dice con voce straordinariamente calma:
Restate dove siete, Zeldar. Se qualcuno si muove  spacciato!
Ha tirato fuori una Berta dal reggicalze. E sembra proprio decisa, la ragazza.
Ma che significa tutto ci?
Ora lei si rivolge a Franz. Gli parla in tedesco. Quello sembra esitare e Ardena muove la pistola. Allora Franz viene dalla mia parte. Mi libera dalle manette.
Alleggeriteli delle pistole, signor Caution, per cortesia, mi fa.
Volentieri, sorellina, le dico. Lo faccio proprio volentieri.
Mi alzo e stiro le braccia. Mi sento tutte le ossa fuori di posto. Poi giro per la cabina e faccio la raccolta delle armi. Confesso che tratto Zeldar un po rudemente.
Questi si appoggia al tavolo. Dice alla ragazza:
Sciocca che non siete altro! La pagherete cara. La...
Ardena gli sorride.
Se c qualcuno che pagher siete proprio voi, Herr Kapitan Meinschmidt, gli dice, e mi accorgo che parla un inglese perfetto. Il vostro difetto  di giungere a delle conclusioni un po affrettate...
Quali conclusioni, ad esempio?
Che io fossi Ardena Vandell, gli piega. Se qualcuno di voi si fosse preso la briga di accertarsene, avrebbe saputo che Ardena Vandell  bionda. Ecco spiegato il motivo per cui sono stata corretta a picchiare Buddy quando lhan fatto entrare. Ancora un minuto e quello avrebbe scoperto il giuoco, non riconoscendomi.
Per me fa lo stesso, le dico. E ora, se  lecito chi siete voi?
Ve lo spiegher fra un minuto, dice lei. Nel frattempo potete liberare Buddy Perriner da quei braccialetti e dargli da bere. Ho bisogno di parlargli.
Mi avvicino a Buddy e lo faccio sedere. Poi gli libero i polsi e gli do da bere, direttamente dalla bottiglia. Comincia ad acquistare un aspetto pi umano. Quindi mi attacco anchio alla bottiglia. Mi avvino al nostro Franz, che ci ha portati in giro e gli do un cazzotto che lo fa vacillare. Comincio a respirare alla fine!
Poi mi appoggio alla parete della cabina. Ho una pistola per mano e non cerco altro che un pretesto per impiombare uno di questi figli di cani.
Do unocchiata alla donna. Ella ha tratto dalla tasca di Buddy il fazzoletto, vi ha versato su dello sciampagna ed ora gli va rinfrescando la faccia. Emetto un grosso respiro. Penso a quello che farei con quella donna, se mi trattasse con tanto affetto.
Signor Perriner, gli dice. Sono una rappresentante del Governo britannico. Il pilota che trovasi su questa nave e quello che  sulla Mary Perriner non sono olandesi. Sono ufficiali della marina inglese.
Si volta dalla parte di Zeldar e gli manda un bel sorriso. Quello la sta guardando come se non credesse ai suoi occhi.
Siete proprio uno stupido, Herr Kapitan Meinschmidt, gli fa. Stupido almeno quanto Gloydas. Se Gloydas fosse stato un tantino pi intelligente avrebbe notato che un peschereccio inglese entr nel porto di Delfzyl, a causa del maltempo, due giorni fa. Avrebbe anche notato che attracc presso il Maybury. Stanotte, quando vi lanciai sulle peste del signor Caution prima che questi potesse mettere in salvo Buddy Perriner, ebbi tutto il tempo di far salire a bordo delle due navi i miei piloti. E voi ignorate che anche lequipaggio del peschereccio  salito a bordo delle navi. Fu una cosa relativamente facile, nelloscurit. Entrambe le navi sono in nostre mani. Grazie, Herr Kapitan!
Adesso capisco. Dunque era per questo che ella ammaliava e faceva bere Gloydas. Che donna! Prosegue parlando con Buddy:
Ora ci troviamo a ovest dellisola di Rottum, nel mare del Nord ed  mio dovere comunicarvi, poich siete il rappresentante del proprietario delle navi, la posizione giuridica della Maybury e della Mary Perriner. Entro mezzora saremo raggiunti dalle torpediniere inglesi. Le due navi saranno fermate dal servizio di vigilanza contro il contrabbando. Abbiamo le prove che esse hanno un carico di armi, che era diretto al nemico.
Buddy sorride.
No, signorina, le dice. Il carico era destinato allInghilterra. Mio padre voleva che gli aerei andassero agli alleati tanto che ha fatto salpare le navi prima che fosse approvata la legge di neutralit di Roosevelt. Se le navi sono andate a finire quasi in Germania  colpa mia...
Ella gli sorride a sua volta.
E anche di Ardena Vandell... quella vera, dice.
Si volta e mi fa.
Signor Caution, volete essere cos gentile da andare sul ponte e dire al pilota di fare i segnali necessari alla Mary Perriner? Poi, se tornate qui, potremo mettere a posto i nostri amici tedeschi.
O. K. dolcezza, le dico.
Quando sono sulla porta mi volto a guardarla. Ella se ne sta seduta con le gambe incrociate; con la mano destra tiene la pistola puntata su quegli altri mentre con la sinistra si aggiusta un ricciolo.
Le dico:, Ehi, piccola, qual  il vostro vero nome?
Ella mi regala uno dei suoi sorrisetti lampo.
Mi chiamo Georgette, mi fa. Lieta di fare la vostra conoscenza, Lemmy.
Ammicco. Ricordo la sera in cui la conobbi la prima volta, nella stanza dalbergo di Delfzyl. La sera in cui le dissi che ero Charlie Hoyt ed ella mi disse di essere Ardena Vandell.
Georgette, le dico, mi sembra che siate una ragazza in gamba.
Ella riprende a giocare con il ricciolo. Dice:
Grazie, Lemmy. Anche voi ve la cavate.
Zeldar comincia a protestare:
Questa  una nave neutrale,  una nave degli Stati Uniti. Mi trovo quindi in territorio neutrale. Sono un ufficiale tedesco e chiedo di essere sbarcato in un porto neutrale!
Buddy si alza in piedi. Si avvicina a Zeldar e gli dice con voce singolarmente calma:
Vi sbagliate... bastardo! Mio padre ha venduto queste navi, con tutto il carico, allInghilterra. Il contratto di vendita fu fatto con una ditta inglese prima ancora che le navi salpassero, e voi lo sapete. Perci queste navi sono inglesi. Che ve ne pare?
E preso lo slancio molla un cazzotto a Zeldar. Quello emette un gemito e si affloscia.
Apro la porta della cabina. Prima di uscire lancio unaltra occhiata a Georgette.
 tuttora intenta a giocherellare col suo ricciolo.
Penso che anche a me piacerebbe giocherellarci.
Si procede veloci. Il mare  pessimo e ogni volta che tento di avanzare di un passo barcollo come un funambolo.
In distanza, a dritta, vedo la torpediniera. Avanza arando il mare e fendendo le onde. Scivola sulle acque con la grazia di una bella donna che danzi. Mi ricorda, in qualche modo Georgette... molto snella, bella a vedersi e tremendamente decisa.
Sul ponte c il pilota inglese. Rido tra me. Lultima volta che lho visto eravamo allo Spruithuis, quando Gloydas stava assumendo tanto lui che il suo compagno come piloti. Gli riferisco quanto  avvenuto di sotto.
Mentre ritorno indietro, penso che un mucchio di gente crede che gli inglesi siano un po tardi. Ma non bisogna giudicarli a prima vista, che diamine! Mi ricordo che questi due compari, uscendo dallo Spruithuis dietro di me, parlavano olandese e recitavano benone la parte di due olandesi bonaccioni che abbiano alzato il gomito.
E invece erano gi daccordo con Georgette. E sono riusciti a far entrare in porto un motopeschereccio dove cera unaltra dozzina di amici che, alla prima occasione, dovevano salire a bordo delle due navi, alla chetichella. Poi arrivo io, sotto le mentite spoglie di Charlie Hoyt, e questa diabolica inglese comprende che sono inviato dal cielo, in risposta alle sue preghiere. Sono davvero luomo che cercava. Ella si serve di me per far allontanare Zeldar e i suoi giannizzeri, proprio nel momento cruciale, e ne approfitta per far salire a bordo i suoi amici. Un bel lavoro, non c che dire!
E poi ci sono dei fessi i quali dicono che gli inglesi non sanno recitare la commedia!
Scendo la scaletta e ritorno in cabina. Georgette  davanti allo specchio, intenta a incipriarsi il naso. Gli altri sono andati via.
Mi domando dove abbia trovato quella cipria. Ci scommetto che teneva anche quella celata nel reggicalze. Comincio a pensare che le donne possano nascondere non so quante cose nei loro reggicalze!
Ascoltatemi, asso del Servizio Segreto, le dico. Ho qualche piccola pendenza da regolare, con voi.
Ah si? mi fa. Be, dite pure. C in arrivo una cuccuma di t. Ne volete una tazza?
Divengo serio.
Prima di tutto, Georgette, le dico, ci terrei a congratularmi con voi perch siete proprio una donna eccezionale. E credo che abbiate ben meritato il vostro successo. Ma c una piccola cosa che dobbiamo mettere in chiaro, fra noi. Quel tipaccio, Zeldar intendo dire, appartiene a me. Quellaringa rinsecchita rappresenta il mio pasto ed ora la porter negli Stati Uniti con me per deferirla a una Corte Federale sotto un migliaio di imputazioni. Lo voglio vedere sulla sedia elettrica, il signor Zeldar. Capito, amore?
Niente da fare, Lemmy, risponde lei. Sono io che lho preso e me lo tengo. E vi sarei grata se mi offriste una sigaretta.
Le do la sigaretta.
Qualcuno (uno della ciurma del motopeschereccio) ci porta la teiera e la mette sul tavolo. Poi se ne va.
Georgette comincia col versarsi una tazza di t. Mi d limpressione dessere pienamente padrona di s.
Sentite, bellezza, le dico. Non fraintendetemi, ma mi sembra che la vostra pretesa non sia giusta. Questo Zeldar spetta a me. Intanto, ho contro di lui qualche capo di accusa che voi non conoscete neanche. Per esempio,  imputato di numerosi omicidi.  lui il responsabile diretto della mort del mio collega Rodney Wilks, a Parigi.
Georgette depone la tazza. Mi sorride tuttora dolcemente. E quando sorride le spuntano le fossette nelle guance.  graziosa anche quando  in vena di discutere.
Dolcezza, insisto, dovete accettare il mio punto di vista. Prima di tutto, sappiate che sono un tipo piuttosto cocciuto e che sono abituato a spuntarla quasi sempre. Ho cominciato a dare la caccia a Zeldar sin da quando mi trovavo a Parigi, perci lamico mi appartiene di pieno diritto.  perfettamente inutile discutere ancora sulla cosa.
Ella scuote la testa.
Noi davamo la caccia a Zeldar prima che egli si recasse in America, mi fa. Lo tenevamo docchio e tenevamo docchio anche Nakarova e Willie Lodz mentre studiavano il colpo in Inghilterra. Ecco perch andai negli Stati Uniti dove riuscii a pescare Ardena Vandell (lamica di Lodz) dopo che i banditi avevano rapito Buddy... E appresi da lei la faccenda. Ardena sapeva vagamente che cera qualcoso dietro quel ratto. E aveva una paura matta.
Le sue informazioni mi riuscirono molto utili. Sapevo che Zeldar era a Parigi, in attesa della venuta di Nakarova. Sapevo anche che, una volta Nakarova a Parigi, Geraldine lavrebbe raggiunto. Evidentemente, essi intendevano rapire anche la ragazza.
Come?! grido indignato. Sapevate che quelli avrebbero rapito Geraldine a Parigi e non faceste nulla per impedirlo? Ma dico, che cosa avete nella testolina? Dovreste aggregarvi allU. F. I. negli Stati Uniti per seguire un corso di istruzione, mi sembra!
Lo credete davvero, Lemmy? mi fa lei con dolcezza. Ma, vedete, non cera motivo di preoccuparsi, circa la sorte di Geraldine. Avevamo gi predisposto tutto, in merito.
Georgette si tace. Questa ragazza trova ogni volta la risposta giusta!
Era evidente che Zeldar avrebbe costretto Geraldine a lasciare Parigi, dice poi. Gi era sulle spine perch doveva recarsi a Zurigo (dovete sapere che noi avevamo preparato vari scherzetti che preoccupavano la societ Gloydas, Nakarova e Haal, sia a Zurigo che a Delfzyl).
Immaginavo che Zeldar avrebbe ordinato a Geraldine di recarsi in Inghilterra sotto la minaccia di assassinare il fratello Buddy. Cera da supporre, logicamente, che la ragazza sarebbe stata affidata ad alcuni agenti fidati di Zeldar, in Inghilterra. Questo fu il motivo per cui attesi la mossa dellamico. Volevamo pescare questi agenti. Perci me ne stetti celata, pur non perdendo di vista Geraldine, al Dieudonn. Non appena Zeldar le ingiunse di recarsi in Inghilterra, telefonai a Londra e predisposi la trappola. Due della banda di Zeldar erano ad aspettare la ragazza allaeroporto; ma cerano anche i nostri, pronti ad agire.
Cos quelli catturarono gli ultimi due agenti di Zeldar in Gran Bretagna e Geraldine pot scendere, senza che nessuno la molestasse, al Savoy Htel.
Traggo un gran sospiro di sollievo. Per, lo confesso, comincio a sentirmi offeso nel mio amor proprio.
Salgo sul ponte. Buddy sta parlando col capitano. Ammicco al giovanotto e scendo sul ponte inferiore. Buddy mi, raggiunge poco dopo.
Buddy, gli dico, ho pensato al nostro amico Zeldar.  un tipo che non mi va. Mi sembra davvero spregevole, quelluomo!
Buddy mi dice quello che pensa di Zeldar. Non posso fare a meno di trovarmi daccordo sui suoi apprezzamenti. Tiro fuori la fiaschetta di whisky.
Sentite, amico, gli dico, credo che Zeldar apprezzerebbe parecchio un sorso di whisky, per tenersi su il morale. Forse ne berrebbe anche diversi sorsi e, se qualche burlone gli mettesse del sale nel liquore, Zeldar si sentirebbe scombussolare lo stomaco. Capito?
Dice che ha capito.
Ebbene, proseguo. Supponiamo che Zeldar si senta male e che abbia bisogno di respirare una boccata daria, e supponiamo che qualcuno laccompagni presso il parapetto dalla parte di sottovento. Supponiamo ancora che il parapetto ceda quando quello si appoggia. Credo che sarebbe una bella disgrazia, no?
Buddy dice che s, che sarebbe una bella disgrazia. Poi mi domanda se, per caso, non abbia del whisky.
Gli do la fiaschetta.
Una fetta di luna  spuntata. Una luna che  un amore.
Comincio a sentirmi proprio bene. Se si esclude il fatto che ho il naso molle come la gelatina e che mi sento tutto dolorante, a causa del pestaggio subito dagli uomini di Zeldar, sono perfettamente in grado dinteressarmi alle cose della vita.
Unaltra torpediniera si  affiancata a noi e davanti posso vedere la Mary Perriner che avanza sicura. Mi figuro che sar una gran bella cosa poter posare i piedi sulla terra ferma.
Scendo in cabina. Georgette  l, seduta davanti alla cuccuma del caff. Penso che la giovane  riuscita splendidamente nel suo progetto e che non c molto da aggiungere, da parte mia.
Atteggio la faccia ad una espressione molto afflitta. Mi siedo e sembro un povero cristo che abbia perduto lultimo nichelino al giuoco.
Mi fa, lei:, Che c che non va, Lemmy?
Mi stringo nelle spalle.
Niente di grave. Ma sono un tipo che ha un certo amor proprio e ora mi sento col cuore nei calzoni. Figuratevi un po. Si dice che sono lasso degli investigatori e che cosa m successo? Che mi sono affannato invano in tutto questaffare, mentre voi avete sbrogliato la matassa. Mi sento umiliato, capite? Non so proprio che cosa fare, tanto mi sento gi di morale.
Georgette abbocca. Mi dice:
Lemmy, senza il vostro affannarvi, come dite voi, non avremmo cavato un ragno dal buco. Se non foste venuto a Delfzyl e non aveste recitata la parte di Charlie Hoyt con me, non sarei riuscita a guadagnarmi la fiducia di Zeldar. Non avrei neanche potuto far salire a bordo i miei piloti e dirottare cos le navi nel mare del Nord. Avete lavorato magnificamente.
Scrollo il capo.
 inutile, le dico. Sono un uomo finito. I compagni con cui ho lavorato tante volte, ora mi prenderanno in giro. Sar costretto a dare le dimissioni. Non mi resta altro da fare. La mia carriera  rovinata.
Recito la parte cos bene che rischio di convincermi io stesso e fra poco mi metter a piangere. Mi alzo e mi appoggio alla parete con la faccia che farebbe un gladiatore romano se, dopo aver infilato la testa nelle fauci di un leone, scoprisse che non si tratta che di una belva imbalsamata.
Georgette mi si avvicina. Mi mette le mani sulle spalle e mi fa:, Lemmy, mi meraviglio davvero che ve la prendiate cos. Ma andiamo! Vi assicuro che avete svolto un lavoro magnifico. Ed io vi debbo molto.
Davvero? le dico. Parlate sul serio?
Ella annuisce con energia.
O. K. Georgette, soggiungo. Allora debbo dirvi una cosa: anche quando credevo che foste Ardena Vandell andavo pazzo per voi. Siete il mio ideale, la mia ricetta meravigliosa. E potete fare tutto quello che vi pare di me. Vi cedo persino il mio Zeldar. Potete prenderlo e non dir una parola sola.
Vi ho gi confidato che, in fondo, io ho un temperamento poetico e ora sento che, per me, la poesia  tutto, poich il modo come Georgette mi si getta nelle braccia  qualcosa di indicibile e, del resto,  anche una mia faccenda privata. Vi dir, ad ogni modo, che ben di rado m capitato di imbattermi in una donna che riuscisse cos bene nel suo mestiere e che sapesse mettere tanta passionalit in un bacio, come Georgette.
Proprio sul pi bello della nostra cooperazione affettuosa compare Buddy.
 accaduto qualcosa di terribile, mi dice. Zeldar  caduto in mare!
Georgette lo guarda e poi guarda me, con gli occhi spalancati.
Come? fa.
Gli ho dato un sorso di whisky, dice Buddv. Mi faceva pena, lanimale, e gli ho dato da bere. E siccome non si sentiva tanto bene lho accompagnato sul ponte. Si era appoggiato al parapetto quando questo ha ceduto...
Domanda Georgette:, E voi non avete fatto nulla? Non avete gridato: C un uomo in mare?
S, dice Buddy:, Ma, vedete, avevo la gola secca e non potevo gridare troppo forte. Nessuno mi ha udito, purtroppo.  una cosa terribile ma, chiss, forse , meglio per tutti che sia andata cos.
Faccio un cenno affermativo.
Forse avete ragione, Buddy, mormoro. Per mi dispiace.
Anche a me dispiace, risponde quello.
Lanimale ghigna come uno scimmione.
Beve una tazza di caff e poi se la batte.
Dico io:, Georgette, questa  la mano del destino. Proprio quando avevo detto che potevate prendervi Zeldar, ecco che limpunito cade in mare. Vedete com la vita? Non si pu mai sapere che cosa vi capiter da un momento allaltro.
Ella mi si avvicina. Negli occhi le brilla una luce maligna. Mi fa:, Voi non sapete nulla circa la caduta di Zeldar in mare, eh?
La guardo sorpreso.
E come avrei potuto sapere, amore? le dico. Sono stato qui per tutto il tempo. Ho un alibi!
Alibi un corno, Lemmy! mi fa quella. E come  andata che Zeldar si  sentito male? Lasciate che vi dia un consiglio: la prossima volta che mettete nel whisky il sale non ve ne spargete sul risvolto della giacca, furbo di un segugio!
Non dico una parola perch, qualunque cosa abbia fatto in tutto questo affare, Georgette mha sempre battuto. Mentre la guardo mi viene da pensare a quel tipo che ha detto che le donne inglesi non hanno niente di eccezionale. Quelluomo doveva mancare di qualche rotella.
Poi rifletto: ora che Zeldar  rimasto vittima di quel piccolo incidente, tutto  semplificato e chiss che io non ottenga un mese di licenza e possa spassarmela in Inghilterra?
Perch io sono un tipo che ci tiene assai a farsi una cultura, a imparare, e sono convinto che Georgette potrebbe insegnarmi davvero qualcosaltro.
E chiunque asserisce di non aver nulla da imparare da una ragazza come Georgette perde la possibilit di istruirsi piacevolmente.
Roba da matti!
...
.
...
FINE.